Anteguerra

L’attuale ASD Città di Baveno 1908 partecipa a campionati FIGC, documentata come “Audace” di Baveno, fino al campionato 1939/40, disputando le partite sul campo di Via Gramsci dietro le scuole. Alcune foto immortalano già il Mario Ranchini, impeccabile giovane dirigente in giacca e cravatta con la sciarpa e la bandierina da guardalinee: il Ranchini lo troveremo nelle cronache della “sportiva” addirittura ancora per oltre cinquant’anni, affiancato poi dal figlio Raffaele, che ne erediterà la passione e sarà Presidente per oltre trent’anni, dal 1976 ad oggi. Si può serenamente dire che i Ranchini hanno veramente scritto la storia del Baveno, nella buona e nella cattiva sorte, reggendo una Società che in cento anni ha sempre “fatto giocare i ragazzi” in un’aurea mediocritas, avendo il merito di tenerla in piedi anche nei momenti più difficili. I Ranchini (e pensare che nessuno dei due ha mai indossato la maglia ufficiale da calciatore).ci saranno anche, ovviamente, quelle due volte in cui il Baveno salirà al centro delle attenzioni regionali. Mario Ranchini sarà serio ed attento dirigente ai tempi di Egidio Nicora e dell’Inox Neo Baveno, che, con due promozioni ed il titolo di campione Regionale di Seconda Categoria, salirà, alla fine degli anni sessanta, nel massimo campionato piemontese. Raffaele Ranchini sarà Presidente, quando gli albergatori Zacchera, Massimo Zacchera in primis, contribuiranno alla formidabile ascesa dei giorni nostri, ancora con due promozioni consecutive e con la vittoria nella Coppa Piemonte di Prima Categoria. Il suo grande merito, aiutato dagli amici vicepresidenti Piero Cristina e Luciano Albertini, sarà quello di aver accettato un’umiliante sconfitta sportiva, come quella patita nella primavera del 2004, e da lì aver trovato le strade giuste per ricostruire l’ambiente e la squadra, mantenendo i nervi saldi e negoziando senza ambiguità nuove amicizie, nuove collaborazioni (Pierguido Pissardo, ad esempio, sarà l’unico allenatore di quegli anni formidabili), aiuti economici e volontariato.

Tra le due felicissime stagioni ci sono parecchie analogie, che dimostrano come la storia delle società sia sempre ciclica, fatta di picchi più o meno alti e più o meno lunghi e di recessioni, spesso disarmanti. Fondamentale è saperlo e, soprattutto, sempre rispettare quanti attraversano momenti difficili, per avere la certezza di essere rispettati, quando le cose non vanno bene a te.

Torniamo all’anteguerra e all’ultimo campionato prima delle ostilità belliche. Nelle foto, si riconosce un giovane Nicolazzi, che tutti ricordano come il vigile “Moro”, con l’immancabile cappello e un manipolo di giocatori, tra i quali si riescono a distinguere Giacomo Strola, Aldo Rigoni, Gusmorino che faceva il rappresentante di commercio, Carlo Stocchetti, uomo sereno, che ci ha lasciati, venerando, nel 2007; e ancora, il Paolo De Lorenzi, che fu vicesindaco, il Barberi, figlio del Mandèl, che abitava sotto il campo sportivo, il Gigi Bezzoli, fratello del Ferruccio e figlio della Rosa, lattoniere, che morirà tragicamente sul lavoro, il portiere, Pippo Danini e il Rico “Fughìn” Beltrami di Oltrefiume, come era di Oltrefiume anche il Giglio Polli.

Baveno Frumens

Finita la guerra, è iscritta alla Prima Divisione 1945-46 (a quei tempi: A, B, C, Prima Divisione, Seconda e Terza Divisione, nell’ordine) e rimarrà sempre in Prima Divisione per 14 anni.

La prima stagione post-bellica non fu esaltante: in un girone di 10 squadre le cui prime quattro guadagnavano l’accesso alla serie C, il Baveno strappa un solo punticino e chiude la classifica all’ultimo posto dietro Gozzano (che rinuncerà alla promozione), Omegna, Juve Domo, Verbania (che saliranno), Crusinallo, Gravellona, Virtus Villa, Rumianca e Suna. Gli annali restituiscono un solo risultato di quella stagione, una sconfitta col Verbania per 1 a 8, con rete di Zannini per il Baveno, in una partita in cui scesero in campo anche Paolo De Lorenzi, il rosso Sibilia, che ritroveremo marito della Cesarina, e Ferrari, padre di Giuseppe e Luigi.

Il 3 novembre 1946 parte la successiva stagione, 1946-47, ed il Baveno esordisce seppellendo il Suna sotto un chiaro 4 a 0 e iniziando bene un campionato (13 squadre ammesse) il cui girone ascendente lo vedrà tra le prime fino alla sconfitta all’ultima di andata a Stresa (tre ad uno, 26 gennaio 1947) nel primo incontro riscontrato tra le due future grandi rivali. Concluderà al quinto posto, alla pari con la Libertas Pallanza CRAL Rhodianylon, tre punti sopra lo Stresa, col Virtus Villa primo alla pari con la Rumianca: nessuna delle due però otterrà l’accesso alla categoria superiore.

Simile, sarà la stagione successiva, la 1947-48, con un ottavo posto e con la nuova vittoria del Virtus Villa, che ancora mancherà l’accesso alla categoria superiore. Tale categoria, da quest’anno sarebbe stata la Promozione Interregionale, cuscinetto inserito tra la C e la Prima Divisione, che, di fatto, abbasserà di un livello il campionato del Baveno.

Sarà il Gravellona a vincere due volte di fila, nelle stagioni 1948-49 e 1949-50, il campionato di Prima Divisione, ma solo alla fine del secondo anno i tocensi accederanno alla Promozione Interregionale dove già stazionava onorevolmente il Verbania. Il Baveno si piazzerà rispettivamente al decimo ed all’ottavo posto in un campionato dove due lombarde, la Sestese ed il Taino verranno mutuate dalla Lombardia. Si ripeterà ancora nel 50/51 e poi mai più.

Il Baveno otterrà il suo miglior piazzamento di quest’epoca nel 1950-51, finendo terzo, con la Rumianca, alle spalle di Castellettese e Varalpombiese, cui seguirà nel 51/52 un’altrettanto onorevole quinta piazza, che, però non basterà all’accesso alla Promozione (salivano le prime tre) nell’anno che vedrà la nascita della Quarta Serie, nuova categoria inserita tra la serie C e la Promozione.

E quindi, nel 1952/53, Verbania ed Omegna si allineeranno ai nastri di partenza della neonata Quarta Serie, grazie al primo ed al secondo posto in Promozione, dove invece rimarranno Gravellona. Juve Domo e Libertas Pallanza. Il Baveno si piazzerà decimo su dodici nella solita Prima Divisione, in compagnia di: Sunese (vincitrice), Carpignanese, Wild Novara, Borgomanero, S.Maurizio d'Opaglio, Cressa Saini, Ghislarengo, Rumianca, Stresa, Pombia e Crusinallo (retrocesso).

Nel 1953, si trova l’abbinamento con una Ditta milanese produttrice di pasta, la Frumens, che associa il suo nome al Baveno, che diventerà Baveno Frumens per un po’ di anni, fino al 1960.

Erano tempi eroici: si vedeva al campo il cavalier Piero Albertini, dirigente della Pro Vercelli, che aveva incarichi in Federazione e a cui tutti davano del voi; il generoso Baldan magazziniere, che gonfiava i palloni e metteva la sungia sulle scarpe dei giocatori più giovani; la Teresa Rizzi, una bella ragazza dell’epoca, appassionata ballerina, che era spesso invitata a dare il calcio d’inizio alle partite; i fratelli Alessandro e Achille Griggi, esperti macellai con la bottega a Baveno e Oltrefiume, che erano in quell’epoca dirigenti del Baveno, ed i loro figli, Peppino, Mario, Giuseppe, Giulio e Carlo, parteciperanno alla storia della società negli anni a seguire. E chi ha dimenticato il Mandèl che tagliava l’erba la domenica mattina nei prati dove adesso c’è la Zeta, assieme al vecchio padre, in cambio della concessione di giocare al pallone la domenica pomeriggio? Pochi forse ricordano le trasferte a Oleggio e Meina (il campo era sullo stradone) col Costante Galli e il figlio Guido, oggi cavaliere, che caricavano sul loro camion le panchine per i giocatori e i tifosi, tollerati dalla Polizia Stradale di allora, che sorrideva al loro folcloristico passaggio.

In inverno, la sosta programmata non era prevista, si giocava ad oltranza, spesso anche a San Silvestro e, quando nevicava, si procuravano i badili e un carro trainato da un asinello per caricare la neve e buttarla nel fiume.

E chi ci si ricorda dei giocatori di allora? Un giovanissimo Gianmario Garoni, calciatore in erba, ma anche provetto corridore ciclista all’epoca, il cui figlio Fabio disputerà un campionato nel Baveno trent’anni dopo, mentre Stefano, il piccolo, giocherà parecchio, ma nelle giovanili. Riccardo Piani, detto Strauss perché suonava nella Banda, anche lui tre figli che hanno giocato nel settore giovanile: Alberto, il piccolo, in un campionato Giovanissimi del 1979-80, allenato da Giovanni Minesso, oscuro lavoratore per anni nel vivaio, segnerà ben 25 reti in una squadra che farà solo quattro punti in tutto il campionato; e anche negli anni successivi si dimostrerà bomber, anche grazie ad una statura superiore alla media, ma non arriverà mai alla prima squadra. A metà degli anni cinquanta, la famiglia Musso abitava a Baveno: Mario, Renzo, Italo ed Alba erano i figli. Renzo Musso era bravo in porta, ma Italo era ancor più bravo fuori, e li si ritrova nelle formazioni dell’epoca finché non si trasferiscono a Varazze, dove papà e mamma rileveranno la Pensione Sempione e dove Italo continuerà a giocare fino ad approdare al Savona.

Quanti nomi frullano in testa, di “ragazzi” delle classi attorno al 1930 che hanno vestito la maglia del Baveno? Fanno testo le foto e le cronache dell’epoca, ed allora ricordiamo il Vittorio Galli, ora arzillo padre e nonno di calciatori, ma anche consuocero dell’Achille Fellini, indimenticato portiere del grande Verbania, i bavenesi Carluccio Recalcati, Romano Adami, Rolando “Iando” Cantoni, Cecco Montagioli, Pedroncelli, Ferrari, Piero Jacaccia, Paracchini, Giuseppe Rabaioli, Minoli, Bolla, i portieri Boni e Ghiardello.

Settimo posto, per il Baveno, nella stagione 1953/54, nel campionato vinto dal Borgomanero, che lascia questa categoria per assurgere definitivamente a piani più nobili.

Il campionato successivo, 1954-55, sarà appannaggio di Bellinzago e Carpignanese, mentre il Baveno rischierà grosso, finendo all’undicesimo posto con 17 punti, mentre Sparta e Pombia chiuderanno a 16, un solo punto davanti al Trecate, che, retrocesso, verrà ripescato. Diversa la musica nella successiva stagione, la 1955-56, quando, alle spalle della vincitrice Arona arriva un gruppetto costituito da Galliate, Cressa e Gozzano ed il Baveno, con 29 punti si piazza alle loro spalle, in un onorevole quinto posto. Il 4 marzo 1956 il Baveno perde a Gravellona, con Piero Panier che commenta l’incontro dalle colonne dell’Eco del Verbano, raccontando le gesta dei calciatori in maglia granata che difendono in questa stagione i colori bavenesi: Bignotto, Bugno, Cantoni, il difensore Coppa, il veloce esterno Moscioni, Piaceri, Pialorsi, Piccone, il portiere Scesa, Castelli, , Jacaccia Piero e Scolari.

Ancora un passo indietro nelle due stagioni successive, la 56/57 e la 57/58, vinte rispettivamente da Gozzano (in volata su Galliate Leonina e Gravellona) e Libertas Pallanza (con sei punti di vantaggio sul Gravellona e ben 18 sulla terza, l’Isola Vercelli): il Baveno è due volte undicesimo, due volte rischiando la retrocessione, conquistata all’ultimo.

Eroi di queste stagioni, i fratelli Coppa, portiere e difensore, ancora il piccolo Moscioni e Piccone, il bomber Vittorio Conterio, il feriolese Paracchini, e, ancora Cataldo, Fortis, Margaroli, Zanetta, Gamba, Vigoni e un giovanissimo Romano Badini.

Memorabile, in quest’annata, il 23 marzo 1957, la vittoria sulla capolista Gozzano, già allora creatura del marchese Alfredo D’Albertas, con una doppietta di Vittorio Conterio, grand commis dell’altrui area di rigore, coi due compagni Gamba e Zanetta, cui farà seguito, otto giorni dopo, il due a zero in trasferta, nella tana del “fanalino” Pombia, con reti di Conterio e di Cataldo, che rientrava in squadra a sostituire Moscioni.

Il 25 aprile del 1957 il bavenese Conterio avrà l’onore di essere invitato a partecipare alla partita Stresa – Pro Vercelli (finita 2 a 4), celebrativa del cinquantenario di nascita dei borromaici, e non mancherà neppure lì l’appuntamento col gol, segnando il primo dei due gol stresiani.

Nel 1959, nasce il campionato di Seconda Categoria, che sostituisce la Prima Divisione, ed il Baveno Frumens è sempre lì, col Costante Galli presidente ed il Mario Ranchini, sempre lui, vice; tutti lo ricordano incapace di stare fermo a vedere le partite e famoso per i calci ad un’inesistente palla dagli spalti, quando anticipava il gesto atletico dei giocatori in prossimità della porta avversaria. Con Giovanni e Gianpaolo Diverio che abitavano vicino al campo e curavano, il papà, l’attrezzatura sportiva e, il figlio, la tenuta dei conti, Tesoriere della Società, si diceva allora.  Con Aldo Gallo, il masseur, col perenne asciugamano sulle spalle ed il berrettino da sciatore sulla testa, che aveva il sangue che bruciava nelle vene e che “bene” si confaceva al suo soprannome, patronimico, nomen omen: Tranquillino, fratello minore di Tranquillo e figlio della povera (poveri, allora, erano sempre i trapassati) mamma Tranquilla.

La memoria corre sulle formazioni dell’epoca: Giacomo Grilli, di Gravellona, che segnava con facilità; Filippo Zanetta, portiere di Gravellona, parente dell’Antonio Zanetta, tabacchino bavenese in pensione.

Erano tempi dalle rose “incerte” e spesso incomplete. In una domenica di marzo del campionato 1960/61, il Rico Bernareggi, accompagnatore della squadra, scopre all’ultimo momento che, contro il Lumellogno, non si arriva a undici e, senza pensarci molto, raggiunge il bordo del campo, dove qualche ragazzo era lì in attesa di assistere alla partita, il cui inizio stava effettivamente ritardando. “Tu e tu, sapete giocare al pallone?” ed immediatamente Giancarlo Zoppi ed Ermanno Ribolzi sono assoldati. Le scarpe? Uno scatolone ne conteneva una cinquantina, magari spaiate, senza tacchetti ed infangate dall’ultima battaglia. “E quando l’arbitro farà l’appello, tarda ad infilarti la maglia numero 3, tienila sulla testa e rispondi Aldo, che è il nome di quel disgraziato che ci ha piantati in asso per andare al Tredicino, oggi! …… il tuo nome, invece, Ermanno, è Giulio: ricordatelo!”

Non c’è niente da ridere: Zoppi piacque, in settimana fu tesserato, anche se in settimana andò a scuola con le piaghe sotto la pianta dei piedi, e giocherà per un po’ di campionati da titolare. Suo merito, oltre alla buona tecnica, fu anche quello di portare a Baveno, l’anno successivo, nella stagione 1961/62, un certo Pierangelo Monferini, sedicenne che spingerà in alto il Baveno un solo anno, per poi finire, via Arona, addirittura nell’Inter, centravanti titolare della De Martino e terza riserva della prima squadra. Dicevamo che non c’era niente da ridere, perché l’Ermanno, durante quella partita, peraltro vinta tre a uno, si ruppe la gamba e finì all’Ospedale la sua brevissima carriera di calciatore. Curiosamente, Ermanno sarebbe stato il prozio del portiere del Baveno quasi cinquant’anni dopo, Alessandro Amodei.

Qualche domenica dopo, Galliano Livi, ragazzone bavenese di un metro e novantacinque, passa casualmente da Bogogno con amici, proprio quando il Costante si accorge che dieci e non undici sono i giocatori pronti alla partita. Qualcuno riconosce la macchina nella strada vicino al campo: è un attimo. L’auto viene raggiunta di corsa ed il Galliano esordisce nel Baveno come portiere (era alto, e i portieri in genere sono alti) e l’altro portiere, di solo un metro e settanta, finisce all’ala, come d’uso.

Le partite, talvolta, erano faide paesane, invero incruente ma vere e proprie faide. Al ritorno, venivano consumate le vendette dell’andata: il terzino Gianetti, che oggi si vede in giro per Pallanza, era stato un poco “rude” col suo attaccante all’andata? Bene “Ti aspettiamo al ritorno …” minacciarono i tifosi di quella squadra della Bassa Novarese, lasciando il campo sportivo di Baveno. Certi torti non si dimenticano, ci mancherebbe! E così, al ritorno, primo tempo, con rami mulinati minacciosamente dai vendicatori, finché il Baveno non va addirittura in vantaggio proprio con una svirgolata da fuori area del Gianetti. E allora, nell’intervallo, qualcuno si allarga e tenta di appiccare fuoco agli spogliatoi degli “ospiti”: qualche giocatore nota il fumo, ma Camillo Cardani, il dirigente bavenese di quella partita, suggerisce di “far finta di niente per non dare soddisfazione”; meno male che il massaggiatore di casa se ne accorge al rientro in campo e l’incendio viene domato col classico secchio dell’acqua miracolosa con la spugna, presenza indispensabile ed indimenticabile tra le due panchine.

Qui, gli spogliatoi erano vicini al campo, ma molto spesso, erano in un locale grande del circolo Enal o dell’ACLI, magari dall’altra parte del paese: i calciatori dovevano pertanto traversare il paese in mutande, sotto lo sguardo incuriosito, ma anche sbeffeggiante, di ragazze e ragazzi del luogo. Per lavarsi, qualche volta, c’era solo il ruscello e ci si lavava tassativamente secondo una logica consolidata: i padroni di casa nel mastello a monte, gli ospiti a valle. Buona occasione per consumare piccole vendette era il rovesciamento del mastello col residuo delle scarpe infangate, quando ancora l’ultimo ospite non aveva terminato le operazioni ablutive.

C’erano anche i primi tentativi di Settore Giovanile o campionato riserve: un Baveno B, con le maglie rosse, come quelle della prima squadra 1965/66, parteciperà al campionato di Terza Categoria fuori classifica. Funambolo di quella squadra, nelle prime partite sotto il nome di Renato Laoprete, in attesa di tesseramento, un giovanissimo Leggiadro Arrivabene, Enzo per gli amici, che esordirà in prima squadra a Cameri, appena sedicenne. Giocherà qualche campionato a Baveno, a Crusinallo, a Mergozzo e, più tardi, nell’Unione Feriolo Oltrefiume (UFO), meteora dell’inizio degli anni ‘70, creatura del Giuliano Mordenti, e lo ritroveremo poi eccellente e preparato dirigente della Società dopo gli anni 90.

I bavenesi in squadra, allora, presenti con una certa costanza, non erano poi tanti. In porta c’era il Bruno Milesi, del 33, che ritroveremo anni dopo come preparatore dei portieri, bravo a “tirar fuori” Saverio Vanna, il Mimmo, che, ventunenne, finirà in categorie superiori, nel Gravellona, dopo due begli anni nella prima del Baveno, all’inizio degli anni 80; in difesa, grinta e volontà nel povero Renzo Colombo (l’indimenticato Tambo), nel Romano Badini, nel Piero Polli Castagnìn. Davanti si ricorda Giuliano Jacoppi, velocissimo, oggi residente a Montecarlo, prima croupier, ora procuratore di calciatori (nelle sue mani è passato persino Totò Schillaci), forse anche il De Bortoli, …..e ci perdonino tutti gli altri che non ho trovato sulle cronache dell’epoca.

Una citazione a parte, merita Pierluigi Cagiada, uno dei pochi bavenesi emersi nel mondo del calcio. Nel ’55, a sedici anni, giocando nel Fondotoce col Gianmario Garoni, venne selezionato per una rappresentativa della Zona Laghi, che doveva giocare contro il Novara e il Torino: tre gol furono il suo biglietto di presentazione ed eccolo bell’e tesserato per gli azzurro crociati dell’allora capoluogo. Tre anni di sogno, tra vivaio e prima squadra, in giro per l’Italia, poi, prestiti a Verbania, Gozzano e, finalmente, pochi mesi a Baveno, in attesa di partire per il militare. Ma in una combattuta partita con l’Oleggio, proprio un suo ex compagno del Novara lo rovescia letteralmente mentre tentava la via della rete, e il Pigi si frattura la spalla, costringendolo a rinviare di quattro mesi la naja, durante la quale non mancherà di fare faville con la maglia dell’Albese. Una parentesi a Stresa ed eccolo a Baveno alla fine del 1963, a disputare la Seconda Categoria, allenato da Molinari. A Baveno, rimarrà dieci lunghi anni, dove lo troveremo anche in veste di allenatore-giocatore, vincerà due volte il campionato di Seconda Categoria, fu il capitano dello squadrone che fu ammesso al campionato di Promozione nel favoloso campionato 1967/68 di cui parleremo poco più giù, ma ebbe problemi di compatibilità con un compagno; non finì quel campionato e si prese quello successivo come sabbatico, proprio quando avrebbe potuto partecipare al massimo campionato piemontese. E’il compianto Franco Ferraris, allenatore nella stagione 1969/70, a convincerlo a riprendere, anche se a campionato iniziato, e non si fermerà più per altri cinque anni, malgrado qualche malinteso lo disturberà nell’ultima sua stagione.

Pigi Cagiada non può non risultare, nella statistica che abbraccia i secondi cinquant’anni della storia del Baveno, tra i primi giocatori in assoluto del Baveno come numero presenze, con l’altro bavenese Mauro Malacarne e gli omegnesi Maurizio Viganò, Roberto Gherardini e Beppe Fulgheri.

Nelle quattro stagioni tra il 1962 ed il 1966, vinte dal Virtus Villa, dallo Stresa, dal Grignasco e dal Vetta San Lorenzo, il Baveno otterrà onesti piazzamenti tra il quinto ed il decimo posto senza mai essere coinvolto nella lotta per non retrocedere e vedrà avvicendarsi, agli ordini dell’allenatore Molinari, oltre ai bavenesi sopra citati (Jacoppi, Recalcati, Badini, De Bortoli, Zoppi, Milesi ed il giovanissimo Arrivabene), parecchi “forestieri” che ricordiamo, secondo quanto le cronache dell’epoca riportavano sui vari “Sempione”, “Verbano”, “Corriere di Novara” e “Italia”.

Pinna, Riedo e Zanetta, portieri. Graziano Perusi, Grandi, Giacomo Grilli, Napolitano e Marziano Giustetti, attaccanti di razza. Agosto, Albino Beltrami Bessi, Franco Bionda, Loris Gattico, Gianetti, Milanesi, i fratelli Modino I e Modino II, Pialorsi e Trisconi, distribuiti tra difesa e centrocampo.

I fulgori dell’Inox Neo

Nel 1966 la società cambia abbinamento (sponsorizzazione, si direbbe ora), e unisce il proprio nome a quello di una Ditta, questa volta omegnese, di pentolame in acciaio, la Inox Neo, con cui avrà un periodo, breve e intenso, di grande fulgore e notorietà in Piemonte.

Il suo proprietario, Egidio Nicora, sarà per tre anni Presidente Onorario e, con la collaborazione del Presidente Costante Galli, del segretario factotum Camillo Cardani e dell’eterno vice presidente Mario Ranchini, raggiungeranno il massimo livello piemontese, il campionato di Promozione, girone unico di Eccellenza, soglia della Quarta Serie, che prevedeva trasferte ad Aosta, Valenza e Novi Ligure. Collaboravano Pizzi, responsabile tecnico di quella squadra e Giuseppe Griggi, dirigente. Bruno Malenotti era addetto alla cassa del campo.

Quell’estate 1966, nel mese di Agosto, si inaugurò una manifestazione, che, negli anni futuri, avrebbe permesso alla Società di sopravvivere decentemente, la Pesca, cosiddetta di Beneficenza, il “Banco”, che veniva allora allestito “grandiosamente” sotto i portici del Municipio, in collaborazione, quell’anno, con l’Asilo Infantile di Oltrefiume.

All’Eccellenza si arrivò con due promozioni in due anni, nel 1968, sessantesimo di fondazione.

La prima, quella del campionato 1966-67 fu una cavalcata da record: il campionato di Seconda Categoria iniziava con tredici vittorie consecutive nelle prime tredici partite, tutto il girone di andata. Il 13 gennaio 1967 la squadra partiva in treno per Parigi in gita premio di tre giorni, dove continuava a vincere, battendo il Charenton per 4 a 2. Ma il 26 febbraio, alla ripresa dei campionati dopo un mese di nevicate, la serie si sarebbe purtroppo interrotta col pareggio 2-2 a Castelletto, sfumando il raggiungimento del record che allora deteneva il Gaeta con 17 vittorie consecutive e per il quale record, un distinto signore milanese, tale Combini, avrebbe offerto una vacanza di tre giorni a Parigi (ancora!) per tutta la squadra. Ricordiamo gli spogliatoi di Castelletto Ticino, dai quali un giradischi amplificato emetteva le note di una canzone dell’epoca: Caterina Caselli e la sua “Bisogna saper perdere”. Fu una partita molto spigolosa, con espulsioni da ambo le parti, con pesanti sanzioni disciplinari, tra cui la squalifica a vita di un giocatore di casa, Frattini, la cui pena, come accadeva allora, sarebbe successivamente stata ridotta a cinque anni. L’Inox Neo Baveno interpose reclamo sulla validità della partita, ma, ovviamente, non se ne fece nulla.

Vinse comunque alla grande e senza sconfitte – questo fiore all’occhiello non si ripeterà più nei Cento anni - il campionato con 8 punti sui vercellesi del Vallestrona. e venne ammessa alle finali regionali che allora il Comitato Regionale organizzava.

La vittoria in campionato veniva celebrata con una Festa, sabato 30 aprile 1967 nel Salone delle Feste delle Terme di Baveno, la Festa Danzante della Primavera.

Ma il 18 luglio 1967 l’Inox Neo conquisterà anche il titolo regionale di seconda Categoria, avendo eliminato a giugno, sul campo, con partite di andata e ritorno, Ciriè e Strambinese e ricevendo con un telegramma la vittoria sul Cenisia Torino (che rinunciava).

Era stato uno squadrone pieno di nuovi acquisti: in tre, Carletto Festa, cusiano, Antonio “Sardella” Teruggi (dalla Cossatese) ed il giovane Bacchetta (dal Novara) realizzarono quasi 50 delle 77 reti totali. E poi ancora, Bessi, il numero 10, e Claudio Cherubino Spadoni davanti, Garagiola, che veniva dal Galliate, in porta, ed una difesa portentosa imperniata attorno alla già citata gloria bavenese Pierluigi Cagiada; Franco Bionda, figlio del Terzo e fratellone della Sissi che ritroveremo vent’anni dopo, giovane gravellonese che passerà sette anni nelle file del Baveno, uno dei pochi che seguirà quasi completamente quel ciclo che contraddistinse la squadra in quegli anni.  Franco Pialorsi, serio e professionale, atleta completo che, negli anni a venire, rimarrà nel mondo del calcio da allenatore. E ancora, Motta, Trisconi, e l’allenatore-giocatore-libero Pierino Podestà, completavano la rosa. Allora non c’erano le sostituzioni, ma, pensate, che dodici-tredici giocatori sono stati la rosa completa di questa squadra ammazza-campionati.

Si diceva che in due anni avrebbero raggiunto l’Eccellenza.

Persi Trisconi, Bessi ed il portiere Garagiola, oltre a Pialorsi che poi ritornerà, la squadra si rinforza parecchio, allargando anche notevolmente la rosa. Arriva tutta gente di qualità, andando a completare ruoli di estrema importanza: dal bomber Ugo Nicolò al roccioso ossolano Bruno Quattrone, dal fantasioso Ottavio Ardissone all’ex novarese Pierluigi Rauch, all’esterno Tornielli. Arriva anche un gran portiere, il milanese Dogliotti, che disputerà tutto il precampionato, ma si infortunerà seriamente nella partita di esordio a Santhià e concluderà, con 38 minuti all’attivo, la sua brevissima stagione bavenese. Pizzi correrà subito ai ripari e, dopo un paio di giornate col dodicesimo Teodoro Quattrone, arriverà l’ottimo Scorti, che non farà rimpiangere lo sfortunato Dogliotti.

La stagione 1967-68. ha un esordio esaltante: gli “inossidabili”, dopo un’amichevole di lusso col Rapallo e la vittoria nel Trofeo Vergani a Gravellona, alla quinta giornata sono in testa alla classifica, grazie a quattro vittorie ottenute con Sunese, Snia Viscosa Torino e Juventus Domo in casa ed in trasferta a Ponzone, perdendo solo ad Arona, alla seconda giornata. Splendido il pareggio a reti inviolate ottenuto a Borgosesia, in casa di colei che avrebbe vinto il campionato. Ma alla settima giornata inizia una serie negativa di cui il libero Podestà farà le spese: fuori il novarese e dentro l’esperto nuovo arrivato Riboldi per risalire la china e si chiude l’andata nuovamente al secondo posto con venti punti all’attivo e una malcelata speranza di serie D (la vincitrice vi sarebbe stata ammessa). Qualche risultato negativo spegnerà il sogno, ma, a giugno, il 2, battendo il Vetta San Lorenzo, ottiene la nona piazza, acciuffando l'ultimo posto disponibile per il neonato campionato di Promozione, girone unico di Eccellenza piemontese. Non tutte le Società, peraltro, erano d’accordo sulla partecipazione a questo difficile e oneroso campionato, preferendo una risuddivisione in due gironi, ma un incontro di delegati in Federazione chiuse l’argomento: domenica 29 settembre 1967 il campionato sarebbe partito.

Se il re dell’inverno, visti i risultati, fu il tecnico Pizzi, con l’aiuto Balestra, l’estate bavenese è in mano a Camillo Cardani, che organizzerà varie manifestazioni, anche allo scopo di alimentare le casse della Società, in attesa del 25 agosto 1968, data del raduno: il 29 giugno, presentato da  Pippo Baudo, il Concorso “Voci Nuove” nel salone delle Terme., dal 12 al 16 agosto, Pesca di Beneficenza nella Piazza del Municipio, sotto i portici, e, il 24 agosto, la  Manifestazione canora “Estate 45 giri”, ancora nel salone delle Terme, ma presentata da Enzo Tortora.

L’Inox Neo è sul tetto del Piemonte: con lui, Arona, Villadossola, Suno e Grignasco; due categorie più su, Novara e Verbania veleggiano in serie C, mentre Omegna, Borgomanero e, la neopromossa Borgosesia si mantengono in Quarta Serie.

Salire è arduo, mantenersi è più difficile, ma un attimo di distrazione fa precipitare irrimediabilmente.

Con questo motto in testa, il 9 luglio 1968, nel Bar Gardenia, viene eletto il Consiglio Direttivo della Società per il campionato 1968-69, che comprende Egidio Nicora Presidente Onorario; il dott. Luigi Zocchia Presidente; Mario Castaldi, Giuseppe Franza, Giuliano Galli e Carlo Lichtower Vice Presidenti; Camillo Cardani segretario, Mario Ranchini e  Mario Grigolo Economi. I Consiglieri sono: Ernesto Norbiatto, Pierino Spinabelli, Giuseppe Miglio, Enrico Bernareggi, Tullio Emer, Giuseppe Griggi, Rio Di Jorgi,  Mario Griggi, Stagnoli,  Bargiggia e Sandro Barbero. Pizzi viene confermato Direttore Tecnico, Giuseppe “Peppo” Tagini viene strappato allo Stresa e viene scelto  come allenatore. E poi, Ugo Nicolò, il bomber dell’anno scorso, viene confermato e non mancherà, almeno lui, all’appuntamento, raggiungendo l’invidiabile score di 30 reti in due anni.  Arrivano,  tutti dall’Arona, il portiere Cioni, il fantasista Nino Della Bosca e il mastino Paolo Introini, un terzetto di assoluta garanzia, inserito in un organico già invidiabile.

L’aronese Giancarlo Guenzi scrive, sull’Eco del Verbano, che tra le due compagini c’è stata una grande cessione di qualità e che Arona difficilmente dimenticherà Nino e le sue tante meravigliose reti.

Ci sono le premesse, tutte, per un nuovo campionato di prim’ordine: entusiasmo e raggi di sole splendono su questa grande realtà del calcio piemontese.

Ma …. una nuvoletta appare all’orizzonte e questa nuvoletta diventerà ben presto un temporale che travolgerà gli eventi e romperà il meraviglioso giocattolo. Per questo livello di campionati ci vuole un campo di gioco adatto e questo nuovo campo, iniziato nei mesi precedenti, avrebbe dovuto essere consegnato alla fine del 1968.

Un’amichevole con l’Ignis Gavirate, vinta, un’altra amichevole con una compagine bustocca; la Federazione accetta eccezionalmente di comporre un calendario con un’andata di soprattutto trasferte, per permettere il completamento del nuovo campo, ampliamento dell’esistente, con inserimento della pista veloce di atletica e delle piazze per i concorsi.

Agli ordini del sig. Manfrin di Alessandria, l’Inox Neo Baveno scende in campo a Santhià il 29 settembre 1968. E’ un campionato di altissimo livello, il quinto dall’alto, dopo A, B, C e D; il più alto giocato nei Cento anni dalla squadra di Baveno, e l’esordio non potrebbe essere migliore; con reti di Nicolò e Della Bosca, si passa a Santhià per due reti a una. Allenati da Tagini, scendono in campo, secondo la terminologia di allora: il portiere Cioni, i terzini Motta e Introini, lo stopper Bruno Quattrone, il libero Riboldi, il mediano Franco Bionda, le ali Teruggi e Tornielli, il regista Ottavio Ardissone e le punte Ugo Nicolò e Nino Della Bosca.

Quattro giornate, quattro trasferte: vittorie a Santhià ed Arona, pari a Suno, sconfitta a Cirié. Primi in classifica: l’Olimpo.

Ora, la Federazione impone almeno una partita in casa (che si disputerà a Gravellona), prima di concedere altre sei trasferte, ma i risultati non vengono più: Tagini torna ad allenare lo Stresa una categoria più giù e a Baveno il DS Pizzi prenderà in mano la squadra (con la breve parentesi di Ragazzoni), facendola allenare dall’esperto giocatore Riboldi. Si avvicina la fine dell’andata, ma il campo è ben lontano dall’essere pronto.

Rinviate a data da destinarsi le partite casalinghe con Valenzana e Busca, il 20 dicembre il Comitato Regionale spedisce un telegramma dal chiaro contenuto: “Fino a quando volete prenderci in giro?” e impone la disputa dell’incontro casalingo con la Novese il 22 dicembre 1968, sul campo di Ornavasso. Manda poi una commissione, la settimana dopo, il 28 dicembre, per omologare il campo provvisorio, in terra, su cui andrà disputato il girone di ritorno.

Il 12 gennaio 1969, finalmente, si può giocare sul campo provvisorio di Baveno, ospite la Valenzana, che però passa per uno a zero.

Un’andata quasi tutta in trasferta ed un ritorno quasi tutto in casa (ben tredici partite tra le mura amiche) è un’anomalia, la conduzione tecnica è confusa (Della Bosca, su tutti, lamentava un suo cattivo utilizzo), piovono squalifiche sui giocatori, due partite casalinghe (Grignasco e Cinzano) sono date perse a tavolino per intolleranze verso gli arbitri, il Consiglio Direttivo si sta frantumando, …… il grande sogno sta finendo e sul nuovo campo e sui problemi di acquisizione dei terreni per completarlo regna la massima confusione.

Inevitabilmente, è retrocessione, retrocessione in Prima categoria e l’Inox Neo chiude il suo ciclo triennale. Peccato, è stata male gestita una situazione transitoria e difficile.

La squadra c’era (tre punti su quattro presi all’Aosta che ha vinto il campionato e Ugo Nicolò 17 volte a segno): è mancata la Società, che ha subìto e non gestito i pur evidenti problemi,

In una situazione caotica, un’assemblea, il 19 luglio 1969 nomina Camillo Cardani Commissario Straordinario, incaricato della gestione dell’emergenza. Quest’estate, non mancherà né la tradizionale Pesca di Beneficenza estiva e neppure la dichiarazione del Comune, l’ennesima, di non agibilità del campo, fino al 31 marzo 1970, data che poi, non verrà ancora rispettata. Pertanto, con rammarico, parte per Stresa la richiesta, poi accolta, di poter disputare sul di loro campo, il campionato di Prima Categoria. Lo Stresa disputerà lo stesso campionato, lo vincerà, e salirà per la prima volta nel girone unico piemontese di Promozione.

L’U.S. Bavenese si lecca le ferite

Il 9 settembre 1969 si forma il nuovo Consiglio con la nuova denominazione di Unione Sportiva Bavenese: il dottor Zocchia che mantiene la presidenza effettiva (nessun presidente onorario) per la stagione 1969/70, mentre Giuseppe Franza e Mario Ranchini gli faranno da vice, con Camillo Cardani segretario. Azelio Ferrato, titolare di quello che forse risulterà essere il primo supermercato di Baveno, e Aldo Zangheri, riminese, che aveva aperto a Baveno, sotto i portici “della Marina”, il Ristorante Romagna, saranno gli economi-tesorieri. I giovani Pierluigi Paracchini e Pierfrancesco Locatelli ricopriranno il ruolo di cassieri. I Consiglieri saranno: Ernesto Norbiato, Pierino Spinabelli, Giuseppe Miglio, Enrico Bernareggi, Mario Grigolo, Maurizio Riboni, Peppino Griggi, Rio Di Jorgi e Sandro Barbero. In tale data, viene deliberato di “disputare il campionato con giocatori locali” e di affidare la squadra all’ex bandiera verbanese Gianfranco Ferraris, che, di tutta la rosa dell’anno precedente, riesce a trattenere i soli capitan Cagiada, Paolo Introini e Franco Bionda. Nel corso di questa stagione, e delle successive, si alterneranno in prima squadra parecchi giovani bavenesi, cui va riconosciuto il merito di aver giocato soprattutto per la gloria in una Società priva di ambizioni, che cercava principalmente di sopravvivere dopo lo shock di una troppo veloce ascesa e di un altrettanto veloce crollo. Ci vogliono nervi saldi, per reggere a questi repentini cambi di temperatura, e, purtroppo, in quegli anni, non tutti i dirigenti hanno saputo reggere. Dicevamo dei giovani coraggiosi bavenesi, assoldati a difendere la gloriosa maglia biancoblù: i gemelli Franco e Norberto Badini, Sergio Tocchio, nove campionati malgrado un negozio di barbiere ed un simpaticissimo carattere ciociaro; Cecco Jacaccia, terzino di Oltrefiume, tutta grinta e fisico, con cento partite in cinque anni; Franco Biaggio e Franco Veglia, un paio di stagioni; Nino Tortosa, più ruoli rivestiti nei quattro anni passati in maglia biancoblù; Silvio Beltrami, bomber figlio d’arte, autore di 20/25 reti in una sessantina di partite giocate nei quattro anni di permanenza; il già citato Enzo Arrivabene, con una decina d’anni di militanza tra settore giovanile e prima squadra; Luciano Albertini, veloce aletta di razza con propensione al gol, che faceva letteralmente impazzire i terzini, non ultimo un certo Pierluigi Rauch; le cronache riportano una partita Ornavasso – Baveno quando, alla fine della sua luminosa carriera, Rauch sudò le proverbiali sette camicie per tenerlo a bada. Albertini fu tesserato per tre anni come giocatore, ma, con Arrivabene, invecchierà nella Società come dirigente.                                     

Si cerca una riorganizzazione, allestendo, in Via Garibaldi 34, in un locale a fianco del Bar Gardenia, una nuova sede. Enrico Bernareggi porta una stufa e kerosene, il Mario Ranchini una scrivania e un mobiletto, il Sandro Barbero, che tutti conoscevano come il figlio del Piero della Marescialla, aveva in giro delle sedie, dopo che aveva cambiato quelle del suo bar ristorante. Si programmano gli allenamenti sul campetto dell’oratorio, ma si affitta anche la palestra scolastica per le serate di cattivo tempo; addirittura, nel girone di ritorno, verrà assunto, in aiuto all’allenatore, responsabile di una classifica deficitaria, con soli sette punti all’attivo, il verbanese prof. Pippo Manno come preparatore atletico. Ma, mentre i cugini stresiani, si diceva, veleggiano lassù nell’empireo, raggiungendo il massimo torneo dilettantistico piemontese, la Bavenese continua la discesa e chiude definitivamente il suo breve ciclo, tornando, nella stagione 1970/71 a disputare quella Seconda Categoria che aveva stravinto solo quattro anni prima.

Nuova crisi societaria e, malgrado il solito esito positivo della Pesca, il 2 settembre 1970, il generoso Camillo Cardani torna ad essere nominato Commissario Straordinario, con l’incarico di sondare il terreno per l’ingresso di nuovi consiglieri, mentre ci si accorge che l’impresa Fratelli Monte non rilascerà il nuovo campo con l’inizio del nuovo campionato, ma solo dopo qualche giornata. Cardani sceglierà, come nuovo allenatore, Stefano Ariatti, l’anno prima al Santhià, ma purtroppo, la sua esperienza sarà brevissima.

L’atteso nuovo campo di gioco

Dopo due vittorie ed una sconfitta, tutte in trasferta, si arriva al 4 novembre 1970, quando si inaugura finalmente, alla presenza del Sindaco Renzini, del geometra Francesco Donnino, Presidente dell’Azienda di Soggiorno, di autorità comunali, del dott. Gorla, in rappresentanza del C.O.N.I. e del Parroco Mons. Domenico Colli, il nuovo campo sportivo, che rimarrà intitolato a Guido Galli, soldato morto in Africa, fratello di Costante, Evasio, Teresina e Quinto Galli, con l’ingresso pubblico non più in Via Partigiani, già Via Ascianghi, ma in Via Carlo Segù.

Nell’occasione, viene disputato il recupero della terza giornata contro un fortissimo Meina, che viola il nuovo campo per tre reti a zero andando poi a vincere il campionato e iniziando un ciclo che lo porterà in pochi anni ai massimi livelli dilettantistici. Questa sconfitta provoca la sospensione dell’allenatore Ariatti, indisponibile ad accettare ingerenze sulla stesura della formazione.

Dimenticate finalmente le discusse difficoltà di acquisizione di una parte di terreno verso il torrente Selvaspessa e della variazione costi degli spogliatoi, principali cause del disastroso ritardo (quasi due anni) di rilascio del campo, il 12 novembre 1970 la crisi societaria rientra completamente ed il consiglio torna effettivo con Zocchia rieletto Presidente, affiancato da due nuovi vice, il milanese comm. Guido Ciminaghi ed il commerciante feriolese Mauro Catarinella; ma la vera novità è il rientro di Egidio Nicora, il deus ex machina dei tre anni d’oro, nel ruolo però di direttore tecnico e supervisore dell’attività dell’allenatore. Al nuovo Sindaco, Goffredo Renzini, eletto sei mesi prima, al termine del mandato quinquennale dell’architetto Bernasconi, venne riconosciuta la Presidenza Onoraria.

Per dimenticare il passato, per ratificare la pace e per investire il giocatore “anziano” Pierluigi Cagiada dell’incarico di nuovo allenatore, tutti allora a cena all’albergo Posta tre sere dopo.

Prima di Natale, il 15 dicembre, il Consiglio approva cinque punti importanti, qualificanti di una Società che milita in Seconda Categoria, ma ha ancora la mentalità di categoria superiore:

  1. assume lo spagnolo Tomas Lopez come preparatore atletico,
  2. organizza una trasferta in pullman con meta Sazza di San Maurizio d’Opaglio (meno di 40 km) per la partita contro la Sazzese del 20 dicembre e
  3. prenota, presso la pasticceria Gianelli 30 panettoni e presso gli Alimentari Ferrato 30 bottiglie di Moscato, quale omaggio natalizio per i giocatori,
  4. acquista rete e paletti per attrezzare il campo sportivo di Feriolo, per la disputa del campionato della seconda squadra, così da salvaguardare il fondo del nuovo campo,
  5. propone premi partita extra da distribuire nel corso del girone di ritorno per incentivare i giocatori nei momenti topici.

Complimenti per la professionalità.

Passano sei mesi, ed il consuntivo, anche di questo anonimo campionato, è inferiore alle attese: pesanti critiche vengono rivolte alla serietà ed alla professionalità dei giocatori partecipanti a quel campionato, che il consiglio ritiene colpevoli di una posizione finale in classifica non consona agli impegni economici e lavorativi sostenuti dai Consiglieri, Su queste basi, col morale evidentemente a terra, lunedì 21 giugno 1971 viene redatto un verbale di consiglio triste e sconsolato che annuncia che l’U.S. Bavenese viene sciolta e che il “solito” Camillo Cardani assume spontaneamente l’incarico di Commissario Straordinario, con l’incarico di prendere  contatti con la Società Stresa Sportiva, per nominarla sua “erede universale”. Copia di questo verbale doveva essere trasmessa ai Comitati Regionale di Torino e Provinciale novarese della F.I.G.C., al Sindaco ed all’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo di Baveno e  riportava in calce le firme dei consiglieri presenti: Luigi Zocchia, Camillo Cardani, Mario Ranchini, Aldo Zangheri, Alessandro Barbero, Peppino Griggi, Azelio Ferrato.

La drastica decisione del 21 giugno suscita scalpore nel paese; in piazza e nei bar di quella calda estate del 1971 non si parla che del calcio che sta sparendo da Baveno. Non si saprà mai se quel vecchio volpone del Camillo Cardani ha o non ha contattato lo Stresa per passargli l’eredità bavenese o se invece ha solo continuato la sua opera di ricompattazione della Società, lentamente e con pazienza, usando tutte le sue arti di mediatore, a Baveno, per trovare nuovi personaggi, a Torino per ottenere il ripescaggio in una Prima Categoria utile a rinverdire un sogno di pochi anni prima. E ce la fa.

Si riparte da zero

Il libro dei verbali dell’epoca salta tutte le eventuali riunioni o gli incontri avvenuti e presenta una pagina vuota con la sola scritta “Anno calcistico 1971- 72.

Risposta più chiara non avrebbe potuto esserci: voltando la pagina si capisce che la U.S. Bavenese non è morta e che l’undici di settembre del 1971, sabato, si è voltata davvero la pagina del calcio a Baveno, con tanta voglia di fare bene. Qui, appare nel mondo calcistico bavenese, una nuova, interessante figura, Giampiero Malaterra, trentacinquenne di Milano, che quattro anni prima apriva a Baveno una ditta di autotrasporti e che si integra subito, venendo eletto vicepresidente, e che accompagnerà la Società per parecchi anni, risultandone uno degli uomini più rappresentativi, grazie alla sua pacatezza, alla sua capacità imprenditoriale, alle sue doti organizzative. Avrà la sfortuna di stancarsi proprio nel momento in cui, alla fine del primo decennio del terzo millennio, il Baveno tornerà lassù dove volano le aquile. Peccato, ma le soddisfazioni non gli saranno mancate nel corso dei trentacinque anni della sua fattiva presenza, completata anche da due anni di presidenza. Costante Galli e Gianpaolo Diverio ricompaiono l’uno alla Presidenza e l’altro alla Tesoreria, dopo qualche anno di Aventino, Ritroviamo l’eterno Mario Ranchini, vera colonna portante del Baveno, che il Presidente Sordillo premierà a Roma come Dirigente Benemerito – chi più del Mario per fedeltà? – nella primavera del 1981, e lo ritroviamo con il suo amico Giuseppe Griggi.

Giuseppe Miglio, altro fedelissimo, continuerà il suo paziente lavoro negli spogliatoi, tra pomate e unguenti. A febbraio, le riunioni si spostano al Nazionale, bar ristorante nella piazza del paese, continuando una tradizione che, con una piccola parentesi, vedeva il martedì il Consiglio al Petit Hotel o al Bar Gardenia. Ed il proprietario Enzo Monferini inizia la sua collaborazione con la Società. Novità, è la presenza di due rappresentanti dei giocatori nel Consiglio: i più volte citati Pierluigi Cagiada e Franco Bionda.

Curiosità. L’iscrizione al campionato costa 220 mila lire e la signora Tomasina offre alla società un’oblazione di 100 mila lire.

Giuseppe Griggi e Giampiero Malaterra sono investiti dal Consiglio della responsabilità tecnica della squadra, senza che venisse previsto un vero e proprio allenatore, ma la stagione sarà disastrosa e la retrocessione inevitabile, con l’ultimo posto in classifica.

Il fondo, quell’anno, era stato toccato in una partita col Trecate interrotta al 28° del primo tempo dall’arbitro Marangone di Biella, per una gigantesca rissa, causata anche da vecchie ruggini tra Loris Gattico ed il capitano avversario (Zoia?), che ha coinvolto a Baveno le due squadre. Non si poteva festeggiare meglio il Natale (era il 19 dicembre): partita persa a tutte e due, cinque bavenesi ed altrettanti trecatesi vengono squalificati per due giornate, compreso capitan Cagiada in quanto capitano. In questo annus horribilis, il Baveno ne prenderà undici a Meina e nove al ritorno di Trecate, sei in casa dal Fontaneto: può bastare?

Camillo Cardani non poteva scegliere momento peggiore per lasciare Baveno e il Baveno. Dopo tanti anni di generosa militanza, di mediazioni impossibili, di verbali redatti, di scatole di margheritine portate a Torino per addolcire i palati degli impiegati della Federazione, di viaggi con la Taunus in caserma ad Aosta a recuperare i tesserati sotto servizio militare, l’anziano segretario si trasferirà a Momo al termine di una delle più tristi stagioni societarie e lo ritroveremo ancora, leale avversario, nelle fila del Momo e poi della Farese, alla corte di Renato Spagnolini.

L’undici luglio del 1972, alle 21,30, iniziano i lavori dell’Assemblea Ordinaria presso l’Hotel Nazionale e San Gottardo di Baveno, aperta, così recita il manifesto, a tutti i compaesani simpatizzanti.

Fu di buon auspicio. Il Consiglio, Cardani a parte,  veniva integralmente confermato per la stagione 1972/73: mancava solo l’ex Presidente Onorario dottor Zocchia, protagonista della difficile stagione ereditata da Nicora, che ha saputo tenere in piedi la Società, con enormi sacrifici, e quasi a pane e noci, dopo i fasti e i lustrini delle promozioni. Entreranno finalmente in rosa i militari congedati (Geppe Grana, Gianfranco Polli e Giampiero Biondo); Galli e Malaterra riporteranno a Baveno un atteso personaggio, quel trentacinquenne Pialorsi, che interpreterà insuperabilmente il ruolo di libero vecchia maniera, ed azzeccheranno un acquisto indovinatissimo (Falcione dalla Sazzese), bomber naturale, anche se non di primo pelo.

A Bogogno, si giocava la sesta di andata ed la Bavenese era prima in classifica. Quella partita finì cinque a tre per i padroni di casa con due gol del Silvio Beltrami, allora ventiquattrenne, ed uno del congedato Geppe Grana, che aveva i piedi tanto buoni da saper segnare su calcio d’angolo, ma che a Verbania il Carluccio Pedroli non lo vedeva all’altezza (in quegli anni il Verbania faceva la C) e tutti gli anni lo rispediva a Baveno con la promessa di farlo tornare a Verbania l’anno dopo. Riparleremo di lui più avanti: era veramente un grande numero 10.

Dicevamo di aver perso, ma era stata una sconfitta immeritata e l’arbitro forse era stato di parte e forse ne aveva combinate di tutti i colori e forse era stato un pochettino intimorito perché il campo era in fondo ad una valle e per tornare sullo stradone andava percorso un sentiero acciottolato dove a malapena passava una macchina. I tifosi del Baveno erano parecchio inviperiti e promettevano poco di buono: pertanto, quando un distinto signore coi capelli bianchi, alla guida di una 125 azzurrina, si presentò ai dirigenti del Bogogno come cugino del direttore di gara, gli furono aperti i cancelli del campo ed il “cugino” si offrì di accompagnare la giovane giacchetta nera lontano dalle ostilità. Ma l’arbitro non aveva cugini né di primo né di secondo grado e, quando si accorse,  uscendo dallo spogliatoio, che il sedicente cugino era anche arrabbiatino con lui, se la diede a gambe levate attraversando il campo a zig zag, con Giampaolo D (il distinto signore coi capelli bianchi si era trasformato in esperto rallysta) a rincorrerlo con la 125 Fiat tra le due aree del campo. Una porticina laterale, provvidenzialmente aperta da un bogognese, chiuse l’inseguimento di Giampaolo D e forse la carriera dell’improvvido fischietto in giornata no.

Partita dopo partita, la squadra non perderà più e chiuderà il girone d’andata in testa alla classifica con 21 punti sui 26 disponibili, 37 reti totali all’attivo e registrerà 14 marcature del bomber Falcione, 8 di Grana e 7 di Biondo.

Il girone di ritorno avrebbe potuto essere una marcia trionfale, gestendo il vantaggio, ma qualche rallentamento degli attaccanti mantiene in testa, ma di misura, gli uomini di Cagiada. E anche quest’anno arriva la tegola sulla testa: a sei giornate dal termine Baveno-Cavaglio trova i giocatori in giornata no, ed una partita che avrebbe dovuto essere normalmente amministrata vede gli ospiti condurre tre a zero a un quarto d’ora dal termine ed un nervosismo latente per il mancato risultato. Un clamoroso ed evidentissimo mani in area novarese giustificherebbe un sacrosanto rigore, che non avrebbe cambiato il risultato finale, ma che avrebbe ridotto l’umiliazione del risultato. Ancora oggi, quasi quarant’anni dopo, ci si chiede ancora cosa ha indotto il giovanissimo direttore di gara, Amodeo di Torino, a imporre la prosecuzione dell’azione senza assegnare la massima punizione, sotto gli occhi stupiti degli stessi giocatori ospiti. La reazione dei giocatori bavenesi è spropositata ed il giudice sportivo, dieci giorni dopo, emetterà una sentenza durissima: Grana e Falcione squalificati a vita, Tortosa, Pinto e capitan Cagiada, ancora lui, e sempre in quanto capitano, tre giornate.

La Bavenese avrebbe poi ugualmente vinto in volata (solo tredici reti all’attivo nel girone di ritorno) quel campionato, dopo un appassionante duello con Pievese e Sazzese, grazie al pareggio a Cressa all’ultima giornata di campionato, punto della sicurezza matematica, con qualche problema e qualche schiaffo volato a fine gara tra le due panchine. Su quella bavenese sedeva quel giovane dirigente accompagnatore di cui più sopra si parlava e che era alla sua prima vittoria in campionato ed alla sua prima esperienza di campi “caldi”: Gianpiero Malaterra.

Il Baveno si assesta in Prima Categoria

Inizierà nel 1973-74 un lunghissimo ciclo di dodici stagioni, anche se abbastanza anonime, di Prima Categoria, senza né grossi patemi, e senza neppure grandi trionfi: spiccherà il terzo posto del 1982-83, al primo anno di Paolo Tarrogenta come allenatore, ma in questi anni prenderà corpo lo “zoccolo duro” di quegli appassionati dirigenti che cavalcheranno il passaggio del millennio, a quel tempo ancora così tanto lontano. Saranno, quelli, gli anni delle serate estive al “mercatino” dell’Approdo, dove si decidevano attorno ai tavoli i destini invernali delle Società. Allora non c’erano gli svincoli ed i giocatori venivano acquistati e venduti a ritmi forsennati e i giornalisti organizzatori Cominoli e Ferraro coglievano i pettegolezzi e le operazioni concluse con tempismo e frequente gusto del gossip. Da Baveno partivano sempre Gianpiero Malaterra e Raffaele Ranchini, che, in compagnia dell’allenatore di turno (molto gettonati Giustetti e Tarrogenta in quel decennio), mettevano in atto ferrea legge del “Vendere, Incassare e Pentirsi”, ma compivano operazioni interessanti che permettevano alla squadra di barcamenarsi tra avversari, spesso dal portafoglio più gonfio, ma meno esperti dei due bavenesi, grandi conoscitori del calcio locale.

La cronaca ricorda che Raffaele Ranchini entra nel Consiglio del Baveno come segretario in occasione dell’Assemblea tenuta presso il Bar Alpi il 15 giugno 1973. E’ un’Assemblea che porta grandi novità nella Società, che vanno ad affiancarsi ai pochi vecchi dirigenti rimasti (papà Ranchini, il tesoriere Diverio e il confermato vicepresidente Malaterra, cui spetterà anche la direzione tecnica).

Oltre a Ranchini figlio, entra in Società, nella stagione 1973/74, Giuliano Mordenti, eletto Presidente, che resterà un solo anno e che farà tesoro dell’esperienza per intraprendere, un paio anni dopo, l’avventura dei simpatici arancioni dell’ U.F.O. (Unione Feriolo Oltrefiume), che militerà qualche anno in Terza Categoria. Alla Segreteria viene nominato anche Giancarlo Malenotti, futuro fratello Abbagnale in coppia col Malaterra; e, inoltre, il Consiglio si arricchirà di un nutrito gruppo di volonterosi: Franco Cosentino, oltrefiumese, Lino Galimberti, il simpatico Riello, alle prese coi carichi a briscola, Enzo Monferini, tutto calcio, banda e partito, Roberto Del Bianco, da sempre individuato come il Genovese, attivissimo e generosissimo titolare, allora, della pizzeria La Lanterna, Giuliano Galli, che non riuscirà a portare a Baveno il novarese Jacomuzzi, ma che terrà eccellenti rapporti con il Verbania e col Carluccio Pedroli; alla cassa del campo stava Pierino Rinaldi, strappato alla grande passione per il Verbania stesso, mentre a Claudio Paganelli va il merito di aver cominciato ad occuparsi seriamente di Settore Giovanile. Giuseppe Miglio rimarrà massaggiatore, Maurizo Riboni farà il guardialinee e Pierluigi Cagiada inizierà come allenatore, ma poi preferirà riprendere le scarpette chiodate e mettersi al servizio, dal 16 ottobre 1973, del nuovo mister Peppino Tagini e del milanese Fusetti, che per un certo periodo collaborerà con la Società e col Presidente.

Quest’anno, la sede verrà trasferita dal 24 luglio all’8 gennaio presso il Bar Acapulco, il bar del compianto simpaticissimo Giacomo Cardini, di ritorno appunto dal Messico e verrà disputata un’amichevole con la Pro Patria di serie C (16 settembre, ore 17, risultato uno a uno).

Di questo campionato, chiuso con una salvezza nelle ultime giornate, rimangono negli occhi i nove gol del biondo Borghini, arrivato dal Pro Anzola con grandi credenziali, ma che perirà in un incidente motociclistico dopo la fine del campionato, e i sette di Gianfranco Polli, che chiuderà a fine stagione l’esperienza triennale a Baveno; smetterà, purtroppo, a fine stagione, anche Pigi Cagiada, 35 anni, dodici dopo l’esordio, una delle bandiere del Baveno con le sue quasi 250 partite disputate. Anche per Cecco Jacaccia, cinque stagioni e 120 partite e Nino Tortosa, quattro stagioni, sarà questa l’ultima stagione in biancoblù: li ritroveremo nell’UFO e ad Anzola.

Giampiero Biondo, attaccante gioie e dolori, si trasferirà in Austria, mentre una menzione particolare se la meritano le quattro meteore – un solo anno in maglia biancoblù – che Mordenti portò nella sua squadra: Renato Roda Balzarini, Carlo Calati e i più giovani Suabbi, e Pietro Beggio tutti seri professionisti. Beggio, in particolare, portiere, dopo una discreta carriera tra i pali, diventerà un eccellente tecnico di Settore Giovanile in giro per il Piemonte.

Annata rivoluzionaria, la successiva, 1974/75, iniziata con l’Assemblea del 12 giugno 1974 al Bar Ristorante Nazionale. Gianpiero Malaterra viene eletto Presidente di una Società i cui dirigenti sono stati tutti confermati. E’ affiancato da due vice nelle persone di Mario Ranchini ed Enzo Monferini. Torna, dopo una breve assenza, il cinquantatreenne Giuseppe Griggi, uomo di grande carisma, la cui presenza dà sempre grande tranquillità, soprattutto nell’impostazione tecnica della squadra. Ai nostri anni, Giuseppe se ne è andato nelle primavera del 1984, sarebbe stato il classico Direttore Sportivo. Chi non ricorda simpaticamente le mille lire che tutte le domeniche infilava nella patente di Giorgino Finetti, suo pupillo, come personale premio partita, e la sua autorevolezza, che gli faceva dare del Lei a tutti , a tutti, meno che all’Enzo Arrivabene, figlio del suo compianto amico Bruno.

Nuovo volto, che lascerà il segno, è quello del trentenne Giovanni Minesso, marito della Teresa e padre di due futuri giocatori del Baveno, Diego e Stefano; a lui subito verrà affidata la squadra Under 21 e dopo quell’esperienza inizierà una militanza di oltre trent’anni, in mezzo ai ragazzi di Baveno, che ne faranno un vero mito e che stimeranno sempre per la sua serietà e per l’umile e silenziosa presenza dietro le quinte. Ha vinto pochi campionati, il Minesso, ma se le Società avessero tanti Minesso, i ragazzi crescerebbero senz’altro più educati e disciplinati. E non è poco.

Si offrono di collaborare nella Società, anche Franco Triberti, Cesare Pissardo, Mario Lazzaro e Antonio De Luca: quest’ultimo ci resterà anche parecchi anni, uomo della cassa al campo o ai tornei. Eraldo Tacchini, arbitro federale di Baveno, continua a prestare la sua esperienza alla società con una collaborazione esterna, ma non manca mai come quarto a briscola, in mezzo agli amici.

Costante Galli, invece, dopo anni e anni di calcio e di Baveno, aveva ormai perso gli stimoli e si defila senza grandi clamori, lasciando anche un grande vuoto, venendo a mancare il suo grande entusiasmo da trascinatore. Chi scorda il suo originale incitamento alla squadra abulica, quando la invitava, in dialetto, a far correre i cavalli? Grazie, Costante, per il tempo (e i soldi) spesi per il bene della società, che però non ha scordato la tua burbera grande passione.

Parlavamo di annata rivoluzionaria: portata la Sede in Via Monte Grappa, una sede vera e propria per la quale si pagava l’affitto alla signora Ferreri, il 9 luglio 1974 viene assunto Angelo Simondi come allenatore ed arrivano, con lui, già allenatore della Berretti della Juve Domo, una dozzina di ragazzi dall’Ossola, che si affiancano ai pochi bavenesi rimasti, peraltro poco inclini ad andare a Domodossola a fare gli allenamenti. Saranno per lo più giocatori di un anno, con le doverose eccezioni: Federico Contessi, Enzo Rovelli e Giancarlo Cantadore, rimarranno fedeli al Baveno, anche dopo che il loro mentore Simondi si dirigerà verso altri lidi. Sarà un campionato non certo esaltante, che si concluderà con un penultimo posto, “guadagnato” grazie ad una strana sconfitta interna all’ultima giornata di campionato proprio con quel Pogno che ci scavalcava e ci faceva retrocedere. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi: proprio tale squadra non si iscriverà al campionato successivo e Torino rimetterà la US Bavenese in Prima Categoria con un immediato ripescaggio, che le regole odierne non permetterebbero, ma allora si poteva e Malaterra e Griggi furono abili Richelieu.

Registriamo, in questo campionato, un silenzioso esordio: a Ponderano, nel marzo 1975, giocherà 20 minuti della sua prima partita un giovane sedicenne che entrerà nella storia del Baveno: Mauro Malacarne. Egli rimarrà a Baveno vent’anni e sfiorerà le 350 presenze. Il capitano sarà un esempio di attaccamento ai colori sociali e sarà il calciatore più fedele nei cento anni di storia: sarà veramente, in futuro, difficile, se non impossibile,  superare il suo record di trentamila minuti giocati. Passerà attraverso una decina di allenatori e chiuderà col grande e compianto Pierluigi Gini, il gallo di Mergozzo, con una delle rare vittorie sul campo dello Stresa, all’ultima giornata del campionato 1991/92. Lascerà incredibilmente e inaspettatamente il calcio: nessuna panchina, nessun Consiglio di Società, niente CSI. Peccato, avrebbe potuto essere un valido allenatore o un esperto dirigente, ma così van le cose.

Stessa presidenza e stesso allenatore escono dall’Assemblea del 2 luglio 1975, che inaugura la stagione 1975/76, e che rileva la presenza di un alto numero di potenziali nuovi Consiglieri, tra i quali la Società godrà però del solo Romano Adami, che si legherà al Baveno per un po’ di anni, partecipando molto attivamente alla vita societaria. Alcuni ex giocatori, come Luigi Ferrari e Carluccio Recalcati parteciperanno quest’anno alla vita della Società.

Il gruppo dei giocatori ossolani della precedente stagione viene naturalmente scremato e limitato ai più qualificati. Anche Pastrello e Peretti non vengono confermati, dopo un solo anno biancoblù, ma gli acquisti sono mirati e scelti bene da Simondi, con l’avallo della coppia Griggi-Malaterra. La difesa si arricchisce, a metà novembre, con uno dei migliori portieri che il Baveno dei cento anni avrà mai avuto: Domenico Bonetti, che giocava nell’Omegna, abitava nel milanese ed aveva una seconda casa nel Vergante. Fisicamente prestante, aveva il giusto carisma sulla difesa, al punto che, nei tre anni che passerà a Baveno, sarà anche incaricato della conduzione tecnica per un certo periodo. Prima di lui, erano arrivati, manco a dirlo, dall’Ossola, il ventiseienne Brocca ed il più giovane Perugini, quel Marcello Perugini che diventerà giornalista e sarà una figura carismatica nelle locali televisioni a cavallo del cambio del millennio. Titolare nel ruolo di stopper, ancora un nuovo arrivo: il feriolese Tiziano Larghi, diciannove anni, proveniente dal Virtus Villa, che rimarrà un solo anno, a causa di un infortunio che lo terrà via dai campi di gioco dopo la prima partita della stagione successiva; sarà lui uno dei principali artefici, col primo presidente Renato Cardini, dell’inizio del “miracolo” Feriolo, che allenerà per svariati anni e porterà meritatamente in Prima Categoria. Vent’anni dopo, lo vedremo anche allenatore a Baveno e a Stresa, per poi approdare alla Presidenza del Feriolo Calcio a partire dal 1998. Ultimo, tra i nuovi difensori, Roberto Ronzio, classe 1953, libero di ruolo, calciatore tecnicamente perfetto, che disputerà tre bellissimi anni a Baveno, per poi essere trasferito al Gravellona, una categoria più su. Un triste destino lo strapperà via, in mezzo alle sue amate montagne dell’Ossola. Beppe Danelli (120 volte vestirà la maglia del Baveno), anche lui feriolese, e Giancarlo Cantadore, ossolano al secondo anno, completano un difesa di ferro, che farà sì che il Baveno concluda il girone d’andata in testa alla classifica con 18 punti.

Disputeranno forse la loro migliore stagione a Baveno, Mario Poti ed Enzo Rovelli; il primo, diciottenne bavenese, sfiorerà le dieci marcature nel ruolo di centrocampista, l’altro, ossolano, sarà un eccellente direttore d’orchestra. Alla fine, quando smetteranno la casacca biancoblù, assommeranno oltre cento partite disputate.

Al loro fianco giostrava Sergio Tocchio, ciociaro dai piedi buoni, al quale un allenatore dirà che i barbieri non possono essere buoni giocatori di calcio e lui gli dimostrò di essere l’eccezione che conferma la regola. Quell’allenatore non rimase molto a Baveno, ma lo fece sempre giocare.

Valdo e Pedretti sono le nuove punte: il primo sarà il cannoniere della squadra ed il Gravellona del Cecco Donini se ne innamorerà; l’altro, sarà meno efficace sotto porta: gli andrà meglio l’anno successivo, ma poi troverà in Svizzera nuove squadre e maggiori stimoli.

Solo dieci punti nel girone di ritorno porteranno a un breve esonero di Angelo Simondi, con Righi allenatore per una settimana, e con Minesso conduttore per tre, che cederà di nuovo il testimone all’Angelo ossolano che concluderà sotto la metà classifica il suo biennio alla corte di Malaterra, suo grande sostenitore.

Questo sarà anche l’ultimo anno di Doro Quattrone, ultimo superstite di quella squadra che fece la Promozione, e che, nei nove anni passati a Baveno, fece il titolare e la riserva, ma dimostrò grande serietà e professionalità, riconoscendo in alcuni colleghi la loro superiorità. Fu titolare nel campionato 1972-73, nella stagione vincente in Seconda Categoria.

Cambio della guardia

All’Assemblea dell’8 giugno 76, convocata nella Sede di Via Monte Grappa, è presente un nutrito numero di simpatizzanti, tra i quali spicca il Parroco del paese, Don Alfredo Fomia, da poco arrivato a Baveno, che assiste alle elezioni annuali del nuovo Direttivo. Il ventottenne dottor Raffaele Ranchini, figlio dello storico Mario, viene eletto alla presidenza della Società per la stagione 1976/77. Quell’atto formale di quella sera di giugno, nessuno poteva immaginare che avrebbe segnato l’inizio di un lunghissimo cammino, di una presidenza storica, che dura tuttora, a distanza di trentadue anni, intervallata da ben due Benemerenze Sportive: la prima, il 10 aprile 1999, riconoscerà, a Roma, alla presenza del Presidente della FIGC, avvocato Nizzola, e di Innocenzo Mazzini, presidente nazionale del Settore Giovanile e Scolastico, i vent’anni di Presidenza della Società; la seconda benemerenza gli sarà assegnata il 21 maggio 2005, sempre a Roma, per celebrare il trentesimo anno della sua Presidenza: stavolta, a premiarlo, ci saranno Franco Carraro (presidente FIGC), Carlo Tavecchio (presidente Lega Nazionale Dilettanti) e Luigi Agnolin (presidente del SGS).  Al suo fianco, i due vicepresidenti saranno Enzo Monferini e Mario Lazzaro, mentre Romano Adami veniva incaricato di occuparsi della Direzione Tecnica, con l’aiuto della inossidabile ed esperta coppia Griggi-Malaterra. Segreteria e cassa rimarranno nelle mani di Giancarlo Malenotti e Giampaolo Diverio, altra coppia perfettamente affiatata, che segnerà in quegli anni la storia della Società. In parecchi, quell’anno, aderiranno alla Società, a completamento di quell’aria nuova che l’elezione del giovanissimo presidente voleva rappresentare. Ed allora, ricordiamoli, questi Consiglieri: Desiderio Barazzoni, Nene Bolongaro, Angelo Boni, Mario Borghini, Antonio De Luca, Roberto Del Bianco, Luigi Ferrari, Lino Galimberti, Ferruccio Gallarotti, Carlo Griggi, Piero Locatelli, Claudio Paganelli, Angelo Pini, Costante Rabaioli, Giovanni Ranchini, Pietro Rinaldi, Eraldo Tacchini, Franco Triberti, Franco Vitolo, Giuseppe Miglio (massaggiatore).

Giovanni Minesso sarà l’allenatore della squadra Giovanissimi.

Subito operativo, il consiglio sceglie nel sommese Fantino il nuovo allenatore e imposta l’inizio dei lavori di posa dell’impianto di illuminazione (fari del Giampaolo Diverio, piazzati in cima ai tubi, offerti dal Piero Tozzi e saldati dal Genovese, annegati in plinti realizzati dal Mario Lazzaro: e tutti i consiglieri ad aiutare). Contemporaneamente, sarebbe partita un’artigianale tribuna, realizzata sotto la guida dell’instancabile Genovese, con materiale recuperato dal Lungolago in ristrutturazione.

Sarà un buon campionato, il primo da Presidente di Raffaele Ranchini, anche se Fantino lascerà, imbattuto, il Baveno, dopo poche giornate, per una banale differenza di vedute durante l’intervallo di Cameri-Baveno con due suoi giocatori, Campi e Danelli: se ne andrà alla fine della partita, e non lo vedremo più. Peccato, era un “duro”, severo, ma era soprattutto molto bravo. Memorabile, quel pomeriggio durante la preparazione, in cui, l’attempato allenatore, armato di un tronchesino, fece sedere i giocatori su uno scalino, fece togliere loro scarpe e calze e tagliò loro le unghie, sotto gli occhi esterrefatti di Romano Adami, il direttore tecnico che lo portò a Baveno,  che era andato dalla Romerio a prendere una cassetta d’uva rinfrescante per i giocatori. Romano Adami, appassionatissimo, faceva spesso questo simpatico gesto, ma quella volta trasecolò.

Questo campionato consacrerà la maturazione di Mario Poti: assieme a Enzo Rovelli, Mauro Campi e Sergio Tocchio  (Romoletto, per gli amici) costituiranno nel 76/77  un centrocampo solidissimo ed intelligente.

Il 25 luglio 1977, archiviato il torneo notturno, tornato a Baveno dopo tanti anni, ma stavolta giocato all’oratorio, è convocata l’assemblea annuale: curiosamente, l’allenatore era già stato scelto due mesi prima, nella persona di Italo Poletti, preferito a Renato Roda Balzarini.

Le Assemblee dell’epoca erano molto affollate e lo spirito era quello di accogliere in Consiglio tutti quanti ne facessero richiesta, e tutti erano invitati a partecipare alle riunioni del martedì, per poter esprimere la loro opinione su quanto la Presidenza proponeva di fare. La qualifica di Consigliere si otteneva versando una quota mensile, o meglio, impegnandosi a versare una quota mensile di 5.000 lire (il presidente 30 e i vice 25), che, spesso, finiva nel dimenticatoio dopo un paio di mesi, quando le fila si assottigliavano e rimanevano i veri operativi che conducevano la barca fino al porto dell’ultima giornata di campionato, del banco o del torneo estivo, raramente federale.

E anche nel 1977 si procedette alle nomine, con Mario Lazzaro confermato vice di Ranchini, e con lui, due nuovi vicepresidenti: Joe Diverio, cantante professionista di ritorno dalla splendida esperienza libanese e dalla fama delle prime pagine, e Giuliano Mordenti, che riconfluiva nel Baveno dopo la breve esperienza con la sua disciolta U.F.O. in Terza Categoria, portando con sé,  gratuitamente e generosamente, anche qualche giocatore di qualità, che vestirà una o più stagioni la casacca biancoblù: Giovanni Lilla, attaccante dalla legnata paurosa, Flavio Maffioli da Loreglia, attaccante fortissimo fisicamente e dal carattere buono, che riuscirà anche a salire, più avanti, di categoria, finendo poi alla corte di Remigio Minoggio, in una Crevolese di Promozione; e ancora, un giovanissimo Paolo Russomanno, il gravellonese Franco Bionda, omonimo del compaesano degli anni passati, e due difensori di spessore ed esperienza: il trentenne Enrico Bellardi e l’omegnese Marco Trisconi, in realtà già al secondo anno di Baveno.

Romano Adami era confermato alla guida tecnica della squadra e, dopo tanti anni, Giampaolo Diverio lasciava ad Enzo Monferini il compito di tenere i conti della Società. Tra i volti nuovi, fanno la loro comparsa due venticinquenni, che legheranno il loro nome per qualche anno alla società: Mauro Veglia, che sarà per una quindicina di anni il magazziniere, svolgendo il proprio compito con davvero tanta attenzione e meticolosità, e Piercarlo Poti, fratello maggiore del forte centrocampista in organico, appassionato suiveur del settore giovanile che, per qualche anno, gli sarà affidato. In questa stagione partiranno due squadre, Under 23 e Giovanissimi, e nel loro organico appariranno dei nomi che ritroveremo, in vari ruoli, negli anni successivi: Massimo Zacchera e Sandro Bernareggi, futuri importanti dirigenti, Giordano Solivani, a lungo giocatore, poi anche allenatore del Baveno. E ancora, Antonio Zacchera, Stefano Cazzini, Fabio Garoni, Maurizio Duca, che vestiranno onorevolmente la maglia della prima squadra.

La squadra si salverà dalla retrocessione all’ultima giornata, a scapito del Cameri, malgrado le reti di Lilla, Poti e Russomanno, forse anche per una conduzione tecnica non impeccabile, passata un po’ burrascosamente a metà campionato allo stresiano Peppino Tagini, abituato a ben altri palcoscenici nella sua formidabile carriera. Ma tutto è bene quel che finisce bene: il Baveno si salva, mentre Gravellona e Borgoticino inizieranno quest’anno il loro ciclo ascensionale, che durerà un buon decennio e le porterà ambedue alla Quarta Serie.

Calma piatta, ma tanta passione

Nell’Assemblea di apertura della stagione 1978/79, il Presidente Raffaele Ranchini, confermato, concorda con i consiglieri gli specifici incarichi, cercando di distribuire il più possibile i compiti: alla vicepresidenza passano Romano Adami, sempre più presente ai problemi della Società, e Giuseppe Griggi, cui viene sempre più riconosciuto il ruolo da insigne padre della US Bavenese. Se Giancarlo Malenotti, rimane come preciso e puntuale segretario, ecco che un nuovo vispo personaggio accetta di dividere i suoi molteplici impegni di Radio Baveno con quelli della Sportiva, contribuendo alla simbiosi delle due Associazioni, che collaboreranno assieme qualche anno, almeno fino a che la Radio del presidente Gianmario Garoni rimarrà in vita. Questo nuovo consigliere è Franco Vesco, per anni da tutti conosciuto come il Franco Radio, che accetta di tenere i libri contabili del Baveno. Malaterra, con i due vicepresidenti sarà responsabile della campagna acquisti, mentre Giuseppe Joe Diverio terrà i rapporti con i giocatori. Claudio Paganelli sarà allenatore degli Allievi, ma anche magazziniere, Roberto Del Bianco, custode remunerato del campo; Paolo Cazzini, Desiderio Barazzoni, Giuseppe Miglio, Eraldo Tacchini, Piero Locatelli e Piercarlo Poti completano, ognuno col suo piccolo incarico, l’organico societario 1978/79.

Allenatore della Prima Squadra è confermato Peppino Tagini, che quest’anno gestirà una squadra costruita da lui stesso, secondo i suoi desideri, ma i vertici sono lontani, ed arriverà anche quest’anno una salvezza auspicata ma risicata. Vasco Tonelli sarà il massaggiatore, Pino Sironi, che dall’anno scorso ha appeso i guanti al chiodo, dopo tre anni di militanza nel Baveno e qualche partita giocata, condurrà con Paganelli la squadra Allievi, mentre Gianmario Garoni sarà il responsabile dei Mini-Giovanissimi, allenati da  Giovanni Minesso e dal giovane Prandi. istruttore di Educazione Fisica.

Parlavamo di salvezza all’ultima giornata, con la vittoria sul Briga e la condanna della Sazzese, ma la campagna acquisti era stata movimentata, anche se il tasso tecnico evidentemente non si era alzato tra entrate ed uscite: lasciano la maglia del Baveno quattro colonne: il portiere Bonetti, tre anni da titolare, destinazione l’ambizioso Bellinzago, i difensori Ronzio e Danelli (quest’ultimo dopo ben sette stagioni di Baveno) ed il centrocampista Campi, pupillo del Romano Adami, tutti e tre diretti in Promozione (Gravellona, Meina e Virtus Villa), ma arrivano giocatori che calcheranno l’erba di Baveno, onorevolmente, per qualche anno: Carlo Abbiati (capitano e “battitore libero” dal carattere difficile, la cui futura carriera da trainer oggi è nota anche fuori dai confini provinciali), Giuseppe Paris (fratellone del più noto Adelmo, che allora era titolare nel Bologna), Pier Mario Conterio, Maurizio Romani (uno dei difensori centrali più bravi degli ultimi anni), Giorgino Finetti (una mezza punta estro e fantasia, amatissimo dai tifosi bavenesi), Marco Pivanti (definito allora terzino fluidificante). Le trattative non erano state semplici: Ranchini e Malaterra hanno dovuto lavorare di fioretto con i due esperti interlocutori, di Meina e Stresa, l’avvocato milanese Carnazzi, patron del Meina, ed il verbanese Luigino Pedretti, che proprio quell’anno chiudeva l’esperienza Toro Verbania a Stresa e cedeva regolarmente i “suoi” giocatori, contro il parere della nuova dirigenza, che cercò, senza riuscirci, in tutti i modi di contrastare l’operazione, in difesa dei propri interessi.

Più facile, fu la trattativa con l’Omegna dell’allora general manager Gianni Bracchi, dalla quale arrivano in prestito tre giocatori: Daniele Piemontesi, rimarrà lo spazio di un mattino, ma per  il difensore Giuseppe Fulgheri e l’aletta Danilo Quaranta sarà l’inizio di un lungo percorso con Ranchini e Malaterra.

Fulgheri rimarrà alla loro corte per ben otto anni e disputerà oltre 200 partite, tutte ad altissimo livello, in coppia con Mauro Malacarne, altro fedelissimo alle prese però col servizio militare. Quaranta, anche lui militare, non incontrerà sempre la comprensione degli allenatori: andrà e tornerà, conteggiando alla fine una cinquantina di partite, ma anche una quindicina di gol; oggi è un apprezzato allenatore anche di Settore Giovanile, dopo qualche esperienza tra i Dilettanti.

Per concludere il gran tourbillon dei movimenti di questa estate, il quindicenne Giordano Solivani, “speranza” del vivaio bavenese, finisce in prestito al Ramate, allora grande fucina di giovani calciatori, ovviamente in forma gratuita, perché così allora “si doveva”, per accontentare il ragazzo. Un altro giovanissimo, Antonio Zacchera, esordirà a Cameri e continuerà altri quattro anni a vestire la maglia bavenese, per poi dedicarsi alla sua futura attività di albergatore, senza mai dimenticare, né lui, né i suoi fratelli, i loro trascorsi sportivi.

Sarà, questo, l’ultimo anno di Gino Bordin, serissimo dodicesimo, con qualche partita all’attivo, ma con tanta, tanta paziente panchina: sopravanzato prima dal portierone Bonetti, quest’anno l’allenatore gli preferisce Gianfranco Cianfriglia, proveniente dalla Juve Domo. Il futuro geometra rimarrà un solo anno a Baveno, così come il mediano omegnese Michele Rinaldi, oggi stimato medico.

Gli operatori commerciali di allora erano vicini al Baveno, e un documento verbalizzato di allora “ringrazia” tutti quanti hanno contribuito all’acquisto del materiale sportivo, ed in particolare, Mauro Catarinella, Global Pesca, Anna Confezioni, il ristorante La Chandelle, Jolly Sport di Premosello esprimevano concretamente la loro simpatia verso la freschezza di questo gruppo di persone.

Obiettivamente, tutto il lavoro estivo avrebbe quest’anno meritato di più, ma così non fu e, come detto, la salvezza fu strappata con i denti: per Peppino Tagini, sostituito a metà campionato dal grande Ferruccio Azzarini, notissimo allenatore di allora, sarà l’ultima delle sue esperienze a Baveno. Il campionato, però, lo finirà Giuseppe Sironi, che, a sua volta, subentrerà all’esperto verbanese.

A distanza di anni, si può serenamente notare che i cambi di allenatore, così frequenti in questo ventennio di cui si parla, non sono poi sempre la medicina giusta.

Episodio clou in senso negativo di questa già mediocre annata, sarà il derby, disputato a Stresa il 22 ottobre 1978, che il Baveno vinse sul campo con una doppietta di Danilo Quaranta, ma che l’arbitro Corigliano di Vercelli considerò inaspettatamente concluso al 35° della ripresa, con la conseguente perdita a tavolino. Per lo Stresa, allenato da Pierluigi Gini, e che schierava col numero 4 Tiziano Piccinini, tutti e due in futuro allenatori a Baveno, fu un colpo di fortuna: i due punti a fine campionato saranno determinanti per non retrocedere assieme alla Sunese. Per il Baveno, fu l’ennesima botta di squalifiche di questi anni: quattro giocatori per due giornate, e Piermario Conterio sanzionato col ritiro definitivo della tessera. Furono inoltrati reclami a tutti i livelli, contestando la affrettata decisione dell’arbitro, che sarebbe poi uscito senza scorta, tranquillamente; ma fu tutto inutile e non sapemmo mai cosa avesse scritto sul suo rapporto il giovane vercellese.

Si lavora per il futuro

Una domenica mattina di quell’estate 1979, Lele Ranchini, Gianmario Garoni e Giuseppe Griggi sono a Ramate, a casa di Marziano Giustetti, l’ex giocatore di un po’ di anni orsono, ora già affermato allenatore. Basta un quarto d’ora per accordarsi con quell’egregio sportivo che lascerà un grande segno nella US Bavenese e nel Crusinallo, le due Società in cui si alternerà per parecchi anni, fino al triste momento dell’arrivo in quella maledetta gara podistica, altra sua grande passione, che lo vedrà stramazzare a terra, subito esanime, lasciando in tutti il grande vuoto della sua grande tenacia e fermezza. Nelle cinque stagioni a Baveno, non continuative, non conoscerà mai l’onta della retrocessione, ma, anzi, vincerà un campionato, quello del 1985/86: ottavo nella corrente stagione, sesto in quella successiva,  poi, dopo un’assenza di quattro anni, lo ritroviamo due anni in Seconda, con la vittoria al secondo tentativo, e decimo al ritorno in Prima Categoria, prima di lasciare il testimone a Pierluigi Rauch, quel testimone che aveva raccolto da Paolo Tarrogenta.

L’assemblea di fine mese vede affacciarsi timidamente due ventottenni, desiderosi di dare una mano alla Sportiva, dopo aver militato quei pochi anni nell’UFO di Mordenti: Diventeranno due dirigenti di prim’ordine Piero Cristina ed Enzo Arrivabene, meritevoli della Benemerenza che verrà loro assegnata dal Presidente Regionale Inversi all’Hotel Atlantic di Borgaro Torinese il 28 maggio 2005. In quell’occasione verranno premiati anche la Società, per i suoi 95 anni, ed altri sei dirigenti: Gianpiero Malaterra, Piero Locatelli, Giancarlo Malenotti, Luciano Albertini, Roseo Ridolfi e Libero Zamperini.

Il 6 luglio 1979, la US Bavenese e Radio Baveno organizzano una grandiosa Festa Danzante, con Franco Vesco grande protagonista e primattore.

Ma torniamo al campionato 1979/80: Giustetti accetta di promuovere Mimmo Vanna dalle giovanili e non se ne pentirà: dopo due stagioni eccellenti, il biondo ragazzo del Bertarello salirà di categoria e disputerà a Gravellona qualche stagione da titolare. Non dimenticherò mai la sua gioia alla notizia dell’avvenuto trasferimento e la dichiarazione di eterna riconoscenza per avergli permesso di tentare quella luminosa esperienza col Cecco Donini ed il suo staff.

Marziano Giustetti chiama a sé anche gli sfortunati De Napoli e De Giorgis, cui un infortunio ed una malattia, impediranno di terminare la stagione, ed arricchirà l’organico con Sabino Caldarone, attaccante dal Gravellona, autore di 11 gol, Claudio Luvini, mastino dai piedi brutti, ma con una grinta da vendere, una vera mignatta per il più pericoloso dei centrocampisti avversari, che rimarrà a Baveno titolare per ben sette stagioni e Giorgio Gandini, arrivato dal Meina a stagione iniziata, ad alzare il tasso tecnico del centrocampo.

Il Ramate cederà due giovani, non ancora diciottenni, Flavio Gioria e Filippo Viri: inamovibili nella Under 20 di Paganelli e Sironi, faranno qualche apparizione in Prima Squadra: Gioria rimarrà a Baveno tre anni.

Quindici punti all’andata e quattordici al ritorno culminati in una meritata salvezza anticipata, rimane nei ricordi quella clamorosa vittoria a Borgolavezzaro per quattro ad uno, con doppietta di Maffioli ed una rete ciascuno di Lilla e Caldarone: segnando il quarto gol in rovesciata ed urlando “Goldrake, lame rotanti”, Flavio Maffioli entusiasmò il solitamente riflessivo e nervoso allenatore, che lasciò gioiosamente la panchina, dove Ranchini e Miglio sedevano al suo fianco, dicendo: “A questi giocatori non ho più niente da insegnare, hanno raggiunto il massimo: continuate pure voi!”. Povero Marziano, se fosse ancora qui, ricorderebbe questo episodio con un mezzo sorriso e ricorderebbe che il martedì successivo era comunque al campo a dirigere l’allenamento.

Per la prima volta la “Unione Sportiva Bavenese in collaborazione con “Radio Baveno” (così recitava il manifesto) “organizzano una grande Festa Campestre nel Parco della Villa Cazzamini-Mussi (g.c.) dal 5 al 16 agosto 1980, con Grigliate, Musica e Giochi per tutti. Accorrete numerosi. Spiele, spiele, spiele!”. Ci sarà un grande concorso di pubblico e le due Società ne ricaveranno buona soddisfazione, anche economica; ma la gioia finale sarà funestata, a Ferragosto, dal grande spavento dell’incidente a Pino Sironi, che finirà all’ospedale, ma che ne uscirà, fortunatamente benissimo, dopo qualche giorno.

Confermato Giustetti, la novità più interessante della stagione 1980/81 è il ritorno a Baveno di quel giovane, partito piccolino per Ramate, Giordano Solivani: ora diciassettenne, sarà protagonista di un eccellente campionato e lascerà Baveno a fine stagione, meta Castelletto, una categoria più su, dove resterà onorevolmente due stagioni. L’esplosione di Flavio Maffioli con le sue dodici marcature, farà sì che l’attaccante cusiano venga richiesto in categoria superiore: approderà in Promozione alla Crevolese dei fratelli Minoggio, lasciando Baveno dopo quattro stagioni. La difesa si arricchirà di un poderoso argine ossolano, il trentenne Bruno Pirazzi, esperto centrale del Virtus Villa, che rimarrà però biancoblù un solo anno.

Questo buon campionato, con una salvezza arrivata con largo anticipo, premierà altri due bavenesi, facendoli approdare anche loro una categoria più su: Mario Poti finirà al Meina e Mimmo Vanna, come già detto, al Gravellona. Lo Stresa del presidente Miscio, promosso alla categoria superiore, dopo aver sfiorato il successo l’anno prima, festeggerà con un allegro torneo di fine stagione, invitando Baveno e Gravellona; in questa fase, però, si incrinerà il rapporto Società-Giustetti, ed il tecnico a fine torneo lascerà il Baveno.

Per Luciano Albertini, per lunghi anni calciatore bavenese, questa stagione calcistica costituirà il battesimo di una onorevolissima e seria dirigenza in Società, raccogliendo il testimone del dottor Zocchia, il suocero, che ne fu Presidente.

Pierangelo Monferini, avvocato aronese di origini bavenesi e in gioventù anche eccellente calciatore, come sopra si ricordava, sarà il nuovo allenatore nella stagione 1981/82, che passerà agli annali per una curiosità: la squadra raccoglierà in trasferta solo 4 punti, frutto di quattro pareggi, a Suno, Cameri, Novara (Olimpia) e Dormelletto. Monferini le ha tentate tutte per migliorare questo score, scendendo addirittura in campo mezzora a Cerano, tra gli sguardi stupiti, e forse un po’ seccati, dei giovani in panchina, tra cui proprio il futuro dirigente Alessandro Bernareggi, figlio d’arte.

Sarà la stagione in cui esordirà a Baveno lo stresiano Roberto Donghi, una delle pietre miliari della Società in questi cento anni. Donghi veniva da Castelletto: con il più giovane Alberto Torsetta partecipò all’operazione che portava Giordano Solivani sulle rive del Ticino. Donghi rimarrà a Baveno sette stagioni, in due tranches (non ha mai voluto scendere in Seconda Categoria), disputerà  oltre cento partite, firmerà quasi una quarantina di gol, portandosi al primo posto nella classifica dei cannonieri documentati della storia del Baveno. Il suo primato resisterà dieci anni, fino all’avvento di Marco Picchiarelli, che sbriciolerà questo record negli anni del passaggio al nuovo millennio.

Una bella soddisfazione dell’annata societaria è la vittoria nel girone A del campionato Under 20 da parte della squadra bavenese allenata da Claudio Paganelli, che mancherà il raggiungimento del titolo provinciale per un soffio. Ricordiamo i principali protagonisti di questo successo: Massimo Zacchera, anche capocannoniere con 9 marcature, Antonio Zacchera, Fulvio Beltrami, Bruno Cardini, Flavio Gioria,  Daniele Rosetta, Stefano Cazzini, Alessandro Bernareggi, Antonio Stella, Daniele Caldarone, Paolo Blardone, Alessandro Fumiatti, Domenico Maio, Nicola De Luca, De Clementi, Ricco ed i portieri Giorgio Ghetti e Andrea Vanna.

L’allenatore Monferini, a parte l’episodio di Cerano che era quasi un’ultima spiaggia, lancerà abbondantemente in prima squadra questi ragazzi bavenesi, e questo andrà a suo merito,  in una stagione che vedrà però la salvezza arrivare solo all’ultima giornata, con grande sofferenza. Tra di loro, una trentina abbondante di partite in prima, le farà Antonio Zacchera, che, nei due anni di militanza, da difensore, segnerà anche tre volte.

Nessuno dei due portieri della Under, invece, vestirà mai, in partite ufficiali, la maglia della prima, chiusi in quegli anni da un ottimo Osvaldo Bozzetti, che rimarrà quattro anni costantemente titolare. Bozzetti aveva portato a Baveno da Ornavasso l’amico Edoardo Borghini, piedi buoni, in un centrocampo dove maramaldeggiava l’esperto Remo Sartorisio ed il grande Geppe Grana, quel Grana della squalifica a vita, cui la Federazione aveva concesso l’amnistia l’anno prima e che rimarrà a Baveno per altri tre anni, fino alla retrocessione in Seconda: quell’anno, Casamonti e il Crusinallo gli garantivano ancora la Prima Categoria e la carne fu debole ….

Sarà l’ultimo anno nel Baveno per Carlo Abbiati, che purtroppo lascerà, burrascosamente, alla sesta giornata, per il genietto Giorgino Finetti, per Giorgio Gandini e per lo sfortunato “Toio” Vittorio Conterio, ventunenne autore di tre marcature quell’anno, al quale una tragica fatalità toglierà la vita pochi anni dopo.

Ed eccoci all’estate 1982, e al trienno di Paolo Tarrogenta, che Ranchini e Malaterra individuarono allenatore delle giovanili omegnesi e che convinsero a tentare l’esperienza dilettantistica, con la malcelata speranza di rinnovare la rosa con qualche giovane a lui affezionato. Essi ricordavano l’esperienza di Simondi e dei giovani ossolani venuti dalla Juve Domo, che avevano effettivamente permesso la ristrutturazione della rosa dieci anni prima, ed effettivamente le cose andarono come sperato.

Paolo Tarrogenta fu un eccellente tramite con l’Omegna, nella scelta di quei ragazzi per i quali la Quarta Serie era troppo ardua, e li seppe ben gestire, soprattutto nei primi suoi due anni. Con formule varie e con uno sforzo economico non indifferente, la Società portò a Baveno i diciottenni Fabrizio Gherardini, Paolo Bavena e Renato Vittoni: il primo - e non ce ne vogliano i suoi compagni – era il più talentuoso, un libero eccellente che ti garantiva anche marcature (8 nella sua seconda stagione a Baveno), ma rimarrà a Baveno solo tre anni, con il suo allenatore, per poi tentare un anno a Verbania, con alterne fortune e malanni fisici, ed approdare definitivamente a Crusinallo, in Promozione, del quale seguirà l’excursus da capitano, compresa la fusione con l’Omegna: terminerà la carriera proprio ad Omegna, di cui diverrà anche allenatore.

Bavena e Vittoni, invece correranno con il Baveno rispettivamente sei ed otto anni, titolari della difesa e del centrocampo, anche dopo la partenza di Tarrogenta, così come il loro compagno delle giovanili, un anno più giovane, Maurizio Viganò, che approderà a Baveno l’anno successivo e vi resterà per ben 12 anni. Viganò entrerà nella leggenda del Baveno, inserendosi tra i tre più presenti nella sua storia e registrando anche una decina di marcature.

Unico goleador che nell’epoca di Tarrogenta andrà in doppia cifra in stagione, sarà Dario Villa (11 gol nell’82/83), prelevato dalla Viscontea di Massino Visconti, che disputerà un campionato alla grande e contribuirà notevolmente al formidabile terzo posto (alle spalle di Romagnano e Cameri) che il trentacinquenne mister otterrà alla sua prima stagione. Altri due neo-acquisti parteciperanno da protagonisti alla festa per la miglior prestazione del Baveno in Prima Categoria mai raggiunta: il giovanissimo Luca Bartolini, prelevato dal Ramate (rimarrà a Baveno ben nove anni, per 120 partite e 6 reti da corridore di centrocampo) ed il più esperto Fabrizio Rimella, da Ornavasso, che l’avvocato Carnazzi, presidente del Meina, cedette al duo Ranchini-Malaterra dopo una breve ma internsa trattativa condotta un pomeriggio d’estate nella sua Cascina Inghé prima di Meina. Sporadiche presenze per il trentenne stresiano Piermario Conterio: anche a lui la Federazione concesse, come a Grana, la riduzione della squalifica a cinque anni, quando avvenne, federalmente, l’abolizione del ritiro del cartellino e la definizione di cinque anni di sospensione come massima pena assegnabile ad un calciatore. Portiere di riserva, per un po’ di anni, sarà Pasquale Carretta, arrivato da Lavello: apparirà in prima squadra 20/25 volte, nei cinque anni passati a Baveno, e sarà sempre preciso e puntuale: anche i dodicesimi hanno un’anima.

L’arrivo di tutto questo “ben di Dio” lasciò un boccone amaro: la Under 20, che aveva vinto il suo campionato l’anno precedente, veniva praticamente smantellata ed in grossa parte trasferita al da poco nato Feriolo Calcio: forse qualcuno poteva rimanere, forse fu una decisione affrettata, ma fu presa e tant’è.

Un personaggio ricchissimo di entusiasmo viene accolto a braccia aperte nel Baveno ed un anno sarà anche vicepresidente, con Raffaele Ranchini cui verrà confermata la Presidenza. Fu una vicepresidenza acclamata da tutti per l’attaccamento dimostrato e per la grinta da falco che metteva in mostra in Consiglio e sugli spalti, in contrapposizione col partito delle colombe che si identificava nel più posato Giancarlino Malenotti. Durò un po’ di anni nel Baveno, Pino Balzarini, ed ancora oggi tutti ricordano con piacere la sua generosità e la sua capacità di coinvolgimento, che fece avvicinare alla squadra famiglie intere, che venivano coinvolte nel tifo. Chi ha dimenticato la sua insostituibile presenza alle Feste campestri del Baveno, davanti alla griglia, con la bandana? Durò un po’ di anni, dicevo, finché un giorno, a metà di un campionato, si chiamò fuori: non avrebbe mai più visto una partita del Baveno e nessuno ha mai capito il vero perché di questo abbandono. Peccato, peccato davvero.

Nasce lo zoccolo duro

Finita la Festa, ripetuta dopo due anni in Villa Mussi ad Oltrefiume sempre in coppia con Radio Baveno dal 3 al 16 agosto 1982, la squadra si raduna e Tarrogenta, come già ricordato, la porterà all’eccellente terzo posto, cui farà seguito, nella stagione successiva, la 1983/84, un altro irripetibile piazzamento: quarti, alla pari con Galliate e Crevolese, ed alle spalle di Cerano, Crusinallo e Carpignano, che si erano disputati in volata la vittoria finale. Ricordiamo, in quest’annata, gli arrivi del bomber Nadir Seghizzi (una decina di gol in due anni) e del pulito e arcigno difensore Guido Boschi dal CTP Intra, che si fermerà a Baveno un solo anno, come l’estroso e geniale Elio Della Noce, perseguitato da malanni fisici. Esordirà in prima squadra il bavenese Stefano Cazzini, diciannove anni, una promettente e velocissima aletta del vivaio: segnerà quattro gol quest’anno, uno l’anno successivo nelle poche partite in cui sarà impiegato: motivi di studio ed un ginocchio debole lo allontaneranno dal calcio, per poi ritrovarlo, ancora all’attacco, anni dopo nel meno impegnativo C.S.I., con gli amici Stefano e Fabio Garoni.

Sarà, il campionato 1983/84, quello del definitivo ritorno di Giordano Solivani, dopo l’esperienza biennale a Castelletto Ticino: a vent’anni offrirà la sua esperienza al Baveno, dove resterà nove anni titolare, infortuni permettendo, in una fragilità ossea che contrastava con la sua grande determinazione e carica agonistica. A fine carriera, ma ancora giovanissimo, sarà anche per tre anni allenatore della prima squadra, alla metà degli anni 90.

Il Consiglio viene rinnovato in estate e vengono assegnate le cariche sociali durante l’Assemblea: Raffaele Ranchini viene confermato Presidente, mentre alla vicepresidenza viene eletto un gruppo di persone: Romano Adami ed Enzo Arrivabene per la loro presenza attiva nella Società, Giuseppe Griggi e il rientrante Luigi Zocchia per il loro passato societario, Giuseppe Balzarini per la ventata di novità che esprimeva e la new entry, il generosissimo Giorgio De Giovannini, che con la sua esuberanza e la sua determinazione, mescolata a modi talora anche bruschi e poco diplomatici, darà il suo contributo alla vita societaria per qualche anno, anche se in modo non continuativo.

Consiglieri confermati con vari incarichi saranno i signori: Giovanni Ranchini, Giampiero Malaterra,  Giancarlo Malenotti, Enzo Monferini, Costante Galli, Lino Galimberti, Eraldo Tacchini, Antonio De Luca, Piero Locatelli, Franco Vesco, Umberto Del Bianco, Luciano Albertini, Piero Cristina: si sta ormai consolidando quello “zoccolo duro” che distinguerà il Baveno da tante Società viciniore.

La certezza di continuità, la presenza di riferimenti sicuri saranno proprio il fiore all’occhiello di questa Società, che le permetterà d’ora in avanti di proseguire il cammino senza fratture, anche se attraverserà annate talvolta non troppo felici: ciò che emergerà sarà lo spirito di gruppo, il fare “quadrato”, che alla fine premieranno.

Approderanno al Consiglio, altre nuove figure che seguiranno la vita dell’US Bavenese in modo saltuario o per pochi anni: ricordiamo Luigi Ferrari, amico di Tarrogenta, che fu anche calciatore a Baveno, Rodolfo Rinaldi, giovane neo segretario, Beppe Di Iorgi e Albertino Astolfi, mentre di grande spessore fu l’entrata di Roseo Ridolfi, che rimarrà nella società fino ai giorni nostri, con una grande passione calcistica – fu calciatore nella sua natia Bastia Umbra – e con una onestà ed una serietà non comuni: egli sopravvivrà anche al termine della carriera del figlio Fiorenzo e diventerà uno degli indispensabili nel Baveno del nuovo millennio.

Il Settore Tecnico vedrà, a fianco di Paolo Tarrogenta, il nuovo preparatore atletico Pierre Lomazzi, il confermato cinquantenne Bruno Milesi nel ruolo, rivestito in modo eccellente (suo è stato il merito dell’esplosione di Mimmo Vanna) di preparatore dei portieri e il massaggiatore Silvano Bonazzi.

Claudio Paganelli e Mauro Veglia seguiranno la Under 19, Carlo Poti, Giovanni Minesso e Sergio Tocchio, la squadra Giovanissimi.

Ad allenare le squadre Esordienti e Pulcini un’altra figura storica del Baveno Calcio: aveva 55 anni, allora, Emilio Cattaneo, ed oggi passa gli ottanta, ma per l’ex calciatore dell’Inter i bambini del vivaio saranno una passionaccia che anche oggi, con un ruolo meno attivo, ma per certi versi più importante, pratica indefessamente. Grazie, signor Emilio, per gli anni che hai dedicato a noi. Non possiamo non ricordare qualche nome tra quelli che allenò quell’anno, nomi che rivestiranno per anni la maglia biancoblù, anche e soprattutto in prima squadra: Massimo Zoppi, Diego Minesso, Cristiano De Gregori, Raffaele Griggi, Marco Moz, e scusate se è poco!

La stagione si chiuderà con una riuscitissima Festa, che si svolgerà dal 6 al 19 agosto 1984 nel Parco delle Terme, di quelle Terme che conobbero i fasti negli anni del dopoguerra, e dove il Baveno di Nicora e Cardani organizzò quelle feste divenute famose, con Enzo Tortora e Pippo Baudo: Finite in disuso e vendute ad un privato, fu possibile a Raffaele Ranchini e Gianmario Garoni (presidenti di US Bavenese e Radio Baveno) ottenerle in uso per quindici giorni, tramite l’architetto Giancarlo Zoppi, anni indietro ricordato come calciatore, allora trait-d’union con la proprietà. Fu una festa faticosissima, per gli scarsi mezzi a disposizione, ma riuscitissima: i due presidenti, fissi alla cassa, Giulio Griggi, Claudio Paganelli e Giovanni Minesso al bar, Pino Balzarini e Luigi Ferrari alla griglia, Cesare Beltrami al gioco del porcellino, la mamma di Paolo Tarrogenta e Franco Piralla a dirigere la cucina e Franco Vesco dinamico supervisore, attentissimo a che tutto si svolgesse nel migliore dei modi. E tanti generosi volontari dietro ……

Basterà perdere Remo Sartorisio, che lascerà Baveno dopo tre anni giocati intensamente, con un tasso tecnico, agonistico e carismatico, che ne hanno fatto un vero pilastro del centrocampo di interdizione, ma non sarà certo l’unica ragione, perché il Baveno conosca di nuovo, dopo parecchi anni di costante Prima Categoria, l’onta di una inaspettata retrocessione, al termine della stagione 1984/85. Baveno ed AC Domo retrocederanno a pari merito con 21 punti, ma il Galliate, quinto, ne avrà solo 26, chiarendo così la grande bagarre di fondo classifica, che ha coinvolto 10 delle 14 squadre fino alle ultime battute del campionato.

Con la retrocessione in Seconda, arriva, stavolta non inaspettato, un fuggi fuggi generale che creerà non pochi problemi al quadro dirigenziale, Ranchini e Malaterra in testa, che si impegneranno a fondo per ricostruire il tutto, raccogliendo i pochi, ma determinati, cocci rimasti.

Dicevamo di Paolo Tarrogenta, che lasciava Baveno col morale a terra, ma ormai privo dei necessari stimoli per tentare la risalita. Ma anche un consistente blocco di giocatori aveva deciso di lasciare Baveno: da Fabrizio Gherardini (richiesto da categorie superiori) a Giuseppe Grana (che pretese, ed ottenne, la lista gratuita, forte delle sue quasi 130 partite e della quarantina di marcature), da Roberto Donghi (che ha sempre rifiutato la Seconda Categoria) a Osvaldo Bozzetti (tornato a Gravellona), da Tonino Stella (che si trasferiva) a Nadir Seghizzi; non solo,  ed ancora, i due Carbone (Sebastiano e Iuri), Rinaldo Cabrini, peraltro appena arrivati, così come il sedicenne Omar Lomazzi, esordiente in Prima categoria il 19 maggio 1985 (Baveno Ju Cameri 2 – 0) e destinato, in una lunghissima e gloriosa carriera, a diventare uno dei calciatori più rappresentativi almeno della nostra provincia, sempre seguito da papà Pierre e dall’anziano nonno, finché le forze glielo permisero.

Non era una brutta squadra, la retrocessa,se tutti questi giocatori trovarono una collocazione, anche in categorie superiori: fu un’annata davvero disgraziata, con qualche problema, magari in seno alla Società stessa.

Fu una botta non indifferente, parzialmente compensata dall’eccellente piazzamento della squadra di Claudio Paganelli - ancora lui alla ribalta coi giovani -, gli Allievi, giunti al secondo posto del loro campionato, ad un solo punto dal vincitore Mergozzo; ricordiamoli questi sedicenni, da cui emergeranno un pugno di futuri calciatori di Prima Squadra, già a partire dalla successiva stagione di Seconda Categoria: Marzio Morandi (150 partite in 12 stagioni, 25 gol),  Fiorenzo Ridolfi (149 partite anche lui in 12 stagioni, 4 gol da difensore), Marco Marra (20 partite in 4 stagioni, un gol da difensore), Umberto Tessarolo (60 partite in 6 stagioni, 5 gol), Luca Sironi (un decina di partite e tanta panchina da dodicesimo nelle tre stagioni aggregato alla prima squadra), Paolo Daga,  Stefano Garoni (grande fisico, buona tecnica, ma, come il fratello Fabio, un solo ruolo, il libero, e nessun allenatore suo estimatore), Michele Griggi (3 partite), Lorenzo Galli (portiere, un’unica partita intera contro il Cameri), José Bacchetta, Marco Balzarini, Guido Borghetti, Salvatore D'Ignoti, Alessandro Fumiatti, Fabrizio Innocenti, Marco Lazzaro, Simone Prin, Renato Vadalà, Claudio Veglia e Andrea Zacchera.

La stagione 1985/86 inizia ufficialmente appena finito il campionato della retrocessione: viene convocata in tutta fretta un’Assemblea suddivisa in due serate: il 27 e il 28 maggio 1985, che verrà ripresa e conclusa il 3 giugno. Un grande numero di consiglieri partecipano ai lavori, che confermano Raffaele Ranchini presidente con undici voti su venti votanti; a Malaterra andranno tre preferenze, una ad Albertini e Balzarini e quattro furono le schede bianche. Vicepresidenti vengono nominati lo stesso Giampero Malaterra ed  Enzo Arrivabene. Segretari saranno Giancarlo Malenotti e  Roseo Ridolfi, cassiere  Franco Vesco. Verranno distribuiti i vari incarichi, che è simpatico ricordare:  Luciano Albertini e Mauro Veglia gestiranno il materiale sportivo, Rodolfo Rinaldi sarà il guardialinee ufficiale, Piero Cristina sarà l’addetto alle pubbliche relazioni, Claudio Paganelli Direttore Sportivo, Pino Sironi Allenatore della Under 18, Gianni Ferraro Massaggiatore, Piercarlo Poti Responsabile del Settore Giovanile con i collaboratori Giovanni Minesso, Emilio Cattaneo, Sergio Tocchio, Pietro Daga e  Aldo Griggi. Oltre ai nominati, all’Assemblea parteciparono: Mario Ranchini, 76enne sempre in pista dopo tanti anni, il segretario, Piero Locatelli, Pino Balzarini, Enzo Monferini, Romano Adami, Gianmario Garoni, Guido Galli, Roberto Del Bianco, Luigi Guida, Mario Gatti, Lino Galimberti, Eraldo Tacchini, e Antonio De Luca.

Grandi lavori estivi impegneranno i Consiglieri: l’ardua ricerca di un allenatore, la ricerca delle migliori opportunità societarie per i giocatori in volontaria partenza, la loro integrazione in una rosa ridotta ai minimi termini, l’organizzazione dell’impegnativo Torneo Notturno che, per la prima volta, si svolgeva sul campetto fiancheggiante il principale, la ricerca di sponsor per il libretto pubblicitario che era alla sua terza edizione.

Claudio Paganelli viene scelto, all’inizio di settembre, come allenatore, ma bastano poche partite perché la Società si accorga che la squadra richiede un uomo di diversa esperienza e soprattutto carisma: quattro punti nelle prime sei partite sono un bottino misero per una squadra con ambizioni e, addirittura, si intravede la possibilità di ulteriori defezioni tra i senatori della squadra, già rimasti a Baveno con qualche perplessità. Basta una telefonata, alle 23,30 del 21 ottobre 1985, e Ranchini riporta a Baveno Marziano Giustetti, al termine di una riunione movimentata, che non ha trovato assolutamente l’unanimità, ma solo la maggioranza: assente, correttamente, Claudio Paganelli, che rimarrà ben volentieri a gestire la “sua” Under con l’amico Pino Sironi, la decisione sulla sostituzione verrà presa dai presenti: Raffaele Ranchini, Franco Vesco, Roseo Ridolfi, Antonio De Luca, Enzo Arrivabene, Mario Ranchini, Piero Cristina, Giampero Malaterra, Piero Locatelli, Luciano Albertini, Giovanni Minesso, Roberto Del Bianco, Pino Sironi, Giancarlo Malenotti, Mauro Veglia, Piercarlo Poti, Gianmario Garoni.

Il dado era tratto e si tornava a cambiare l’allenatore dopo pochi anni dall’ultimo avvicendamento nel corso della stagione, per un’abitudine che a Baveno diverrà sempre più infrequente negli anni futuri, quando gli allenatori verranno scelti con molta oculatezza ed i dirigenti avranno molta più pazienza e li lasceranno lavorare con grande tranquillità, in quell’ambiente che, piano piano, si avvierà ad essere quell’isola felice nella seconda metà del primo decennio del nuovo millennio.

Con una muta tutta nuova, offerta per l’occasione dal sostenitore Giorgio De Giovannini, che ogni tanto in quegli anni faceva la sua “generosa” apparizione, con un allenatore nuovo, Marziano Giustetti, con tre esordienti stagionali (Renato Vittoni e Giordano Solivani . di ritorno dalla breve esperienza di Villadossola – oltre a Claudio Luvini – sempre in bilico tra il sì e il no) la US Bavenese incontra il 3 novembre 1985 per la prima volta nella storia il neopromosso Feriolo Calcio, in un derby con una cornice di pubblico eccezionale. Le emozioni non mancheranno e la partita finirà con un improbabile due a due: per il Baveno, andranno a segno il diciassettenne feriolese Umberto Tessarolo in gol di testa e Danilo Quaranta, che Paganelli era riuscito a riportare in biancoblù dopo quattro anni. Per la cronaca, questa difficile stagione segnerà il punto più basso della storia del Baveno, e Giustetti farà l’impossibile per evitare il tracollo, anche se perderà definitivamente, nel corso del campionato, vari giocatori: taluni in disaccordo con lui per il loro scarso impiego (Fabio Garoni, Daniele Nasini, Fabrizio Rimella, Stefano Cazzini, Danilo Quaranta) e altri infortunati nel corso della stagione (Claudio Luvini, Moreno Bulgheroni, Giordano Solivani).

Con 15 punti nel ritorno, aggiunti ai soli 10 dell’andata, il Baveno chiuderà quest’infausta stagione: sarà stata la prima di sei stagioni (150 presenze) di Daniele Polloni, un buon portiere ossolano, che diventerà medico alla fine della carriera e la prima di tre stagioni dell’omegnese Luca Pedroni, ventunenne attaccante che segnerà una ventina di reti. Questa stagione segnerà l’esordio in prima squadra di Fiorenzo Ridolfi, 16 anni, terzino, che, tranne sporadici allontanamenti, legherà la sua carriera calcistica e di allenatore al presidente Ranchini ed alla sua squadra: dodici stagioni da giocatore e dieci da allenatore colorano di biancoblù il suo curriculum allo scadere del centenario.

A causa di un importante intervento comunale sul campo sportivo, il Baveno trova ospitalità per la stagione 1986/87 a Stresa, dove venne già disputato il campionato 1969/70, ma stavolta le cose andranno diversamente, in meglio, e, proprio a Stresa, nove mesi dopo, staccherà il biglietto per la Prima Categoria, su quello stesso campo, dove, diciassette anni prima, era sceso in Seconda.

Marziano Giustetti farà un buon lavoro di tessitura e la Società gli allestirà una buonissima squadra, grazie anche ai proventi del solito Torneo Notturno, che Franco Vesco aveva gestito in modo egregio, coordinando i suoi numerosi collaboratori.

Sarà il primo anno senza Beppe Fulgheri, dopo otto anni di serissima partecipazione, ed oltre 200 partite: il ragazzo approderà al Crusinallo di Tarrogenta, lasciando un grande vuoto, anche umano, nel gruppo di Giustetti. E’ stato uno dei calciatori più presenti, nella storia della Società, titolare inamovibile della difesa, con la maglia numero 3, prima, per poi diventare proprietario della numero 5, in un’epoca in cui i numeri della maglia chiarivano inequivocabilmente il ruolo. Era un vero baluardo, una sicurezza per i portieri, ma, fatto curioso, in questi otto anni ci fu solo un tiepido interessamento di Miscio per lo Stresa ed una richiesta ufficiale del Crusinallo l’anno prima, concretizzata, poi a fine stagione. Anche questo è il calcio.

Stefano Garoni, Fiorenzo Ridolfi, Umberto Tessarolo e Lorenzo Galli, i migliori Under bavenesi, vengono mandati in prestito a Stresa, non potendo il Baveno, senza campo, partecipare allo specifico campionato.

Motivi familiari, più che problemi relazionali, faranno sì che Claudio Paganelli non si presenti, dichiarandolo apertamente in Consiglio il 6 maggio 1986, ai nastri di partenza della stagione 1986/87. E’stato un grande personaggio, Claudio Paganelli, per il Baveno: è arrivato in punta di piedi, ha lavorato una quindicina di anni dietro le quinte in mezzo ai suoi ragazzi, ha avuto anche, come già ricordato, grandi soddisfazioni, e se ne è andato dalla Società con una eleganza ed una serietà da galantuomo. Forse nessuno gli ha mai detto grazie. E’ questa l’occasione buona.

Piercarlo Poti manterrà la Direzione del Settore Giovanile, con Giuseppe Pinto allenatore degli Allievi e Giovanni Minesso degli Esordienti.

Lele Ranchini, Gianpiero Malaterra e il Direttore Sportivo Pino Sironi condurranno una campagna acquisti esemplare, riuscendo ad allestire una squadra, la cui preparazione inizierà il 23 agosto 1986, e che risulterà alla fine vincente, senza praticamente sborsare una lira: la partenza di Fulgheri porterà a Baveno il suo alter ego Salvatore Gallo, stopper del Crusinallo, ed un conguaglio; parallelamente, Fabrizio Gherardini, di ritorno dal prestito al Verbania, verrà girato definitivamente alla stessa società cusiana, ottenendo in cambio tre giocatori di indubbia qualità per la Seconda Categoria, Felice Cassese, genio e sregolatezza, che resisterà a Baveno (o meglio che Baveno riuscirà a sopportare nella sua stupenda originalità) per quattro anni, ottanta partite e trentadue marcature, una più bella dell’altra, che lo pongono tra i primi 5 goleador del Baveno del centenario. Con Cassese, dal Crusinallo arriveranno anche il compianto Giuseppe Pinto, grande fisico, libero di ruolo e insegnante di ginnastica, alla fine di una buona carriera che lo porterà poi ad allenare, e l’elegante Massimo Vigoni, ventiseienne uomo d’ordine, che gestirà il centrocampo bavenese per due anni, ma stamperà un unico gol, a Pella.

Magistrale sarà infine la trattativa che porterà Gigi Santacroce a Baveno: disputerà una grande stagione in Seconda, contribuendo con le sue 13 segnature alla vittoria finale. Una serie di infortuni impediranno al forte attaccante di ripetersi a questi livelli nelle stagioni successive, sempre a Baveno. Tredici gol saranno anche appannaggio di Luca Pedroni, ed undici di Felice Cassese.

L’Allievo Cristiano De Gregori, quindici anni appena compiuti, esordirà in Prima Squadra, giocando 10 minuti alla fine del campionato contro la Cappuccina, prima partita di una lunga serie di quasi 200 partite, che il “Cinque lungo” disputerà in maglia biancoblù, ininterrottamente fino all’estate del 2000, con la sola interruzione di un’annata giocata a Stresa, là fortissimamente voluto dal Presidente Miscio.

Cinquantacinque saranno le reti totali fatte dalla squadra e ventisei le subite: diciannove punti all’andata e venticinque al ritorno consentiranno alla squadra di Giustetti di vincere il duello con l’Orta e di approdare senza patemi alla Prima Categoria, dove resterà costantemente fino al 1999 quando perderà (2-1) lo spareggio retrocessione di Arona contro il Veruno.

Parte della squadra, l’allenatore, il massaggiatore ed il Direttore Sportivo festeggeranno frugalmente la domenica sera a casa del Presidente, mentre la grande Festa del ritorno in Prima Categoria è organizzata all’Isola Bella, all’Hotel Delfino sabato 13 giugno 1987, con una grande partecipazione di bavenesi.

Con le uniche eccezioni di Raffaele Allevi, sessantacinque presenze in tre anni di Baveno, che se ne andrà definitivamente verso Cannobio, e di Maurizio Duca, ventiduenne bavenese emigrato tre anni a Fondotoce, per poi ritornare da titolare nella squadra del suo paese, Giustetti confermerà in toto i vincitori del campionato, ai quali chiederà ed otterrà di aggiungere il bomber Ermanno Caretti, in arrivo proprio dall’Orta, e il terzino Mauro Rossi, gravellonese, che non lascerà il lago e la sua squadra fino al 1992, trentenne.

Anni sereni senza picchi né crolli

Vari saranno gli allenatori che si susseguiranno in questi campionati dal 1987/88 al 1998/99, mentre il Presidente rimarrà sempre Raffaele Ranchini, ormai affiancato da quello zoccolo duro che si andato formando nel corso di questi ultimi anni e che garantirà una seria continuità ad una Società sempre attenta al bilancio e sempre più interessata a sviluppare il Settore Giovanile, dal quale, talvolta emergeranno ragazzi di buona levatura. Una Società che in questo decennio riceverà a Roma anche la Benemerenza Societaria: la ritirerà, dalle mani del presidente Federale Matarrese, il presidente Ranchini che aveva raggiunto la capitale in auto assieme a Roseo Ridolfi e Luciano Albertini.

Sarà durante questi dodici anni, l’idea del Presidente di riprendere un’usanza di tanti anni prima, la cui utilità economica era indubbia: il Banco estivo, che vedrà le prime due edizioni del nuovo ciclo nei locali che ospitavano (ed ospiteranno dopo la ristrutturazione) il Bar Imbarcadero: il 10 luglio 1991 rinascerà quindi questa istituzione, che ritroveremo anche nei nostri anni coordinata da Ranchini, affiancato negli anni dalle coppie Vesco-Malaterra o Casolari-Locatelli.. L’edizione del primo anno fu strepitosa: Baveno aveva bisogno di una festa di questo tipo e rispose splendidamente, tanto da costringere il Presidente e Franco Vesco a tornare per la seconda volta dalla ditta fornitrice a riacquistare materiale, lavorando durante la notte per non perdere neppure una serata. Col passare degli anni, però, Baveno avrebbe risposto sempre meno: si arrivò a superare i quaranta giorni per poter avere un equo corrispettivo alle fatiche di gestione e di montaggio e smontaggio, che vedevano in prima linea i Cristina, gli Arrivabene, gli Albertini, ma soprattutto Aldo Griggi. Non dimentichiamo che, parallelamente, per alcuni anni venne organizzato anche il Torneo Notturno, con un dispendio di energie enorme, ma con un grande sentimento di amicizia e solidarietà ed un frutto finale che permetteva, opportunamente integrato, di gestire con oculatezza il bilancio societario.

E, per non farsi mancare niente, finita l’epoca del Torneo Notturno, divenuto ormai rissoso e poco remunerativo, nell’estate 2000 Piero Cristina accetterà la richiesta di Renzo Morandi (il compianto “Sindaco” di Roncaro) e si accollerà, uomo solitamente generoso, l’organizzazione di una festa campestre nella ridente frazione che prendeva due-tre week-end di luglio, iniziando una simpatica collaborazione tra la Unione Sportiva Bavenese ed il Comitato Festeggiamenti di Roncaro, che si protrarrà fino ai giorni nostri.

L’Assemblea annuale viene convocata alla Casa Albergo il 10 luglio 1987 e si conferma Raffaele Ranchini alla Presidenza, con il solito gruppo, ormai consolidato, di consiglieri: Mario Ranchini, Roseo Ridolfi, Giampiero Malaterra, Gianmario Garoni, Piero Locatelli, Libero Zamperini, Mauro Veglia, Giancarlo Malenotti, Franco Vesco, Antonio De Luca e Roberto Del Bianco.

A questo gruppo, si aggiungeranno, nelle settimane successive, Piero Cristina, Enzo Arrivabene, Luciano Albertini, Aldo Griggi e Giorgio De Giovannini, cui viene offerta la vice presidenza. Pino Sironi sarà il Direttore Sportivo e affiancherà il confermato Marziano Giustetti. Piercarlo Poti seguirà Giuseppe Pinto nella Under 21, Pietro Daga e Giovanni Minesso si occuperanno dei Giovanissimi. Arturo Casolari coordinerà Emilio Cattaneo e Mauro Malacarne e nella squadra Esordienti.

C’è molto fervore attorno alla squadra. Arturo Casolari  comincia a parlare di striscioni al campo e aderiscono Daga, Malaterra, Cristina e Vesco, che si impegnano ad occuparsene. Franco Vesco organizza la prima delle sue feste danzanti, il 7 novembre 1987 al tendone, offerto da Massimiliano D’Amico,  con l’Orchestra Eli Neri.

Giustetti e la sua band espugnano Romagnano alla prima giornata, creando un’illusione ai supporters, che però torneranno alla triste realtà dopo le successive sei sconfitte consecutive. Il Consiglio discute sulla possibile sostituzione del mister, ma il 2 novembre 1987 gli viene confermata la fiducia, anche senza andare alla ricerca di un sostituto all’infortunato portiere Daniele Polloni che salterà dieci partite, a vantaggio di Luca Sironi, prima, e Pasquale Carretta, poi. Questi fatti inseriranno il Baveno in un anonimo campionato da 25 punti in 30 partite, con un buon girone di ritorno: all’ultima giornata, a Gozzano, esordirà Massimo Zoppi, sedici anni, futuro Sindaco di Baveno, ma anche longevo calciatore nel Baveno, dove giocherà ininterrottamente fino all’estate 2001, per 160/170 partite e 5 marcature.

Marziano Giustetti aveva già fatto esordire i giovani Tozzi (in casa col Villadossola all’inizio del ritorno) e Mariani (figlio del Bruno, girovago allenatore, in casa col Meina ancora all’inizio del ritorno) e dato spazio anche a Fiorenzo Ridolfi, che aveva già esordito due anni prima a Nebbiuno.

Sembrerebbe esserci la situazione ideale per continuare col quarto anno dello stesso Giustetti, ma, a salvezza acquisita,  appaiono differenti vedute sull’utilizzo dei giovani, tra cui il mister – ed è un ritornello che spesso si ripete – non trova giocatori da inserire nella rosa di una prima squadra da metà classifica, mentre il Consiglio si esprime differentemente, sostenendo di poter utilizzare i propri ragazzi, per premiare il lavoro degli addetti al settore giovanile, tra i quali una menzione particolare meriterà quest’anno Giovanni Minesso, vincitore, coi Giovanissimi, del proprio campionato. Il 26 aprile 1988, pochi giorni prima della trasferta a Gozzano, ultima partita di campionato, si compie la frattura, e Marziano Giustetti presenta al Consiglio le proprie dimissioni, che vengono accettate all’unanimità da parte dei consiglieri presenti: Raffaele Ranchini, Giorgio De Giovannini, Enzo Arrivabene, Pino Sironi, Franco Vesco, Antonio De Luca, Mauro Veglia, Pietro Daga, Roseo Ridolfi, Arturo Casolari, Luciano Albertini, Piero Locatelli.

Archiviata la decisione di cambiare l’allenatore ed archiviate alcune polemiche conseguenti, il Consiglio esamina un ventaglio di possibili sostituti, gettonando maggiormente i nomi di Enzo Rovelli, Carlo Abbiati e Pierluigi Rauch, tutti ex calciatori del Baveno, che vengono contattati dal Presidente.

Il 6 maggio 1988, Ranchini, assieme a Ridolfi, Locatelli, Daga, Malaterra, Cristina, Veglia, Vesco, e Albertini esprimono il loro orientamento su Rauch, che contattato da Ranchini, si presenta al Consiglio il 16 maggio 1988 ed inizia la sua avventura a Baveno, esattamente vent’anni dopo la sua ultima partita nelle file dell’allora Inox Neo.

Il nuovo mister esordirà in panchina a Baveno sabato 28 maggio, in occasione della prima giornata del  quadrangolare che la Bavenese ha organizzato tra la squadra francese del Levallois (portata a Baveno da Georges Finetti, uno stresiano vicino alla Federazione Calcistica di Francia), il Feriolo ed il Fondotoce. In finale, il Baveno sarà battuto dagli ospiti francesi, di qualità tecnica nettamente superiore.

Sarà un’estate attivissima, che ha coinvolto tutto il Consiglio nell’organizzazione di un torneo notturno particolarmente impegnativo, dove Franco Vesco ha dato il meglio di sé, mentre il trio Ranchini-Malaterra-De Giovannini ha lavorato benissimo, impegnandosi a ricostruire la squadra, con oculate cessioni ed acquisti mirati, chiudendo nettamente in attivo la campagna acquisti: Massimo Vigoni tornerà in riva al Lago d’Orta dopo due anni e sessanta partite, così come Ermanno Caretti, autore di sei rete nella sua unica stagione bavenese, permettendo l’entrata di un interessante corrispettivo. Lascerà Giuseppe Pinto, deluso dal non essere stato promosso dall’Under alla Prima Squadra, mentre i verbanesi Luca Pedroni e Papi Bavena saranno trasferiti dopo 70/80 partite disputate a Baveno, rispettivamente in tre e sei anni biancoblù. Gigi Santacroce finirà in prestito allo Stresa. Il portiere Pasquale Carretta, 29 anni, e cinque stagioni a Baveno (due anni giocò in prestito nell’Armeno) lascerà, così come Luca Sironi, solo vent’anni, ma stimolato da altri interessi.

Sul fronte acquisti, Ranchini, Malaterra e De Giovannini porteranno a Baveno Bobo Donghi (graditissimo ritorno dopo tre anni di girovagare) ed il “lusso” Fasoli, uomo di categorie ben diverse, ma tormentato da problemi fisici. Rimarrà solo un anno, il biondo verbanese, come il giovane Franco D’Antuono, che lo Stresa presterà al Baveno nell’operazione Santacroce.

Risultato di tutti questi movimenti, la stessa posizione finale in classifica dell’anno prima, gli stessi punti e la grossa soddisfazione di una dozzina di ragazzi del vivaio inseriti stabilmente in Prima Squadra.

Una parte di questi aveva gia esordito in Prima, ma con sporadiche apparizioni, negli anni passati. L’allenatore Paolo Tarrogenta, nella stagione 1984/85, fece esordire tre giovani.

Due assieme a Cameri, il 16 dicembre 1984: Marzio Morandi (sedicenne centrocampista dal sinistro dorato, dodici stagioni per quasi 150 partite e 23 gol) e Marco Marra (quindicenne terzino, sette stagioni per una ventina partite e un gol, in casa col Meina).

Esordirà invece a Baveno, contro la Ju Cameri, all’ultima giornata di campionato, il 19 maggio 85, il diciassettenne Umberto Tessarolo (stopper e centravanti, sei stagioni per una quarantina di partite e 5 gol).

In tre esordirono anche con Marziano Giustetti.

A Nebbiuno, nel maggio 86, Fiorenzo Ridolfi (difensore, 17 anni, dodici stagioni per quasi 150 partite e 4 gol); a Domodossola, contro la Cappuccina a maggio 87, Cristiano De Gregori (il più giovane esordiente, 15 anni, rigorosamente stopper, quattordici stagioni per quasi 200 partite, 3 gol ed una storica autorete a Gozzano) e il già citato Massimo Zoppi, che esordirà sedicenne a Gozzano.

Merito di Pierluigi Rauch e, non mi stancherò di ripeterlo, di un Presidente e di una Società attenti al Settore Giovanile ed ai vantaggi, di immagine sul paese ed anche economici, dell’attingervi, fu aver creduto in questi ragazzi, confermandoli nella prima squadra come parte integrante. In questi anni di vacche magre, non è stata mai allestita, con loro, una squadra per vincere il campionato, ma, grazie a loro, il Baveno ha vissuto questa lunga stagione di Prima Categoria, grazie a loro ed al lavoro di quelli che, dietro le quinte, negli anni addietro hanno lavorato attorno al vivaio, già ai tempi di quando erano ancora pulcini ed esordienti.

Ma Rauch, nei due anni a Baveno, darà spazio all’esordio di altri giovani. Alcuni faranno brevi apparizioni, ma altri diverranno subito titolari.

A Fontaneto, nell’ultima giornata del campionato 1988/89 esordirà giocando tutti i novanta minuti, il sedicenne Bruno Trivellato (portiere, sei stagioni ed una cinquantina partite).

A Montecrestese, il 10 dicembre 1989, esordirà, anche lui a 16 anni, Marco Moz (il “capitano” per antonomasia, quindici stagioni per quasi 200 partite e sette gol), mentre a Fontaneto, il 28 gennaio 1990, sarà la volta Diego Minesso (libero, sedici anni, dieci stagioni per quasi 130 partite e 8 gol, su punizione, quando si piegava nel tirarle).

Domenico Pecoraro (attaccante, sette stagioni per una ventina di partite e tre gol) esordirà a Gozzano il 14 gennaio 1990, prima di compiere i 17 anni.

Nessuno di questi ragazzi salirà in categorie superiori, né avrà grande gloria fuori Baveno, ma saranno un esempio memorabile negli anni futuri, quando non si ripeterà più un simile apporto alla Prima dal Settore Giovanile del Baveno.

Curiosamente, il Consiglio verrà ufficialmente informato dal Presidente della chiusura del mercato nella riunione tenuta in data 8/08/88, una vera data fatidica, di buon auspicio.

Assemblea al Grand Hotel Dino il 16 settembre 1988, in una sede che qualche anno dopo diventerà familiare ai componenti della Società, ma che ora era stata scelta per dare una grande ufficialità all’evento. Raffaele Ranchini viene confermato Presidente per acclamazione, mentre a Giorgio De Giovannini viene offerta la Presidenza Onoraria ed a Malaterra e Ridolfi la vice Presidenza. Su suggerimento del Presidente Onorario, viene nominata una Commissione (De Giovannini stesso e i consiglieri Arturo Casolari, Franco Vesco, Roseo Ridolfi), che dovrà trovare nuove forme i finanziamento per la Società. Altri consiglieri verranno confermati: Giuseppe Sironi, Piero Locatelli, Mauro Veglia, Giancarlo Malenotti, Giovanni Ranchini, Pietro Daga, Michele Radice, Piero Cristina, Franco Frosio e Luciano Albertini.

All’Assemblea avevano assistito anche Marco Mussi e Antonio Zacchera.

Sarà un’annata con qualche antipatico contrasto interno, soprattutto a proposito di una assurda contestazione – ed i fatti qui sopra scritti dimostrano il contrario – sulla poca valorizzazione dei giovani e del lavoro degli operatori nel relativo settore.

Ovviamente, la dirigenza deve anche fare i conti con l’allenatore, spesso poco incline a rischiare, visto che spesso è lui il primo a pagare. Ma la politica condotta a Baveno in questi trent’anni di presidenza Ranchini ha avuto, anzitutto un occhio di riguardo per l’ “uomo” chiamato ad allenare, rispettandone le scelte e l’autonomia, ma anche un’attenzione a cercare nel vivaio uno spirito “oratoriale”: nelle categorie più basse, i tesserati devono giocare tutti, anche a scapito dei risultati, che non è obbligatorio raggiungere; saranno gli Allievi, la categoria dove potrà iniziare la selezione e dove si potrà pensare ai migliori in ottica di prima squadra.

Il campionato vivrà, in positivo e in negativo, sui numeri di Felice Cassese: le sue undici reti saranno degli autentici gioielli, ma il suo carattere farà ancora discutere, tanto che la società deciderà di squalificarlo per una giornata per motivi disciplinari il 12 febbraio nella partita casalinga col Villadossola, lui ed il giovane Capoferri, tra i quali era nato un sontuoso battibecco.

In primavera la Sede verrà spostata da Via Monte Grappa a Via Segù, nella sede della ex Radio Baveno: il trasloco avviene sabato 11 marzo 1989. Lo storico tavolo da riunioni in pino naturale spesso 10 cm, regalato, qualche anno prima da Giorgio De Giovannini, verrà venduto, con il suo benestare, per un milione a Marco Mussi, nuovo proprietario della sede lasciata, mentre la scrivania, bella, anni cinquanta, tornerà a Malaterra, suo legittimo proprietario.

Il campionato, per il Baveno, finirà a metà a aprile, quando, col pareggio a Romentino arriverà la salvezza matematica: le ultime quattro partite saranno quattro sconfitte, tra cui la “buffa beffa” dello zero a uno casalingo contro la Farese, che allontanerà vari mesi dal Baveno il Presidente Onorario Giorgio De Giovannini.

Già il 28 marzo era stato riconfermato l’allenatore Pierlugi Rauch: era stato il primo atto ufficiale della stagione 1989/90 nella nuova sede.

Grande e soprattutto generosa sarà la Festa al Grand Hotel Dino, venerdì 23 giugno 1989. La Cena di Gala con Orchestra, organizzata da Franco Vesco sarà offerta dalla Società a 70 tra giocatori e tecnici: risulterà un piacevole intrattenimento ed i ragazzi gradiranno molto questa iniziativa, volta soprattutto a far conoscere la Società ai genitori dei più piccolini.

Ed eccoci al cambio anno. La stagione 1989/90 inizierà ufficialmente il 30 giugno 1989, con l’Assemblea, tenuta presso il Circolo ARCI di Oltrefiume. Saranno presenti i signori Raffaele Ranchini, Gianpiero Malaterra, Roseo Ridolfi, Piero Cristina, Luciano Albertini, Arturo Casolari, Franco Vesco, Giuseppe Sironi, Piero Locatelli, Mauro Veglia, Giancarlo Malenotti, Giovanni Ranchini, Pietro Daga e Roberto Gatti.

Viene discusso ed approvato il bilancio, dopodiché vengono confermate le cariche societarie dell’anno precedente, con il rientro in Società di Enzo Arrivabene ed il dubbio sull’aventiniano De Giovannini.

Quest’ultimo organizzerà una cena in una trattoria a Ponte Bria una cena “rappacificatrice”, per la sera di giovedì 27 luglio. Oltre a De Giovannini, che offrirà, alla cena sono presenti Ranchini, Malaterra, Ridolfi, Albertini, Casolari, Vesco, Sironi, Veglia, Malenotti e l’allenatore Rauch.

Vivaci scambi di opinioni e polemiche susseguenti renderanno questa serata indimenticabile ai presenti, ma alla fine il buon senso trionferà ed il Consiglio ritroverà la propria unità … almeno per qualche mese.

Chiude col Baveno Salvatore Gallo, difensore centrale ormai trentaduenne, ed è l’unico calciatore “pesante” (quasi 100 partite alle spalle) che non proseguirà l’avventura con il riconfermato allenatore: il suo ruolo verrà ricoperto dal giovane Tessarolo. Allo stesso modo, uno solo sarà il calciatore significativo che approderà a Baveno in questa estate, l’omegnese Alessandro Cagia  diciannove anni, che rimarrà a Baveno ben cinque anni, segnando, da mediano, sette gol. Ranchini e Malaterra completeranno il suo acquisto col direttore sportivo del Borgomanero Piero Arachide, concludendo, quella sera d’estate, anche per Diego Galli, pure diciannovenne; ma, al ritorno dalle vacanze, il direttore sportivo Pino Sironi gli riferirà che Galli aveva optato per il Feriolo, sua terra natia, lasciando a Baveno una inutile lista di trasferimento firmata dal Borgomanero, ma priva della necessaria firma consensuale del giocatore.

Sarà un campionato difficile, quello 1989/90, per frequenti contrasti coi giocatori, spesso indisciplinati, frequentemente infortunati e talvolta in disaccordo col mister. Il Direttore Sportivo Pino Sironi, pur con l’aiuto del nuovo consigliere Silvano Bonazzi, farà parecchia fatica a gestire lo spogliatoio: a tutti gli allenamenti sono presenti, a turno, due consiglieri per verificare il comportamento della squadra, ma la classifica, deficitaria, contribuisce ad un’atmosfera tesa. Il culmine si raggiungerà la sera del 6 febbraio 1990, quando durante il Consiglio scoppierà una lite tra De Giovannini e Sironi, accusato, ingiustamente, di stare troppo dalla parte dei giocatori e di non rappresentare la Società in modo obiettivo. Pino Sironi lascerà il suo incarico e la Società, dopo quindici anni di partecipazione da protagonista. Con lui, come con Paganelli pochi anni prima, la US Bavenese perderà un pezzo da novanta.

Presenti, in questa serata da dimenticare, il presidente Ranchini e i consiglieri Ridolfi, Bonazzi, Vesco, Veglia, Gatti, Locatelli, Albertini, Arrivabene, che decideranno di organizzare per l’8 febbraio, al Ristorante Posta, una cena chiarificatrice tra alcuni giocatori (Polloni, Malacarne, Vittoni, Giambersio, Donghi) ed una rappresentanza societaria (Ranchini, Malaterra, De Giovannini). Argomenti, il gradimento dell’allenatore e gli effettivi problemi dello spogliatoio. L’allenatore verrà confermato, ma la Società e l’allenatore verranno accusati di una cattiva preparazione estiva ed invernale, possD1ibile causa dei numerosi infortuni dei giocatori.

Le tribolazioni non finiscono, ed il 3 aprile, in Consiglio, Ranchini raccoglie l’istanza di De Giovannini e la mette ai voti: il Consiglio, malgrado la vittoria di due giorni prima nel derby con lo Stresa, decide di non rinnovare la fiducia a Pierluigi Rauch nella stagione successiva, Presenti e votanti saranno: Ridolfi, Bonazzi, Cristina, Casolari, Vesco, Veglia, Gatti, Locatelli, Albertini, oltre ai già citati Ranchini e De Giovannini. Al termine della successiva partita, il recupero a Domodossola con la Cappuccina, Rauch verrà ancora contestato per la formazione messa in campo e si dimetterà dal suo ruolo di allenatore, sostituito, per le ultime tre partite, dal giocatore Donghi, coadiuvato da Ridolfi e Bonazzi.

Di questa tribolata situazione nel Consiglio la squadra ne risente: sabato 22 aprile (il Baveno riposa per il ritiro del Mezzomerico dal campionato) salta l’amichevole col Gravellona (inviata lettera di scuse) in quanto si presentano solo sei giocatori (Donghi, Zoppi, Polloni, Morandi, Rossi, Solivani, oltre ai tre Under De Gregori, Capone e Griggi) e le ultime due partite (a Montrecrestese ed in casa col promosso Dormelletto) saranno due sconfitte senza discussione, con la salvezza arrivata comunque alla penultima, a spese del Carpignano.

Il più presente, in quest’annata, sarà il portiere Daniele Polloni, che mancherà la sola partita con la Cappuccina per squalifica e l’ultima mezzora dell’ultima partita di campionato a favore di Giuseppe Ciotti, un ragazzo umbro che disputerà una trentina di partite nei quattro anni in cui vestirà la maglia di dodicesimo del Baveno.

Sarà, questa, l’ultima annata di quattro preziose e indimenticabili pedine del Baveno, che lasceranno i biancoblù per altri lidi dopo lunghi anni di militanza: Roberto Donghi, in primis, trentasei anni nel 1990, che troviamo ancor oggi, anno del centenario, giocare nelle file del CSI, poi Felice Cassese, uno dei calciatori più fantasiosi (e pazzi) che il Baveno ha mai schierato, un calciatore di quelli che sapeva risolvere da solo le partite; e ancora Gigi Santacroce, attaccante di razza, e Renato Vittoni, ventisei anni, centrocampista di spessore, corridore silenzioso ma efficace, lusingato dalla Varalpombiese, che lascerà alle spalle il rimpianto di quasi 160 partite in otto anni, con anche 5 gol all’attivo.

Una curiosità della stagione: un contatto ad ottobre tra Ranchini e  il Borgomanero per un giovane bavenese in forza ai rossoblu: Pierguido Pissardo. Non se ne farà niente, ma il giovane calciatore, lo ritroveremo in ben altra veste dopo il giro di boa del millennio…..

Quattro “buoni” anni

Si chiude in fretta, la stagione, una stagione molto sofferta, convocando l’Assemblea per l’8 maggio 1990, per lasciarla alle spalle il più in fretta possibile. Partecipano Raffaele Ranchini, Franco Vesco, Arturo Casolari, Giuseppe Sironi, Roberto Del Bianco, Piero Cristina, Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Silvano Bonazzi, Gianpiero Malaterra, Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Giancarlo Malenotti, Roberto Gatti e Salah Qarab: tutti accetteranno la qualifica di Consigliere ed a loro si aggiungeranno: Libero Zamperini, Antonio De Luca e Pietro Daga.

Mauro Veglia sarà il guardialinee.

Inizia la stagione 1990/91 con Ranchini confermato Presidente, Malaterra vice, Ridolfi e Vesco segretario e cassiere. Silvano Bonazzi è il nuovo Direttore Sportivo e Pierluigi Gini, cinquantenne di Mergozzo,  viene indicato dal Presidente come nuovo allenatore, dopo i contatti avuti nei giorni precedenti. A Gianpietro Ragazzi, assente all’Assemblea, viene dato l’incarico, che ricoprirà per una decina d’anni in modo esemplare e molto professionale, di raccogliere la pubblicità per il libretto annuale: ci ha molto aiutato, in questi anni, Gianpietro, anche se non era un tifoso di calcio e gliene siamo grati.

Chiuso con una grande affluenza di pubblico il tradizionale torneo estivo, con una finale entusiasmante, il 26 agosto Gini inizia l’attività ufficiale col raduno al campo: volti nuovi sono quelli che Ranchini e Malaterra hanno trattato a luglio a Pettenasco, nel tradizionale mercatino estivo: Michele Combi, un giovane difensore proveniente in prestito dal Gravellona, che rimarrà a Baveno una sola stagione;  Cecco Fioretti, proveniente dalla Crevolese: è un ventitreenne dal fisico possente che vestirà per tre anni la maglia biancoblù: attaccante di fascia, in questa stagione farà coppia con Massimo Duca, tornato a Baveno dopo aver girovagato in categorie superiori; per tutti e due, sarà, questa, la loro miglior stagione a Baveno: 11 volte a segno il bavenese Duca, 9 volte l’ossolano Fioretti.

La trattativa con la Crevolese e col suo presidente Remigio Minoggio e quella col Pettenasco e col suo patron Oreste Primatesta saranno molto intense e si concluderanno a tarda notte con soddisfazione di ambedue le due parti: il Baveno, rinforzato tecnicamente, le due venditrici, adeguatamente foraggiate.

Questo, sarà anche il primo dei due anni del non più giovane Roberto Scesa, nobile direttore d’orchestra abituato a categorie ben diverse, che accetta la piazza per amicizia col mister e col neo DS Silvano Bonazzi e che contribuirà a due buone stagioni del Baveno: 30 e 29 punti sono due buoni risultati per una Società che non si era posta l’ambizione di salti di categoria, ma solo una salvezza anticipata ed il lancio di ragazzi del vivaio.

A proposito di ragazzi, anche quest’anno un diciottenne bavenese esordirà in prima: si tratta di Raffaele Griggi, che Gini fa partire già alla prima giornata a Borgomanero contro la Cristinese. Nessun gol quest’anno, ma un’esplosione nella prossima stagione con le sue dodici marcature, cinque delle quali solo in una storica partita a Romentino, vinta sei a uno. Lele Griggi giocherà sette stagioni a Baveno, realizzerà sedici gol, farà qualche anno a destra e sinistra, divertendosi a giocare, poi diventerà un serio allenatore nell’organico del Baveno.

Ritroviamo a Baveno quest’anno, dopo tre anni passati a Fondotoce, Maurizio Duca, che passerà altre tre buone stagioni alla corte di Ranchini e Gini, giocando per la prima volta in vita sua in coppia col fratello Massimo. Ha due piedi meravigliosi, Maurizio, ma non la caparbietà del fratello Massimo. Maurizio Duca smetterà, per motivi di lavoro dopo una settantina di partite e tredici gol, nell’estate del 1993. Massimo Duca, di due anni più giovane, rimarrà a Baveno sei anni, fino al 1996, con ventidue marcature alle spalle, e smetterà tradito dalla fragilità delle sue ginocchia. Massimo è stato un eccellente rapinatore dell’area di rigore, opportunista e furbo.

Solo un’annata durerà l’esperienza bavenese di Marco Bacchetta, mentre ben più lunga e grandemente significativa sarà la stagione sotto la presidenza Ranchini di un altro omegnese, Roberto Gherardini. Il “fratellino” dell’indimenticato Fabrizio finirà a Baveno nell’operazione che porta a Premosello Felice Cassese: arriverà in punta di piedi, esordendo il 14 ottobre 1990 contro il Gozzano, ma diventerà negli anni un vero leader, protagonista di momenti felici e di difficili stagioni, di tristi abbandoni e di clamorosi ritorni. Il tutto durerà fino alla fine della ingloriosa stagione 2003/2004, dopo un anno di parentesi a Stresa e qualche anno nel Feriolo: quindici anni, ben dieci dei quali passati a Baveno. Roberto Gherardini collezionerà quasi 250 partite e 8 gol con Ranchini: avrebbero potuto essere di più, se un paio di volte non fosse stato fermo fino a stagione iniziata. Addirittura, nel 1997/98 rimase in famiglia fino all’inizio del ritorno, quando Ranchini lo convinse a tornare a dare una mano alla sua squadra.

Sarà il terzo calciatore nella storia documentata del Baveno, come presenze, spalla a spalla con Pierluigi Cagiada e dietro i mostri sacri Viganò e Malacarne. Un vero protagonista in positivo, un calciatore ed un uomo esemplare, un ragazzo anche carismatico nello spogliatoio, che ha saputo farsi voler bene da tutti i bavenesi che lo hanno conosciuto.

Il consigliere Roberto Gatti lascerà la Società il 6 novembre, dopo una presenza di qualche anno, per una visione diversa della squadra Esordienti, rispetto all’allenatore Paolo Russomanno.

Cena di Natale il 20 dicembre in Tranquilla, con giocatori e dirigenti, dove vengono premiati i quattro allenatori della Società: Pierluigi Gini, Paolo Blardone, mister della Under, Paolo Russomanno e Michele Griggi, allenatori di Esordienti e Pulcini.

Alla fine di questa stagione, chiuderanno col Baveno tre pezzi da novanta: il portiere Lele Polloni, l’ancor giovane Umberto Tessarolo e il biondo centrocampista Luca Bartolini: il primo smetterà a 34 anni, soprattutto per motivi di lavoro, il secondo si sposterà a Stresa e poi a Feriolo, dopo essersi riscattato il cartellino a 23 anni. Centocinquanta partite in sei anni, per Polloni, una sessantina di partite e cinque gol per il giovane Tessarolo, cresciuto nelle giovanili del Baveno stesso.

Il terzo, Bartolini, ventisei anni, avrà annotato nel proprio carnet ben nove anni di Baveno, con 120 partite disputate e sei marcature. Già titolare con Tarrogenta, Giustetti e Rauch, in questa sua ultima stagione, la prima di Gini, disputerà solo un tempo a Galliate e chiuderà entrando a cinque minuti dalla fine a Meina, alla quinta giornata del girone di andata, il 21 ottobre 1990. Bartolini aveva esordito, proveniente dal Ramate, il 12 dicembre 1982, a Carpignano, a diciotto anni, titolare nella Under di Paganelli.

Sarà un’estate molto fervida, quella del 91. Il Consiglio ha voglia di lavorare per allestire una squadra che ripeta il buon campionato appena concluso e, già nella riunione del 4 giugno 91 viene steso un intenso programma per il mese successivo, che prevede: la riunione per impostare il Settore Giovanile il 10 giugno, l’incontro con il confermato allenatore Gini il 13, seguita, il giorno successivo, dalla conseguente riunione per la programmazione della Prima Squadra. Quattro serate sono previste per l’incontro coi giocatori. Tutto questo, durante lo svolgimento del Torneo Notturno, iniziato il 12 giugno e le cui finali sono state previste per il 4 luglio.

E ancora, sabato 29 giugno è previsto l’inizio della preparazione del Banco, che Ranchini ha voluto ripristinare dopo tanti anni, approfittando, come già accennato, dei locali, vuoti del Bar Imbarcadero ed il cui svolgimento andrà dal 5 luglio alla domenica 14 luglio,

Vengono, infine individuate le due date, per l’Assemblea, giovedì 18 giugno, e per la cena di fine stagione, sabato 20.

L’allenatore Gini accetterà di promuovere in prima squadra il diciottenne portiere Bruno Trivellato, cresciuto nel vivaio e già impiegato intelligentemente nelle ultime partite della passata stagione: sarà per lui un’eccellente stagione, ma l’unica disputata quasi interamente. Sarà un infortunio a fargli lasciare spazio a Giuseppe Ciotti in primavera, poi il servizio militare gli permetterà solo di iniziare la successiva stagione 1993/94 e di concludere quella dopo, la 1994/95. Poi Bruno Trivellato, a ventidue anni, dovrà smettere a causa dei subentrati onerosi impegni lavorativi. Avrà totalizzato una cinquantina di partite in tutto. Peccato, era bravo, era di Baveno, forse avrebbe potuto fare una piccola carriera, ma tant’è.

Promosso Trivellato e ripescata dal Crusinallo la vecchia conoscenza Beppe Fulgheri, che tornerà volentieri per un ultimo anno, trentaquattrenne, nella squadra che aveva lasciato cinque anni prima, la stagione 1991/92 sarà caratterizzata da nessun vero acquisto.

Pierluigi Gini la piloterà benissimo, sopporterà anche gli infortuni di Alessandro Cagia, che gli mancherà praticamente da subito per un lungo infortunio, e dello stesso Fulgheri, che dovrà appendere le scarpe al chiodo alla prima di ritorno, ad Intra contro il CTP. Darà fiducia a Fiorenzo Ridolfi, di ritorno dal prestito a Mergozzo, titolare per tutta la stagione, così come impiegherà molto il cannoniere stagionale Raffaele Griggi e, più sporadicamente, altri giovani bavenesi, quali Marzio Morandi, Marco Moz, Diego Minesso, Stefano Orilieri, Alessio Ricca, Domenico Pecoraro e Luca Rossi. All’ultima giornata di campionato, contro lo Stresa, assisteremo all’esordio di Ivan Malacarne, che entrerà due minuti al posto di Lele Griggi, per poi rimanere assente quattro anni e riprendere con Solivani allenatore nella stagione 1996/97.

Il 21 marzo 1992 viene organizzata, dall’attivissimo Franco Vesco, una grande serata danzante, con una ricca lotteria: lo stesso, cassiere, annuncerà, soddisfatto, al Consiglio un guadagno netto di due milioni e 872 mila lire. Lavora molto, per la Sportiva e per la Radio, in questi anni, Franco Vesco, da ormai quindici anni cassiere e sarà ancora molto attivo, a dispetto degli anni che avanzano, anche negli anni successivi, risultando la vera colonna portante dei primi Banchi estivi e di tutte le numerose serate danzanti organizzate in questi anni: chi lo dimentica con la sua inseparabile giacca rossa intento ad accogliere gli ospiti al loro arrivo? Non è mancato praticamente mai a nessuna delle riunioni settimanali e ha anche fatto per alcuni anni l’accompagnatore della Under, diventando il generoso nonno dei giocatori, cui offriva puntualmente la merendina a fine partita, ha fatto il Direttore Sportivo della Prima: dovunque serviva un aiuto, il Franco c’era sempre. Poi, si è pian piano allontanato, il Franco, tormentato anche da qualche malanno fisico, che, però, non gli impedisce, qualche rara volta, di ricomparire al campo ad applaudire quella squadra che fu sua creatura per tanti anni. Nell’anno del centenario, Franco compirà 74 anni: auguri da noi della Sportiva e dai tuoi amici di Tenerife, tua seconda patria.

Due risultati saranno clamorosi in questa stagione: la già citata vittoria in trasferta a Romentino per sei a uno, con la cinquina di Raffaele Griggi il 17 novembre 1991, e l’inaspettata pesante sconfitta per sette a uno a Gozzano con la spettacolare, sempre ricordata, autorete di testa dell’ancora diciannovenne Cristiano De Gregori: quella domenica, mancavano Scesa e Malacarne, ma la loro assenza  non basta a giustificare la débacle.

La vittoria con lo Stresa all’ultima giornata segnerà una data indelebile per il calcio a Baveno. Sarà l’ultima partita di Mauro Malacarne, il terzino capitano di 331 partite (record assoluto difficilmente superabile) in diciotto anni di maglia biancoblù, diciotto, curiosamente come le reti messe a segno. E’ stato un combattente leale, rarissimamente espulso, mai conflittuale con la quindicina di allenatori che l’hanno guidato: smette a trentaquattro anni, ma poteva continuare, integro nel fisico. Le scarpe, dal chiodo, non le ha più tolte.

La sua uscita di scena si accompagna a quella di Mauro Rossi (anche lui terzino, 113 partite in cinque anni,  ma, curiosamente, nessun gol) e di un altro esemplare rappresentante bavenese, Giordano Solivani, neppure trentenne, con 136 partite alle spalle e nove marcature da centrocampista arretrato, ma anche martoriato da qualche serio infortunio che lo ha accompagnato per tutta la sua carriera. Lo ritroveremo tra poco buon allenatore della Prima.

La cena offerta ai giocatori della Prima e della Under viene programmata per il 22 maggio, a campionato appena concluso; lo staff tecnico della Società viene invitato, come piccolo riconoscimento per il lavoro di un anno: così usava allora. Il DS Silvano Bonazzi, il custode del campo Umberto Del Bianco, gli allenatori Paolo Blardone, Michele Griggi, Giovanni Minesso, Paolo Russomanno, il massaggiatore Giuseppe Miglio, l’addetto alla pubblicità Gianpietro Ragazzi, gli accompagnatori Marchiori e Iannelli e l’insostituibile regista della struttura del banco Aldo Griggi sono gli ospiti della serata.

Giugno viene impegnato nel Torneo Estivo e la prima metà di luglio nel Banco: il risultato economico sarà stupefacente e porterà nelle casse sociali venti milioni delle vecchie lire, undici col torneo e nove col banco, tali da permettere la chiusura del bilancio precedente e di guardare con interesse il mercato ed i possibili acquisti.

Al suo terzo anno da allenatore a Baveno, nella stagione 1992/93, Pierluigi Gini fa alcune richieste di rinforzo, dopo la conferma, avvenuta ancora prima della fine del campionato: Ranchini e Malaterra non perdono una serata al Mercatino di Pettenasco, luogo simbolo delle estati di quegli anni. Nella romantica cornice dell’Hotel Approdo si svolgono frenetiche trattative ed il Baveno, stavolta, sarà tra i protagonisti, strappando alla concorrenza due grandi personaggi del nostro calcio: uno, è Gabriele Piana, attaccante, classe 1970, finalmente arrivato a Baveno dopo un paio di anni di corte, ottenuto dalla Varzese al termine di una tesa, ma divertente trattativa, che cementerà un’amicizia tra i due presidenti, Roberto Giovanna e Raffaele Ranchini, oggi ancora al timone delle rispettive società. L’altro grande acquisto sarà quello di Fabio Boni, che disputerà a Baveno tre anni molto intensi, ad alto livello; Boni sarà un vero baluardo del centrocampo, un simbolo di serietà e professionalità, che non disdegnerà di perforare anche dieci volte la porta avversaria.

E, a proposito di porte, la inattesa partenza del portiere Trivellato per il servizio militare porta a Baveno un altro serio professionista, Dante Boiardi, che vi rimarrà un paio d’anni.

Curiosamente, questi tre nuovi arrivi, Boni, Boiardi e Piana, saranno quelli che avranno più presenze in questa stagione, confermando le attese e le speranze.

Sul fronte dei bavenesi, Francesco La Galla, ventottenne, in futuro Presidente del C.S.I. Baveno, troverà una sua collocazione in difesa nel girone di ritorno, mentre Marco Zamperini, sedicenne del vivaio, esordirà alla penultima giornata, persa a Gozzano e rimarrà nel Baveno una dozzina di stagioni, disputandovi 130 partite.

Fugace apparizione quella di Romano, il maggiore dei figli dell’esuberante Franco Frosio, anche lui Allievo, anche lui esordiente a Gozzano.

Da quest’anno, sarà più significativa la presenza di Piero Cristina, con la sua partecipazione all’attività del Settore Giovanile. Finora non era mai mancato ad appuntamenti quali il Banco, il Torneo, le Feste Danzanti, ma ora entra in una casella della Società nella quale rimarrà costantemente fino ai giorni nostri, l’impegno nel Settore Giovanile. Il figlio Mattia muove i primi passi nei Pulcini e Piero coglie l’occasione per appassionarsi a tale attività. Altro accompagnatore dei Pulcini è Walter Marchiori, che da quest’anno entrerà ufficialmente nel Consiglio, con la scusa, poi accantonata, di seguire i due figli, Alessandro ed Andrea, uno, Giovanissimo, allenato da Paolo Russomanno e l’altro, Pulcino, allenato da Michele Griggi.

Dirigenti della squadra dei Giovanissimi sono altri due Consiglieri, in Società già da qualche anno, che fanno parte dello zoccolo duro della Società: Luciano Albertini (col figlio Matteo) ed Enzo Arrivabene (coi due figli Bruno ed Andrea). Gli Allievi, allenati di Paolo Blardone, sono accompagnati da altri due padri: Libero Zamperini (padre di Marco) e il compianto Pietro Daga (Massimo e Paolo i suoi figli).

Ad un umile e generoso dirigente, sempre disponibile ai lavori meno appariscenti, la Società decide di assegnare un premio che sarà da lui accettato col rossore sul viso: a Mauro Veglia viene offerta, nella riunione del 20 ottobre 1992, una trasferta con la Juventus in Coppa dei Campioni. Rimarrà ancora parecchi anni ad aiutare, Mauro Veglia, il Maurone, poi qualche acciacco lo fermerà. Ora è guarito ed in pensione: magari …….

La squadra parte bene, ottenendo 12 punti nelle prime otto partite, ma, quando si comincia a sognare un campionato al vertice, le cose cominciano ad andar male, perdendo, domenica dopo domenica, il contatto con le posizioni di rilievo ed arrivando al 16 marzo 1993, quando viene analizzata in dettaglio la situazione, subito dopo aver perso a Villadossola tre a zero con la Varzese: mancano nove partite al termine, il Baveno ha 19 punti, non vince da tredici partite (diventeranno sedici), non segna da sette partite (diventeranno otto). Alla riunione, sono presenti il vicepresidente Malaterra e i consiglieri Vesco, Locatelli, Cristina, Arrivabene e Ridolfi, mentre Ranchini e Veglia mancano perché influenzati.

L’allenatore Gini arriva alle 22, al termine dell’allenamento, e presenta una incredibile “lista della spesa”. “Fioretti è assente da un mese e non ha ancora segnato un gol in questa stagione (aggiungiamo che il ventiseienne ossolano non verrà più); Cagia è in viaggio di nozze, De Gregori si è infortunato il 14 febbraio e non ha ancora recuperato (non rientrerà peraltro fino al 18 aprile); Zoppi e Moz hanno problemi di studio, Marzio Morandi è influenzato, Stefano Orilieri ha ripreso solo stasera gli allenamenti, Fabio Boni, solitamente presente, ha problemi familiari e non si è presentato.”

Il Consiglio prende atto dello sfogo dell’allenatore e decide che andrà organizzato un incontro coi giocatori per esaminare la questione. Le cose miglioreranno e Gini rimarrà con la squadra in Prima, chiudendo a 29 punti.

In conclusione, il solito Franco Vesco si incarica di organizzare al Grand Hotel Dino la festa annuale per sabato 17 aprile, proprio la settimana dopo Pasqua, mentre Ridolfi annuncia di aver ricevuto l’autorizzazione comunale ad organizzare Torneo e Banco nei mesi di giugno e luglio.

Gianpietro Ragazzi verrà ancora interpellato per la raccolta delle pubblicità per il libretto.

Inizia la stagione 1993/94, con Raffaele Ranchini confermato Presidente e Pierluigi Gini  ancora al timone tecnico della Società.

In due serate, il 7 e l’8 luglio, Malaterra, Ridolfi e Vesco incontrano tutti i giocatori ed ottengono la loro conferma quasi totale: solo Roberto Gherardini pone qualche ostacolo, avendo ricevuto proposte alternative e finirà un anno a Stresa, in cambio dello stresiano Enrico Sacchi, che potrà però schierarsi solo dalla quinta giornata, in casa con la Cristinese.

Nel frattempo, Ranchini incontra il Presidente Gasparini del CTP Intra, neopromosso in Promozione, col quale conclude il trasferimento definitivo a Baveno di Fabio Raffanini, il compianto Fiule, e di Marco Brizio ed il prestito del bomber Daniele Massoni.

E non basta, applaudito nel torneo estivo bavenese, il giovane attaccante Igor Seghezzi, viene richiesto al Dormelletto: viene raggiunto l’accordo tra Ranchini ed il presidente dormellettese Palma, ed Igor, abitante a Santa Cristina, è trasferito a Baveno con la formula del prestito con diritto di riscatto. Marco Moz chiede, ed ottiene, di finire in prestito al Ramate, che, per la prima ed unica volta, disputerà il campionato di Terza Categoria.

Vinta la prima, pareggiata la seconda e persa la terza a Gozzano,  il Baveno incontra in casa la Cusiana, gioca non al meglio, subisce un arbitraggio poco attento che espelle all’86’ Lele Piana; il giocatore reagisce e strattona l’arbitro: si beccherà dieci giornate di squalifica con una mano molto pesante del Giudice Sportivo.

Gini farà un discreto uso dei giovani, in questo campionato. Esordiranno lo stresiano Alberto Pessina, (a Romagnano, il 7 novembre 1993) ventenne, che rimarrà nella Prima del Baveno tre campionati, assommando una trentina di presenze, e il giovane portiere Andrea Guglielmi, che disputerà la sua unica partita in prima squadra il 5 dicembre 1993, in casa contro il Lesa, con la vittoria per due a zero.

Nel girone di ritorno, la truppa di Gini raccoglierà solo nove punti e vincerà una sola partita, a Pogno, 3 a 2, si salverà, ma condannerà il suo allenatore ad abbandonare Baveno dopo quattro anni. In verità, l’allenatore ha dovuto privarsi di Viganò e Seghezzi alla fine del girone d’andata, e di Massimo Duca a De Gregori a metà del ritorno, ed ha fatto il possibile con quanto il convento gli passava.

Il 5 aprile 1994 il Consiglio decreta la sostituzione di Gini: Tiziano Larghi sarà il sostituto, come indicherà la votazione all’unanimità. Erano presenti: Raffaele Ranchini, Piero Cristina, Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Walter Marchiori, Franco Vesco ed Emilio Piras. Vesco e Piras avevano appena terminato la partecipazione al corso per Dirigenti, tenuto a Borgomanero dalla FIGC.

Il Presidente Ranchini comunicherà a Gini la decisione del Consiglio e gli consegnerà un orologio, omaggio della Società, riconoscente per i quattro anni di grande professionalità dimostrata a Baveno.

Dopo vari incontri in Comune, si deciderà che il torneo estivo verrà organizzato in collaborazione da tutte e due le società bavenesi: US Bavenese  e Feriolo Calcio.

Dal 2 al 31 luglio, invece, il Baveno sarà impegnato nel banco, che inizierà il suo ciclo in fondo alla  Piazza dell’Imbarcadero, ancorato al camion del Malaterra: quanti anni epici, faticosi, passati sotto il sole, col Franco Vesco che presidiava le mattine ed il Piero Locatelli, che il pomeriggio ne approfittava per vedere le tappe del Tour. E la sera, il famoso “Salotto della Contessa Castiglione” che faceva compagnia ai volontari dietro le urne o arroccati sul camion a dar via doni. Tanti anni, sempre in calando, con incassi sempre minori, con la gente ormai stanca del banco, diventato pesante da allestire (Aldo Griggi, quanti anni ha prestato la propria opera?), noioso da gestire, faticoso da smontare. Sarà comunque una stagione indimenticabile, di grande amicizia: chi dimentica il rigore sbagliato da Baggio ai mondiali americani, che tutti videro alla tivù del banco tra un biglietto ed una pipa vola-vola?

Si sviluppa la colonia degli intresi.

Daniele Massoni ed Enrico Sacchi chiuderanno la loro breve stagione (un solo anno) a Baveno: il primo lascerà un’eredità di dieci gol all’attivo e la soddisfazione di aver saltato una sola partita, in casa col Romagnano, il secondo, una ventina di partite disputate ed una condizione fisica non delle migliori, che hanno condizionato la sua resa.

Torna, nella stagione 1994/95, Roberto Gherardini, dopo il prestito a Stresa, ed arrivano da Verbania Giovanni Favorito ed il bomber Giovanni Mucci, trentatré anni, voluto fortissimamente dal nuovo allenatore Tiziano Larghi, feriolese, artefice del “miracolo” Feriolo, che cercava a Baveno nuovi stimoli.

Mucci ha un passato da grande campione, verrà umilmente a Baveno con una serietà da uomo vero: segnerà dodici volte quest’anno, ed un po’ meno nelle due successive stagioni, quando gli anni cominceranno a far sentire il loro peso. Grazie, Gianni, la US Bavenese ricorda volentieri giocatori come te.

Arriva dalla Cusiana, invece, l’altro più giovane attaccante, Gabriele Cerini, che lascerà il Baveno dopo due stagioni, con tredici gol all’attivo: avrà fatto il suo dovere di attaccante.

Saliranno dalle giovanili Carletto Falciola (una cinquantina di presenze in prima squadra ed un ginocchio fragilissimo), Stefano Adobati (tanta panchina da dodicesimo e tre partite in prima, con esordio all’ultima di campionato col Cureggio, per poi attendere quattro stagioni prima di disputare due partite intere, con Pombiese ed Juve Domo) e Alessandro Fortunato (impiegato, ma solo in questo campionato, nelle ultime quattro partite).

In porta, uomo di un solo anno, il fratello del capitano Claudio: Fabio Boni disputerà un buon campionato, ma a fine anno i due fratelli lasceranno la squadra biancoblù per altri lidi. Fabio lo ritroveremo a Baveno come allenatore dei portieri dieci anni dopo, nell’anno della Coppa Piemonte.

Esordio choccante per il neo allenatore, umiliato a Dormelletto per tre a zero alla partita di esordio e sconfitto in casa dal Gravellona alla seconda, ma la barca si raddrizza e, dopo un pareggio, viene piegato lo Stresa.

Sporadiche apparizioni per Andrea Ramoni e Giacomo Prini, mentre, nel mercato autunnale, Brizio e  Seghezzi., chiederanno ed otterranno di essere trasferiti.

Curiosità della stagione. Il pareggio a Stresa (5 marzo 1995), in uno dei derby meno combattuti della storia delle due società; l’assenza dei due portieri, ambedue malati, Fabio Boni e Stefano Adobati nell’incontro casalingo col Dormelletto (12 marzo 1995), che costringe mister Larghi a schierare Raffaele Griggi in porta: finirà tre a uno per il Baveno.

Mister Larghi non finirà il campionato: dopo alcune avvisaglie, poi rientrate, i problemi di lavoro diventano insuperabili, ed il 2 aprile, dopo la sconfitta interna col Gozzano e le polemiche insorte tra i fratelli Boni ed i loro compagni, Tiziano Larghi informa il Presidente dell’impossibilità di continuare.

Nella seduta di lunedì 3 aprile, Giuseppe Pinto  viene preferito all’altro candidato Pizzardi, ma l’ex giocatore, attualmente insegnante di Educazione Fisica, interpellato dal Presidente Ranchini, pone problemi di tesseramento; è lo stesso Ranchini che telefona allora a Giordano Solivani, che accetta volentieri di concludere la stagione, già candidandosi però per la successiva.

Erano presenti: Raffaele Ranchini, Gianpiero Malaterra, Piero Cristina, Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Walter Marchiori e Franco Vesco.

Giovanni Ranchini non partecipò a questa scelta: se n’era andato un mesetto prima, a ottantasei anni compiuti, sessanta dei quali passati col Baveno nel cuore.

Nella riunione del 2 maggio 1996, Ranchini comunica che sarà opportuno presentare la domanda per il ripescaggio alla categoria superiore, la Promozione, avendo avuto sentore di un alto numero di posti vacanti. Tre mesi dopo, alla pubblicazione delle classifiche, sette squadre su sette (comprese Gozzano e Gravellona) verranno ripescate Il punteggio bavenese (66 punti) la poneva al quarto posto di questa graduatoria, ed avrebbe escluso il Gravellona, settimo con 18 punti. Un errore formale, però, quale la mancanza della ricevuta del versamento dell’iscrizione alla categoria superiore stessa, escluderà però il Baveno dalla classifica e quindi dal ripescaggio.

Si ripeterà il torneo notturno, in collaborazione col Feriolo, con inizio il 25 maggio, ed il banco nella Piazza dell’Imbarcadero nel mese di luglio, dall’8 al 30.

La stagione 1995/96 presenta una grossa novità nel calcio: da quest’anno la vittoria varrà tre punti, per incentivare le squadre a cercare di vincere e migliorare lo spettacolo, venne detto.

Dopo aver attivamente partecipato all’organizzazione di torneo e banco, il consigliere Piero Cristina inventerà quest’anno il ritiro del Settore Giovanile a Santa Maria Maggiore a cavallo tra fine agosto e inizio settembre. Assolda qualche mamma e qualche papà per l’organizzazione, si mette d’accordo coi Padri Rosminiani ed ecco gli Esordienti e i Pulcini una settimana con i loro allenatori sulle montagne dell’Ossola. Qui Piero fa un lavoro di grande impegno, spessore ed umanità, ma non si fermerà qui …

 La campagna acquisti della stagione 1995/96, che Ranchini e Malaterra condussero per il confermato mister Giordano Solivani, dovrà anzitutto fare i conti con l’abbandono di Maurizio Viganò, che appende le scarpette al chiodo a trent’anni, dodici dei quali passati a Baveno, sempre titolare, oltre 250 partite, dieci gol segnati.

Vicino di casa di Giuàn Favorito, appena arrivato da Usmate, nel milanese, è il ventottenne Sandro Brivio. Il presidente Ranchini lo tratterà a lungo con la Società proprietaria del cartellino, prima di riuscire a concludere: Brivio sarà un personaggio carismatico, un leader, e rimarrà a Baveno quattro anni, disputando quasi 90 partite, in cui realizzerà 17 reti. Eppure, come è strana la vita, negli occhi del tifoso bavenese rimarrà negli occhi l’ultimo minuto della sua ultima partita ufficiale a Baveno contro l’Arona. Sbagliando un gol che era impossibile sbagliare, Brivio è l’immagine della condanna del Baveno ad un incredibile spareggio salvezza col Veruno e poi alla retrocessione. Fatte le debite proporzioni, tutti ricordano che l’errore di Baggio rappresenta la sconfitta nella finale mondiale di qualche anno prima.

Ranchini e Malaterra lavorano indefessamente, quest’estate. Viene rinforzata la difesa con l’inserimento di un forte portiere dell’Oleggio, Emiliano Facchi, 23 anni, cui il lavoro nel proprio bar a Borgomanero impedirà di rimanere più di un anno a Baveno, poi un terzino ossolano, Mauro Borgotti, che esordirà a Cannobio il 29 ottobre 1995 e rimarrà due anni. Arriva, anche lui per un anno, il feriolese Gabriele Forti, vent’anni, forte ed irruente, molto utile, a fianco di Gherardini,  in un centrocampo dai piedi buoni, ma leggero, dove serviva un quoziente di “cattiveria”. In casa con la  Cusiana, il 6 novembre, riscattato dalla Cusiana stessa due giorni prima, gioca dopo il prestito della scorsa stagione, Gabriele Cerini, attaccante, che si ripresenterà con una doppietta alla sua ex squadra. Quest’anno, l’attaccante vergantino metterà a segno anche un poker, il 10 dicembre, in casa col Briga. Non sono stati molti i poker in un’unica partita in questi cento anni.

Avvicendamento tra i fratelli Ramoni: Fabrizio rileva il più giovane Andrea, ma la sua presenza sarà più determinante, scendendo in campo 21 volte,  anche se non segnerà nessun gol.

Esordio di quattro giovani: i bavenesi Davide Travaglini, Valentino Frosio e Stefano Cardillo e lo stresiano Stefano Gangi. Frosio e Cardillo saranno due apparizioni effimere, mentre Travaglini, terzino, rimarrà quattro anni per una cinquantina di partite, prima di dedicarsi completamente allo studio. Gangi era un talento naturale, ma poco determinato e scostante: arriverà a diciotto partite in tre anni ed un gol, in casa col CTP Intra. Sarebbe stato un buon calciatore, con un carattere diverso.

Continua l’attività di Settore Giovanile, cui il Baveno partecipa con tre squadre, allenate da Russomanno, Ridolfi e Michele Griggi, mentre Blardone avrà, ancora, la Juniores.

Scritta dal Presidente, il 27 novembre, viene recapitata una circolare ai quattro allenatori. Sono vivamente invitati a non ostacolare il passaggio di un proprio atleta meritevole alla squadra di età superiore. Un principio che la Società cercherà sempre di far rispettare.

La prima squadra disputerà un buon campionato: 15 punti all’andata e 21 al ritorno la collocheranno in un invidiato sesto posto, che porterà inevitabilmente alla conferma del giovane allenatore Solivani.

Il banco nella Piazza dell’Imbarcadero si terrà, come al solito, nel mese di luglio, dal 6 al 18.

Igor Seghezzi, Fabio Raffanini e Marzio Morandi: tre calciatori di qualità e dai piedi buoni che l’allenatore Solivani intende recuperare nella stagione 1996/97, dopo la loro assenza nella stagione precedente.  Arriva Fabio Zanetti, figlio d’arte, a mettere ordine nella difesa e, dopo uno scambio di  telefonate con Ranchini, arriva Luca Galli, un ragazzo di Baveno che non aveva mai indossato la maglia biancoblù negli anni del settore giovanile: ora, a 21 anni, diventerà il portiere titolare della squadra di Solivani e, pur con qualche infortunio, resterà tale per otto stagioni e 160 partite attraverso cinque allenatori, in uno dei periodi più travagliati e altalenanti della storia del Baveno, fatto di tre retrocessioni e due promozioni. Il suo esordio daterà 6 ottobre 1996 (Baveno Varalpombiese 0 a 3), quando giocherà solo i secondi quarantacinque minuti, sostituendo Giuseppe Ciotti. Sarà il portiere del centenario con più presenze, e chiuderà a Gattinara il 19 ottobre 2003, purtroppo con una sconfitta.

Due giovani esordiscono, due stresiani: Davide Butti, veloce aletta dal fisico tosto, supererà le 50 partite nei sei anni in cui frequenterà la prima squadra e marcherà 10 reti (esordio a Dormelletto il 27 ottobre 1996 e chiusura a Crodo nella “strana” partita del 15 maggio 2005).

L’altro esordiente è Davide Zanichelli, serio difensore centrale, scenderà in campo una cinquantina di volte, esordendo il 13 ottobre 96 a Pogno, e scendendo in campo per l’ultima volta nella vittoriosa partita casalinga contro l’Omegna del 13 ottobre 2002.

Sarà un campionato tranquillo, di transizione, che avrà un occhio di riguardo al settore giovanile, grazie anche alla disponibilità dichiarata di entrare nel consiglio di un gruppo di nuovi dirigenti, che Piero Cristina si offre di traghettare. E’ il risultato dei ritiri di Santa Maria Maggiore e delle chiacchierate serali, in cui Cristina illustra bene la società che ormai frequenta attivamente da tanti anni, dandone un’immagine di grande apertura al nuovo e di un ambiente serio e attivo. Enormi i numeri di quest’anno in Val Vigezzo: si raggiungono punte di 150 presenze.

Se Cristina è il vero deus ex machina del settore giovanile (in primavera faranno la loro comparsa in consiglio per la prima volta, e qualcuno per tanti anni, Renato Re, Marino Bugatti, Salvatore Marra, Aurelio Libanori, Ugo Gervasoni e Pietro Amodei),

Franco Vesco risulterà ancora eccellente p. r., continuando a collaborare con Ranchini e Locatelli per l’ennesima edizione del Banco (5 – 17 luglio) e sobbarcandosi l’organizzazione delle cene sociali di fine anno, il 29 maggio 1997 al Ristorante Nazionale la Prima Squadra, e il 10 giugno agli Antichi Romani di Roncaro, il Settore Giovanile.

Vinta la Fase Provinciale nella neonata provincia del VCO, Fiorenzo Ridolfi ed i suoi Esordienti approdano alla Fase Regionale definita “Sei Bravo a …” a Sommariva Perno, cui partecipano le 16 migliori squadre delle classi 1984 e 1985 del Piemonte, comportandosi onorevolmente. E ricordiamoli questi prodi dodici-tredicenni della US Bavenese: Marco Meloni, Antonio Bianco, Vittorio Molinari, Oscar Stocchetti, Matteo Boni, Andrea Marchiori, Ilario Viggiano, Gianfranco Comuniello, Davide Libanori, Andrea Balconi, Samuele Bellani, Luciano Berardi, Pino D’Agostino, Federico Gatto, Stefano Minesso, Elia Rossi, Stefano Balconi, Filippo Ferrari, Riccardo Piscia, Biagio Ronsini, Davide Sabatella, Giuseppe Trovato, Giacomo Sandri, Mattia Cristina, Davide Galli, Stefano Sabatella. Sarà Piero Cristina il capo-delegazione di questa trasferta, mentre per l’allenatore Fiorenzo Ridolfi ci sarà l’onore dell’invito ad uno stage di una settimana a Gubbio organizzato dalla FIGC.

Due stagioni, tre allenatori, nessuna fusione.

Il 29 aprile 1997 si compie il cambio dell’allenatore, dopo un biennio. Giordano Solivani è stato una buona esperienza per la Bavenese e la Bavenese è stata la prima ed unica esperienza per Giordano Solivani. Due anni tutto sommato positivi per un trentaquattrenne che poteva continuare in questa carriera, perché ne aveva le capacità.

La decisione veniva presa dopo ampia discussione con sette consiglieri orientati al cambio, quattro favorevoli a Solivani e cinque astenuti, in una riunione cui partecipavano: Raffaele Ranchini, Gianpiero Malaterra, Piero Cristina, Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Walter Marchiori,  Franco Vesco, Emilio Piras, Giancarlo Malenotti, Aldo Griggi, Salvatore Marra, Aurelio Libanori , Ugo Gervasoni e Pietro Amodei.

Immediatamente dopo la votazione, il Presidente andrà a comunicare a Solivani la decisione presa dal Consiglio, dopo averlo ampiamente ringraziato per l’impegno profuso negli oltre due anni passati a Baveno.

La stessa sera del 29 aprile, viene valutato un ventaglio di possibili sostituti, Zanetti, Pittino, Valsesia e Titone. Sarà il giocatore di Invorio, che ha appena appeso le scarpette al chiodo dopo un’annata a Baveno, ad essere convocato in Sede per il 6 maggio destando un’ottima impressione ed il 13 maggio 1997 Fabio Zanetti è il nuovo allenatore del Baveno per la stagione 1997/98, anche lui come Solivani, alla prima esperienza in panchina, segnalato, peraltro, come il più giovane allenatore del Piemonte.

La scorsa stagione è stata l’ultima anche per Paolo Blardone, giovanissimo allenatore che a Baveno ha fatto bene, tra Juniores ed Allievi negli anni passati: dispiacerà alla Società la sua decisione, ma Blardone non tornerà indietro.

Una operazione eccellente, da ascrivere alla coppia Ranchini-Zanetti, sarà quella condotta con l’Omegna Calcio: viene ceduto dal Baveno il ventisettenne Gabriele Piana, quasi cento partite in quattro anni, e ben 24 gol, che sale meritevolmente in Eccellenza, ricevendo in cambio il capocannoniere di Seconda Categoria Marco Picchiarelli, ventiquattro anni ed un conguaglio. Il futuro ingegnere è arrivato in punta di piedi, raccomandato da Fabio Zanetti, ma se ne andrà, famoso e ricercato cannoniere, con il fantastico score di 104 reti in sei anni di militanza a Baveno, diventando il miglior marcatore assoluto nella storia della Società lacuale, né, si vede, come qualcuno possa ripetere presto un exploit di tale livello. Nella partita d’esordio, derby Baveno-Stresa, lascerà a Massimo Zoppi l’onore del primo gol in campionato, ma subito alla seconda giornata contribuirà con la sua prima segnatura alla vittoria casalinga con la Juve Domo. La sua cavalcata proseguirà chiudendo la stagione con 10 gol, senza nessuna doppietta. L’anno successivo, quello della incredibile retrocessione, i gol saranno 15 (16 però quelli di Fabio Ochetti) con tre doppiette. La stagione del cambio del millennio lo vedrà esultare 24 volte e gioire per il ripescaggio, mentre, al ritorno in Prima Categoria, saranno 21 le reti segnate, nel campionato della sua seconda retrocessione. Il Baveno lo convince a rimanere nella nuova esperienza in Seconda, e lì gonfia 21 volte la rete con due triplette casalinghe, le sue prime e uniche triplette, contro Meina e Borgoticino. Vinto il suo primo campionato, Picchiarelli, così come Marco Moz, entra in regime di svincolo, ma il presidente Ranchini scrive loro una lettera e li convince, entrambi, a condividere ancora una volta l’esperienza bavenese. Sarà ancora capocannoniere del Baveno nel 2002/03, nel suo ultimo anno a Baveno, che però non potrà concludere, per un infortunio latente che esploderà nella sua gravità ad Omegna, costringendolo a chiudere il suo campionato. Marco Picchiarelli tenterà ancora a Feriolo, l’anno successivo, e ad Ornavasso, negli anni seguenti, ma la sua formidabile stella si era spenta su quel campo, curiosamente sul campo della sua città, il 23 febbraio 2003. Per la statistica, l’ultimo gol nel Baveno, il centoquattresimo, Picchiarelli lo avrà segnato a Santa Cristina il primo febbraio 2003, contro la squadra che, quell’anno, avrebbe vinto il campionato.

A seguito della sua centesima segnatura, realizzata a Montecrestese il primo dicembre 2002, il presidente Ranchini gli farà, a nome della Società, un simpatico e simbolico omaggio: un sacchetto con cento monete da un euro, la moneta entrata in vigore da pochi mesi.

Seghezzi (capocannoniere con 8 gol), Favorito, Borgotti ed il portiere in seconda Ciotti lasciano Baveno verso altri lidi ed arrivano il giovane intrese, dal fisico pauroso, Terry Coscia, che si fermerà due anni, il portiere Ivan Axerio, che, complice un infortunio occorso a Luca Galli, giocherà 19 delle 26 partite, ed il possente bomber Fabio Ochetti. Quest’ultimo, avrà una naturale propensione per il gol: 32 ne siglerà nei sei anni costellati da infortuni, iniziando, a ventidue anni, in casa dell’Agrano, dove siglerà la sua prima segnatura, e continuando, negli anni dopo Baveno, nelle squadre di Fondotoce e a Ornavasso. Lì svolgerà anche il ruolo di allenatore-giocatore, e lì, tuttora, milita, con i compagni di merende nel Baveno, Moz, Poggi, Picchiarelli e Perozzo.

Fabio Zanetti  ha molta fiducia nei giovani e darà molto spazio a Massimo Zoppi, Marzio Morandi e Carlo Falciola, insisterà molto su Diego Minesso, Marco Zamperini, Davide Travaglini e Stefano Gangi, utilizzerà, saltuariamente, Domenico Pecoraro, Davide Zanichelli e Ivan Malacarne. Farà esordire tre giovanissimi bavenesi, Daniele Radice, Bruno Arrivabene e Alessandro Marchiori: breve sarà però la stagione calcistica di questi tre esordienti.

In consiglio farà la sua entrata Franco D’Acquino, che da qualche anno seguiva la squadra. Ci rimarrà quasi dieci anni, collaborando molto nella gestione del bar e del banco estivo.

Prima dell’inizio del campionato, si ripeterà il ritiro a Santa Maria Maggiore. Ormai appuntamento tradizionale per il Settore Giovanile e di buon auspicio per la prima squadra.

Non sarà della partita, Roberto Gherardini, ma i soli dodici punti ottenuti nel girone di andata, convinceranno la Società  riprendere i contatti con l’esperto centrocampista, che non si farà troppo pregare e si accoderà alla truppa di uno sfiduciato Fabio Zanetti, cui, soprattutto, veniva imputato un esasperato uso del fuorigioco, che spesso falliva e rendeva di burro la difesa.

Dalla seconda alla quinta giornata di ritorno arrivano tre sconfitte consecutive, con Agrano, a Gozzano ed in casa con la Cusiana, penultima in classifica. Il Baveno è ultimo in classifica, staccato di cinque punti dalla penultima: retrocederà solo l’ultima, quest’anno, e Fabio Zanetti, che già più volte aveva ventilato la possibilità di lasciare, decide di dimettersi irrevocabilmente domenica primo marzo 1998, avendo perso la fiducia dei giocatori più rappresentativi.

Ranchini e Malaterra, sentito il parere della squadra, le accettano e, dietro le indicazioni del consigliere Piero Cristina, viene incaricato il cusiano Gianfranco Mora di tentare il tutto per tutto per evitare una retrocessione inaspettata.

Mancano otto giornate al termine e, nelle precedenti diciotto, Zanetti ed i suoi ragazzi avevano raccolto 15 punti, frutto di tre sole vittorie e sei pareggi.

Il cinquantenne Mora farà il miracolo: la sua squadra, rigenerata psicologicamente, coglierà cinque inattese vittorie (il 22 marzo 1998 espugnerà addirittura il campo del Briga, che vincerà il campionato, con reti di Brivio e Picchiarelli) e condannerà proprio la Cusiana al ritorno in Seconda Categoria.

Archiviata la grande paura, si terrà in Tranquilla il 29 maggio 1998 la cena di fine campionato e, subito dopo, l’allenatore degli Esordienti Fiorenzo Ridolfi e il dirigente Piero Cristina si presenteranno per la seconda volta consecutiva alla fase finale regionale del “Sei Bravo a …”, stavolta a Pinerolo il sette di giugno, con la squadra dei nati nel 1985 e 1986. Non approderanno alla fase nazionale neppure quest’anno, ma sarà comunque un successo che non si ripeterà più nei vent’anni successivi.

Se luglio sarà ancora e sempre il mese del Banco (si terrà quest’anno dal 18 luglio al 16 agosto), il mese di giugno sarà occupato dal tentativo di fusione tra le due squadre di Baveno: la US Bavenese ed il Feriolo Calcio.

Tutto era partito in Primavera da una chiacchierata tra il decano presidente bavenese Raffaele Ranchini ed il vicepresidente feriolese Sergio Pella: tutte e due le squadre si erano salvate all’ultima giornata e, in più, il Feriolo pativa quest’anno la squalifica biennale del proprio presidente Gianfranco Frola, punito per essere caduto involontariamente su un problema di firme non autorizzate. Dopo sporadici abboccamenti, le due società si incontrano ufficialmente – il momento è davvero memorabile – nella sede del Baveno la sera di martedì 16 giugno 1998. Per il Feriolo, sono presenti Sergio Pella, Gianni Quaranta ed il presidente uscente Gianfranco Frola, mentre il Baveno era rappresentato dal presidente Raffaele Ranchini e da Gianpiero Malaterra, Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Walter Marchiori,  Franco Vesco, Franco D’Acquino e Pietro Amodei,  Le due Società mettono sul piatto due bilanci simili, un equo numero di consiglieri (dieci del Feriolo e quattordici del Baveno) e due organici complementari (l’attacco del Baveno e la difesa del Feriolo) e individuano in Gianfranco Mora l’ideale allenatore, mentre rimane in discussione il ruolo di Direttore Sportivo, cui spetterà l’incarico di allestire una squadra che punterà direttamente alla Promozione. Ranchini si incarica di preparare un bilancio comune e di stendere uno Statuto, ma, al successivo appuntamento di  domenica 21 giugno, crolla definitivamente il castello: il presidente ed il vice feriolesi , Frola e Pella, comunicano ai bavenesi presenti (Ranchini, Malaterra, Locatelli, Ridolfi, Albertini, Arrivabene, Marchiori,  Malenotti, D’Acquino e Cristina) che a Feriolo non esiste alcuna volontà di perdere la propria identità e che nascerà un nuovo consiglio direttivo per la squadra di calcio della frazione, anche senza più la presenza di Frola stesso. L’ex Presidente, più tardi, approderà al Veveri (che porterà in Eccellenza) ed al Cerano O.T.

“Abbiamo perso un’occasione, commenterà Piero Cristina, e passerà almeno una generazione, prima che si ripresentino le condizioni per rimettere davanti ad un tavolo di fusione queste due Società.”

Il Consiglio, dopo quest’esperienza, ridimensiona le proprie ambizioni, partendo dalla rinuncia all’allenatore Gianfranco Mora, un lusso per una squadra priva di ambizioni come il Baveno: Mora era in ferie, non era rintracciabile e fu dimenticato. Se fosse stato avvertito al suo ritorno, forse sarebbe stato corretto.

Chiude il “vecchio” Gianni Mucci, a 37 anni, dopo quattro stagioni di più che onorevole presenza, mentre il portiere Ivan Axerio cambia aria dopo un solo anno: “Ivan c’è” scriveva sulla sua maglietta di allenamento il simpatico numero uno.

Enzo Arrivabene, incaricato dal Consiglio, prende subito contatti con Giancarlo Pizzardi, che inizia la nuova esperienza di allenatore a Baveno per la stagione 1998/99 il giorno 30 giugno 1998.

Pochi i cambiamenti rispetto allo scorso anno in prima squadra, che affronta un campionato più lungo (16 squadre) con Franco Vesco che ha sostituito Walter Marchiori come responsabile tecnico, oltre a mantenere l’impegno di cassiere della Società.

Il Settore giovanile, per la prima volta nella storia del Baveno, registra l’iscrizione di tutte le squadre, dai Primi Calci (condotti dall’infaticabile Emilio Cattaneo), alla Juniores (pilotata da Fiorenzo Ridolfi al suo ultimo anno da calciatore); i Pulcini vedono il ritorno di Michele Griggi, gli Esordienti quello di Minesso, i Giovanissimi la conferma di Paolo Russomanno e gli Allievi la novità del verbanese Donato La Rotonda. A quest’ultimo mancherà però la soddisfazione di arrivare in fondo per avvenuti contrasti con la Società . Tutto questo sotto la supervisione di Pietro Amodei, responsabile del Settore, e di Piero Cristina, l’insostituibile factotum sempre presente dove il calcio è gioventù.

Uno sguardo al Banco, solito impegno estivo che soprattutto Locatelli e Vesco portano avanti col Presidente, ma che vede un grande impegno di tutto il Consiglio per oltre un mese, nonché di Aldo Griggi, pedina fondamentale della carpenteria.

Approderanno a Baveno Marco Petrucci , attaccante del Lesa, e Marco Galli, giovane tornante bavenese, fratello del portiere, ma la partenza difficoltosa (un punto nelle prime cinque partite, strappato a suon di gol in Val Vigezzo) costringerà Ranchini e Vesco a cercare rinforzi difensivi. Arrivano, tra novembre e gennaio, il trentaseienne domese Alessandro Oliva a dare ordine al reparto con la sua lunga esperienza ed i difensori Simone Ronchi e Antonio Di Benedetto, a parziale compenso dell’abbandono polemico di Terry Coscia, che lascia la borsa dopo la sconfitta interna col Gozzano l’undici ottobre.

Anche Giovanni Favorito e Fabio Raffanini chiuderanno dopo poche partite il rapporto con il Baveno, infastiditi da malanni che ne impediranno lo svolgimento dell’attività calcistica, mentre Marco Moz e Fiorenzo Ridolfi aspetteranno il 25 ottobre per il loro esordio stagionale ad Ornavasso.

Saltuariamente verranno impiegati, ma la loro stagione sarà breve, soprattutto per motivi di studio o di lavoro, Alessandro Malavasi e i giovani Paolo Gangi, Paolo Boni e Matteo Albertini in uscita dalla Juniores.

Non sarà una grande stagione, la penultima del millennio: essa condurrà, malgrado ben 31 marcature dei “gemelli” Marco Picchiarelli (15) e Fabio Ochetti (16), a dover disputare uno spareggio col Veruno per determinare la seconda retrocedente.

In effetti, la fase finale del campionato del Baveno era stata calante (sei punti nelle ultime sei partite), mentre il Veruno era stato protagonista di un disperata rimonta: lo spareggio di Arona (23 maggio 1999) confermerà il trend, e la US Bavenese (per giunta priva di tre squalificati) tornerà tristemente nella Seconda Categoria (passata nel frattempo sotto l’egida del Comitato Provinciale) dopo tredici oneste stagioni in Prima.

E, di questa stagione da dimenticare, ricordiamo l’impegno e la sofferenza dell’allenatore Giancarlo Pizzardi, le tante reti dei due bomber, un inutile reclamo per la sconfitta a Gozzano (l’impiego del calciatore cusiano Turdo forse era irregolare), la solita ben riuscita (era un grande, allora, Franco Vesco) Festa al Grand Hotel Dino del 20 marzo 1999, il 12° Torneo Notturno Giuseppe Griggi (a partire dal 24 maggio) e la costruzione degli spogliatoi del campo di allenamento, grazie ad un volonteroso Giovanni Minesso al lavoro quasi a tempo pieno, ai fratelli Sabatella generosamente disponibili e a tutti i dirigenti del Settore Giovanile impegnati in una struttura ormai necessaria.

Stagioni in altalena

Martedì 22 giugno 1999, al Circolo ARCI di Oltrefiume, la Unione Sportiva Bavenese tiene la sua Assemblea e sarà un’assemblea molto importante per le sorti future del Baveno. Si potrà  dire che qui si pose il primo tassello della ricostruzione di una Società che troverà tra qualche anno l’inizio dei suoi anni migliori. Ma quel giorno, ad Oltrefiume, avvenne una cosa importante.

Il presidente Ranchini riassume ai presenti le vicissitudini delle ultime stagioni, illustrando ed apprezzando i progressi del Settore Giovanile, ricco di entusiasmo, di forze e, perché no, anche di denaro, in netto contrasto con le difficoltà sempre maggiori, di presenza attiva ed economiche, della squadra maggiore.

In quegli anni, in effetti, la gestione economica era autonoma, anche se la Società ed il Consiglio erano lo stesso: il nuovo gruppo, entrato nella primavera del 1997 e sempre coordinato da Pietro Amodei, vedeva la prima squadra come un’entità a se stante e non si era ben integrato, né ancora la vedeva come il  naturale sbocco di un vivaio ben organizzato.

Fu a loro, che Ranchini rivolse il suo appello, invitandoli a fare una scelta precisa per la stagione 1999/2000: o un’anima e un corpo unico, ma davvero, o la scissione, con la nascita di una nuova Società “pura” (che gestisse cioè il solo Settore Giovanile), con un nome diverso da quello della storica Unione Sportiva Bavenese e con una strada diversa, autonoma ed indipendente. Nell’occasione, Ranchini ricordò una frase di Piero Cristina, uno della vecchia guardia del Consiglio, ma anche “uomo rappresentativo” del Settore Giovanile: “Io amo i giovani e la loro attività, ma, per il mio passato, se dovessi scegliere, starei con la Prima Squadra.”

Ma non fu necessaria nessuna scelta: tutto il gruppo, con la sola eccezione di Giovanni Minesso, che espresse i suoi dubbi, decise di rimanere unito e garantì il proprio massimo appoggio alla Società, che, da oggi, sarebbe stata considerata tale dai Primi Calci alla Prima Squadra.

Non tutto il male viene per nuocere.

Come nelle disgrazie spesso si trova motivo di riconciliare vecchi rancori, così quella retrocessione, maledetta e malaugurata, è riuscita a dimostrare il grande attaccamento dei Consiglieri alla bandiera biancoblù e da questa retrocessione l ‘U.S. Bavenese risorgerà più unita e determinata, pronta a far ingoiare all’altrui gola quei rospi che in questa brutta annata in grande quantità ha ingoiato.

Il 20 di luglio del 1999, molto in ritardo rispetto all’usanza a causa delle infinite difficoltà incontrate per ricomporre lo staff tecnico, Franco Galli, nuovo attivissimo consigliere della Società, stappa tre bottiglie di spumante per brindare all’arrivo del nuovo allenatore Giuseppe Chilò, solido ossolano pieno di stimoli e di voglie di rivincita, che ben si accordano con gli obiettivi del Baveno, e che, quella sera, inizia la sua biennale avventura biancoblù.

Un pugno di giocatori ha appeso le scarpe al chiodo, giocatori che hanno fatto la storia del Baveno di questi ultimi anni: Diego Minesso e Marzio Morandi, due ragazzi che, benché ancor giovani,  hanno alle spalle centocinquanta o più partite con la maglia del paese ; Sandro Brivio, cui il lavoro e la famiglia impediranno di continuare a farci vedere quei cambi di velocità che lo caratterizzavano.

Cambia casacca anche il capitano  Roberto Gherardini, che, dopo tanti anni di militanza, sceglie di rimanere nella categoria che ha perso retrocedendo: finisce al Feriolo, il biondo centrocampista, assieme al bomber Fabio Ochetti. Non sarà un addio, per i due esperti giocatori. Torneranno.

Sarà un campionato breve, a 14 squadre, un campionato di marca ossolana, vista la massiccia presenza di squadre dell’Ossola in Seconda Categoria, un campionato nel quale la U.S. Bavenese vuole recitare una parte importante, da grande decaduta che vuole assurgere al più presto a livelli maggiori, un campionato da affrontare con tanta prudenza perché nuovi e sconosciuti sono gli avversari, in gran parte mai affrontati ufficialmente.

In questa stagione a cavallo del cambio millennio viene ancora coperto tutto Settore Giovanile, dai Primi Calci (sempre con Cattaneo), alla Juniores (che partirà con Donato La Rotonda, ma che tornerà prima di Natale a Fiorenzo Ridolfi, reduce da una brevissima esperienza al Briga); i Pulcini vedono la conferma di Michele Griggi, gli Esordienti la novità del nuovo acquisto Agostino Roncallo, i Giovanissimi passano a Minesso e gli Allievi a Paolo Russomanno.

Franco Vesco viene nominato Direttore Sportivo a tempo pieno, avendo lasciato a Luciano Albertini il compito di Cassiere, così da potersi meglio dedicare alla collaborazione con l’allenatore Chilò.

E si affacciano sulla scena bavenese, in questo campionato di Seconda, contatati da Ranchini, parecchie facce nuove.

Due ornavassesi ed un feriolese avranno un ruolo determinante in questo buon campionato del Baveno: il centrocampista Oscar Perozzo, il terzino Gianfranco Poggi e la bandiera gialloblù Delio Forti, che lasciava dopo tanti anni la squadra della sua frazione, per approdare agli “odiati” cugini, precipitati una categoria più giù.

Ed ancora Fabio Ciana e Luca Birocchi, oltre ai giovani Cecco Oliva e Danilo Cosentino.

Tornerà Cristiano De Gregori, dopo la stagione a Stresa, e sarà un ritorno importante per la difesa; non finirà però il campionato, perché un grave infortunio lo fermerà in primavera sul campo del Montecrestese, dove il forte stopper finirà la sua carriera calcistica e potrà interamente dedicarsi al suo lavoro che la conseguita laurea in ingegneria gli offriva.

Chiuderà quest’anno anche Stefano Adobati, ventidue anni: anni di partite nel settore giovanile e nella juniores, poca prima squadra, tanto studio ed una laurea. Quella contro il Meina, a Baveno, il 17 ottobre 1999 sarà la sua ultima apparizione in panchina.

Al Grand Hotel Bristol di Stresa, per due anni consecutivi Franco Vesco organizzerà la grande cena natalizia la sera di sabato 11 dicembre 1999 e di venerdì 8 dicembre 2000 che avranno grande successo di presenze, grazie anche al grande lavoro di coinvolgimento fatto da Franco Galli. Il nuovo consigliere, padre dei due giocatori Luca e Marco, sarà molto partecipe, quasi protagonista, nella vita della Società e cercherà di dare una svolta e degli stimoli ad un gruppo di Consiglieri, ormai troppo rilassati per le esigenze del calcio del duemila. Sarebbe stato molto utile la sua dinamicità, che ricordava quella di suo padre, quel Costante Galli che fu Presidente negli anni sessanta. Ma un drammatico pomeriggio del 17 febbraio 2002, a Montecrestese, accadde l’irreparabile sotto gli occhi esterrefatti di pubblico e giocatori. La partita fu sospesa, ma Franco, trasportato urgentemente in ospedale a Domodossola, non si riebbe più e lasciò un vuoto incolmabile nella sua famiglia, ma anche nella US Bavenese. Chissà come avrebbe vissuto la stagione del centenario, Franco Galli ….

Il campionato vivrà su una lotta a tre: Cusiana, Sanmauriziese e Baveno, che finiranno nell’ordine. La Cusiana verrà promossa direttamente, mentre le altre due finiranno ai play off, dai quali non emergerà nessuna delle due. Il Baveno verrà però ripescato, primo in Piemonte, e tornerà gloriosamente in Prima Categoria, con Giuseppe Chilò ancora confermato allenatore per la stagione 2000/2001.

Malgrado la risalita, Perozzo, Moz e Ciana chiedono ed ottengono il trasferimento alla Cusiana, pari categoria, ma ambizioni diverse.

Rimangono alcuni fedelissimi, compresa la punta di diamante che risponde al nome dell’ing. Marco Picchiarelli (richiestissimo ancora sul mercato grazie all’ennesimo titolo di capocannoniere  con 24 reti). E rimangono altri bavenesi, dal portiere Luca Galli a Massimo Zoppi, ventottenne neo architetto e determinante in difesa, da Diego Forti, croce e delizia, a Marco Zamperini  a Ivan Malacarne, cugini biancoblù, da Marco Galli a Cecco Oliva, quest’ultimo, bavenese di adozione. Su questa ossatura ha lavorato Roseo Ridolfi, neo DS, portando a Baveno qualche giocatore che si integrerà nella squadra e ne farà parte per qualche anno: Luca Parma, Gianluca Zaretti, Diego Spadoni, Flavio Tornabene vestiranno infatti la casacca biancoblù rispettivamente per quasi novanta partite, i primi due, e per oltre sessanta gli altri.

Arriveranno anche Fabrizio De Benedictis, Paolo Gulfo e Alessandro Donna, che a Baveno non si integreranno, ma saranno comunque titolari fissi in questa stagione. De Benedictis, lo ritroveremo tutt’oggi in Promozione, capitano del Mergozzo, Gulfo girerà varie squadre ossolane.

Ne arriveranno tante, quest’anno, di meteore, così da conteggiare, alla fine, ben quaranta diversi volti avvicendati in prima squadra, compreso addirittura uno spezzino, Calopristi, improbabile salvatore della patria, che disputerà una sola partita, in casa col Veruno il primo di aprile del 2001. Sarà la prima esperienza della Società con un procuratore.

 Ma non basterà, il grande impegno di Chilò e il suo tentativo di fare gruppo con vecchi e giovani, non basterà la chiamata di Roberto Perucco a Team Manager (inizierà a lavorare per il Baveno il 23 gennaio 2001), non basterà il tesseramento di Alberto Chilò, figlio dell’allenatore (undici partite e un gol) e giocatore di altra categoria, non basterà il bravo Moritz, tanto piedi buoni e testa alta, quanto arti fragili e danneggiati dai troppi passati infortuni (esordirà a Pombia l’8 dicembre 2000 e chiuderà definitivamente il 25 marzo 2001). Non basterà neppure il ritorno di Fabio Ochetti e nemmeno l’inutile utilizzo di Felice Cassese, ripescato per una partita. Ma soprattutto non basteranno, incredibile, 21 gol di Picchiarelli. Cosicché il campo riserverà una nuova retrocessione, ai play off: il doppio confronto col Gattico si concluderà con un doppio zero a zero, che condannerà il Baveno per la peggior posizione in classifica.

Il 27 febbraio 2001, una apposita riunione era stata convocata: Beppe Chilò era stato messo in discussione, ma, con otto voti favorevoli su dodici votanti, il cinquantatreenne ossolano viene confermato a Baveno privilegiando la sua serietà ed il suo impegno. Ricordiamo i presenti: Ranchini, Malaterra, Locatelli, Cristina, Ridolfi, Albertini, Zamperini, Perucco, Marchiori, Amodei, Malenotti, D’Acquino, Vesco e gli uomini della Juniores, Lino De Rudi e Piermario Conterio.

Giuseppe Chilò non verrà però confermato, a fine stagione, ma a Baveno rimarrà un suo segno: ha fatto esordire,  il 29 ottobre 2000, a Gargallo, Andrea Marchiori, e lo ha impiegato per diciannove partite. Sarà la prima stagione del giovane bavenese, tuttora in attività, oggi a quasi 140 partite, l’unico che potrebbe entrare in carriera nei primi dieci calciatori di sempre del Baveno.

Arriva l’estate, e in estate a Baveno si dimenticano le retrocessioni: giù a testa bassa col Torneo Calcio Beach organizzato da Perucco dal 19 giugno al 7 luglio (un flop, ma fa niente), con la novità della Festa Campestre a Roncaro (due week end, quelli del 24 giugno e del primo luglio) e col solito Banco, che prende il via il 6 luglio, nella solita Piazza dell’Imbarcadero.

Nella stagione 2001/02, lo sfortunato Chilò è stato sostituito dal nuovo allenatore Tiziano Piccinini, un grandissimo esperto di settore giovanile alla sua prima esperienza con un campionato dilettanti, presentato alla società dal confermato Direttore Sportivo Roberto Perucco.

Il Presidente Ranchini trova nel ritorno attivo del consigliere Franco Galli un rinnovato entusiasmo e tanta voglia di far bene: pertanto la Società concorda di affidare a Piccinini e Perucco il compito di risalire subito, allestendo una formazione giovane e competitiva. Ma Galli non vedrà purtroppo il risultato della sua opera.

Chiude inaspettatamente e prematuramente Massimo Zoppi, ventinove anni e tante, tante partite nel Baveno, che lo hanno portato nei primissimi posti tra i calciatori “di sempre” e, con lui, Delio Forti, la bandiera feriolese trapiantata a Baveno. E’ rimasta la “perla” del mercato Marco Picchiarelli, corteggiatissimo da Stresa e Feriolo, che non mancherà all’appuntamento del primo posto nella classifica cannonieri, con 22 reti, mentre è tornato capitan Marco Moz dall’esperienza cusiana. Fabio Ochetti, dopo una stagione fisicamente disgraziata (tre partite all’attivo), si è ripresentato in grande spolvero.

E sono rimasti, per collaborare alla risalita, tanti altri reduci dall’armata di Chilò: dalla rivelazione diciassettenne Andrea Marchiori agli ossolani Zaretti e Tornabene, dai verbanesi Parma e Spadoni ai bavenesi Luca Galli, Malacarne e Zamperini.. A Verbania, Piccinini trova quattro suoi ragazzi che allenava nel settore giovanile, e li porta a Baveno: Penucchini, Pazzaglia, D’Agostino e Brigatti. Quest’ultimo risentirà di malanni fisici e giocherà pochissimo, ma gli altri tre saranno determinanti nella nuova promozione che, nell’altalena di questi anni, riporterà il Baveno in Prima Categoria.

Avrebbero dovuto partire nella rosa della Prima Squadra tre giovani del vivaio, sedicenni, Riccardo Piscia, Federico Gatto e Stefano Minesso (quest’ultimo, tra l’altro, già esordiente in prima categoria a Gattinara, alla fine della scorsa stagione), ma la Sirena del Verbania Calcio e del suo Direttore Generale Danilo Giusti furono vincenti, ed i tre ragazzi lasciarono per sempre Baveno. Dei tre, ritroveremo il solo Piscia, in Promozione in questi anni.

Sarà una buona annata per il giovane Davide Butti, aletta velocissima, forte fisicamente, già da qualche anno nella Juniores, che realizzerà finalmente il suo primo gol a Baveno, in casa contro il Meina, a completamento della tripletta di Picchiarelli: cinque, saranno, alla fine, le marcature del ventiduenne stresiano.

Mancherà, negli spogliatoi, una figura storica, massaggiatore dal 1968, senza quasi assenze: Giuseppe Miglio. Il sessantatreenne bavenese non sta bene e deve dare forfait. Giuseppe non riprenderà più il suo ruolo, la malattia ancora una volta la spunterà.

Il Baveno conquisterà i primo posto in classifica vincendo a Pieve alla quinta di andata e inizierà una cavalcata trionfale macchiata solo dalla assurda (tante volte gli arbitri …) sconfitta di Borgoticino alla settima, e da quella interna, del 24 febbraio 2002, col Vallestrona. Proprio il Vallestrona, con Dormelletto e Montecrestese saranno gli avversari più difficili dei bavenesi, che, comunque, terranno sempre la prima piazza, soli o in coabitazione, da lì fino alla fine.

E quando sembrava che il primato dovesse risolversi con uno spareggio, ecco che l’ultima giornata riserva un inatteso epilogo: alla vittoria del Baveno sul Dormelletto fa eco la incredibile sconfitta della squadra di Punchia con il Borgolimpar, squadra di fondo classifica. Il Montecrestese salirà però anche lui in Prima Categoria, grazie ad un ripescaggio.

Nel Settore Giovanile, come ormai da qualche anno, il Baveno ha schierato ancora tutte le squadre, dai Primi Calci col solito Emilio Cattaneo, classe 1927, alla Juniores, in mano per il secondo anno ad una simpatica, allegra e competente coppia: l’allenatore Piermario Conterio, vecchia conoscenza bavenese, e l’accompagnatore Lino De Rudi, arrivato a Baveno da Mozzate da un annetto e subito integrato nell’ambiente calcistico; i Pulcini vengono affidati al new entry “Gully” Guglielmo Turci, mentre Fulvio Beltrami allena i Giovanissimi e Aurelio Libanori tenta l’esperienza con gli Allievi.

Tutto questo sempre sotto la supervisione di Pietro Amodei, sempre responsabile del settore, e di Piero Cristina, orgogliosissimo del successo del primo Torneo Carlo Zacchera (14 ottobre 2001) creatura organizzativamente sua, fortemente voluta da Massimo Zacchera, che comincerà quest’anno la sua storia col Baveno, del quale presto diventerà insostituibile ed appassionato Patron della squadra nel suo secondo grande periodo di gloria.

Domenica 26 maggio 2002 si chiuderà alla grande la stagione con una grande cena al Grand Hotel Dino, allietata dalla voce di Joe Diverio, cantante bavenese dai trascorsi famosi, che volentieri accetterà la richiesta di Ranchini di dare lustro, con la sua presenza, dopo tanti anni passati via tra Libano e Francia, alla Festa per la Promozione. Un simpatico striscione sovrasterà i 123 presenti: “Bentornati in Prima”, recita e fu un’idea di Eleonora Nicora, nipote di quell’Egidio protagonista negli anni 60. Il Baveno non vinceva un campionato da 15 anni (7 giugno 1987): altro che Festa! Il Presidente vorrà lasciare un personale ricordo ai suoi ragazzi, regalando loro un orologio Swatch da collezione.

Non si è del tutto spenta l’eco della vittoria, che Ranchini convoca l’Assemblea Ordinaria per mercoledì 29 maggio 2002, al, in apertura della stagione 2002/2003.

Il messaggio che il Presidente manda è la necessità di ribadire di quella definitiva unione tra le due entità (dirigenti della Prima e dirigenti del Settore Giovanile), che era stata proclamata nell’Assemblea di tre anni prima, che era stata allora accettata, seppur con qualche riserva, ma non messa completamente in pratica. Questo era effettivamente il momento ideale per tale messa in atto, vista la massiccia presenza accorsa nel salone del Circolo ARCI di Oltrefiume: il presidente uscente Raffaele Ranchini, il vice Giampiero Malaterra, i consiglieri Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Walter Marchiori, Giancarlo Malenotti, Franco Vesco e Piero Cristina, i dirigenti del settore giovanile Pietro Amodei, Lino De Rudi, Marino Bugatti, Renato Re, Vincenzo Alfano, Aurelio Libanori, Ugo Gervasoni, Roberto Masiero e Ferdinando Luzzi, i tecnici Emilio Cattaneo, Giovanni Minesso, Fabio Garoni, Fulvio Beltrami, Sandro Bernareggi, Piermario Conterio, e, ancora, qualificati uditori, quali, Nicola De Luca, Massimo Zoppi e Arturo Casolari.

Tiziano Piccinini, l’allenatore vincente all’esordio coi dilettanti, dopo lustri di vittorie nel settore giovanile, viene confermato e con lui è rimasto quasi integralmente l’organico della stagione precedente, al quale sono stati aggiunti quattro o cinque tasselli di qualità che Piccinini in persona ha individuato ed inserito. Due, sono ritorni, Roberto Gherardini e Oscar Perozzo, ovvero grande qualità a centrocampo, mentre Roberto Ratti, buon marcatore di fascia, completerà una buona difesa, dove Zaretti e Penucchini già la facevano da padrone.

E’ rimasto tutto il suo staff, da Claudio Spadoni, il masseur arrivato l’anno precedente a campionato iniziato a sostituire Silvano Bertolotti a Pietro Fassoli, l’allenatore dei portieri, da Lino De Rudi a Libero Zamperini, gli uomini “dietro” la vittoria, ma indispensabili alla riuscita. Roberto Perucco, l’ex Direttore Sportivo, ha invece preferito trovare altrove nuovi stimoli.

Per curiosità, va ricordato che Claudio Spadoni, Cherubino per Piccinini, è lo stesso che fu calciatore ai tempi dell’Inox Neo, ed è padre di Diego, attuale attaccante del Baveno.

Nel frattempo, il 28 settembre 2002 viene inaugurato il campo sportivo di Feriolo, sul quale, una convenzione comunale prevedrà la disputa delle partite di Campionato del Feriolo Calcio, della Juniores e di una squadra del Settore Giovanile del Baveno e di una squadra del C.S.I. operante a Baveno. Il primo derby sul nuovo campo verrà disputato il 17 novembre 2002, ed il Feriolo lo farà suo con un risultato senza discussioni, due a zero con reti di Galli e Aresi. Per la statistica, sul campo che il 7 febbraio 2008 verrà intitolato a Giacomo Gianni Quaranta (feriolese, benemerito dell'associazionismo bavenese, mancato il 23 dicembre 2007), Feriolo e Baveno si incontreranno altre due volte: nella stagione successiva la 2003/04, sarà ancora il Feriolo a spuntarla per uno a zero (il Baveno retrocederà), mentre nel 2005/06, il Baveno si imporrà per due reti a una (Pili e Giustino i marcatori) e salirà in Promozione.

La 2002/03 è una stagione nella quale avverrà un nuovo cambiamento storico a livello federale.

Inizia la stagione degli svincoli per anzianità, che progressivamente porterà allo svincolo automatico dei calciatori al compimento del venticinquesimo anno di età. La prima classe coinvolta è quella del 1973 e saranno Picchiarelli e Moz i primi due a farne richiesta ufficiale alla Società. Ci penserà il Presidente Ranchini a convincere, almeno per quest’anno, i due forti calciatori a firmare, rimanendo pertanto tesserati per il Baveno.

Sarà questa, una rivoluzione epocale, che cambierà la logica delle estati calcistiche e darà maggiore importanza al ruolo del Direttore Sportivo ed al suo taccuino.

Prima, il presidente, a fine campionato, aveva delle sicurezze scritte sul tabulato dei giocatori di fine anno, oggi, le sicurezze sono solo quelle degli Under 25, e, tutti gli anni, parte l’asta per trattenere i giocatori o per portarne di nuovi. E’ un’asta non solo economica, ma anche psicologica, e spesso il protagonista è, appunto, il Direttore Sportivo.

Il campionato del Baveno correrà sul filo del rasoio. Mai il Baveno uscirà dalla zona calda della retrocessione e addirittura la situazione diventerà drammatica dopo l’infortunio che fermerà definitivamente Picchiarelli a Omegna il 23 febbraio 2003. Mancano undici giornate al termine ed è appena ritornato dalla Svizzera Flavio Tornabene, dove ha giocato da agosto a gennaio. Nel carniere del Baveno ci sono però solo 20 punti e il sestultimo posto è lontano. Dopo poco, anche Moz e Ochetti si infortuneranno, e sarà la classica pioggia sul bagnato.

Piccinini chiederà ai suoi la massima concentrazione e saranno Perozzo e Parma i deus ex machina di questo finale di campionato, con i loro gol (rispettivamente sei e tre nelle ultime 11 giornate), fino all’ultima partita thriller di Cureggio, dell’11 maggio 2003, contro una squadra matematicamente già condannata ai play out. Il due a zero finale chiuderà i giochi e porrà il Baveno al decimo posto finale e ad una insperata salvezza senza coda.

E Piccinini prenota il suo terzo anno a Baveno.

E’ il 20 giugno 2003. Il Presidente Ranchini organizza una cena all’Hotel Alpi per impostare la campagna acquisti della stagione 2003/04 della quale si occuperà direttamente l’allenatore Tiziano Piccinini. Saranno presenti anche Arturo Casolari, Piero Cristina, Lino De Rudi e Roseo Ridolfi. Si dovrà quanto meno trovare l’adeguato sostituto del grande partente, Marco Picchiarelli, il più grande, e difficilmente superabile, realizzatore della sua storia.

Dal giorno dopo, i Consiglieri cominciano subito a pensare ai week ends di Roncaro ed al Banco. Anche quest’anno, tanto per cambiare.

E perché non ricordare, ancora una volta, ma sarà l’ultima, questo grande lavoro estivo nel portare avanti tanto il lunghissimo e caldissimo Banco in piazza (dove soprattutto Lele e Marinella Ranchini, Piero Locatelli e Arturo e Manuela Casolari hanno stretto i denti per quasi un mese e mezzo), quanto la Festa di Roncaro (Piero Cristina e la sua band, protagonisti) al cui successo ha contribuito in modo determinante l’aiuto di Renzo Morandi e del Comitato di Roncaro (la struttura era stata messa da loro gratuitamente a disposizione).

Piccinini parte nella direzione concordata ed in breve conclude con l’attaccante Michelangelo Miroballi, coi difensori Stefano Paris e Paolo Gulfo (un ritorno, questo) e coll’esperto centrocampista Sergio Marcaletti. Riporta a Baveno, per fine prestito dal Piedimulera, Marco Zamperini e conferma, per il secondo anno i suoi due figli Luca e Marco.

Tra le partenze, anche Andrea Marchiori, diciannove anni e tre campionati in prima squadra, ha voluto fare un’esperienza nuova, ma lui,  almeno, è salito di categoria approdando al Verbania, in Eccellenza, dove si sperava di vederlo in campo assieme all’altro ex bavenese Riccardo Piscia, classe 86.

Per inciso, in questi ultimi anni, ricordiamo che dal settore giovanile altri hanno emigrato verso i biancocerchiati, attirati dai vari allenatori che si sono succeduti nella squadra del capoluogo: e così Oscar Stocchetti (84), Stefano Minesso e Federico Gatto, due dell’85, (poi spediti tutti e tre a Fondotoce), il giovanissimo portierone Alessandro Amodei, che poi finirà al Borgomanero, Daniele Pagani.

E così, malgrado sei squadre di settore giovanile operanti da anni, la rosa di quest’anno conta solo quattro bavenesi, capitan Moz, il sedicenne di belle speranze Daniel Alfano, Marco Zamperini e Luca Galli, il portiere titolare, che, curiosamente, non ha mai giocato nel settore giovanile del Baveno.

Il nuovo campionato perde la biellese Valsessera, le promosse Cristinese e Stresa e le retrocesse Varzese, Romagnano e Cureggio, ma ritrova vecchie conoscenze novaresi (Grignasco, Sizzano, Ghemme) ed ossolane (Pievese, Vogogna e Pro Vigezzo), arrivando a trovarsi in un girone particolarmente ostico e difficile che il Baveno inizierà in modo disastroso perdendo le prime dieci partite consecutive, un vero e proprio record.

Già alla settima sconfitta, nella riunione del 28 ottobre 2003, Tiziano Piccinini era stato messo in discussione, ma lo stesso allenatore, che arriva alle 22,15, convince i presenti a confermargli la fiducia, garantendo di essere in contatto con quattro rinforzi e di voler guardare alla Juniores per promuovere i migliori. Ricorda anche la rosa ormai ridotta, viste le partenze novembrine di Ochetti, Gulfo e Perozzo e gli infortuni a Moz, Galli e D’Agostino.

Il Consiglio apprezza il lungo sfogo del volonteroso allenatore e gli conferma incondizionatamente la fiducia. Erano presenti: il presidente Raffaele Ranchini, i due vicepresidenti Giampiero Malaterra e Piero Cristina ed i consiglieri Piero Locatelli, Roseo Ridolfi, Luciano Albertini, Giancarlo Malenotti, Arturo Casolari, Sandro Bernareggi, Pietro Amodei, Lino De Rudi, Renato Re,  Roberto Masiero e Ferdinando Luzzi.

In auto, al ritorno dalla decima sconfitta consecutiva, con la Cusiana, Ranchini telefonerà a Roberto Gherardini per convincerlo a riprendere per tentare un disperato salvataggio della barca. Non sarà una trattativa difficile, essendo l’affezionato omegnese ben pronto a tornare a Baveno.

Ma non ci sarà niente da fare: l’andata si chiuderà con quattro punti all’attivo, che sommati agli otto del ritorno, determineranno una scontatissima retrocessione, la terza di questi anni altalenanti, ma anche l’ultima di questo capitolo.

Si chiuderà, col pareggio a Gattico, il 18 maggio 2004, la terza ed ultima stagione bavenese di Tiziano Piccinini, il cui operato sarà ricordato con gratitudine, visto il lavoro fatto ed i risultati ottenuti nel primo biennio coi pochi mezzi che la Società gli concedeva.

Una luce, nelle tenebre di quella che forse è stata la stagione più infausta della storia del Baveno, si stava però accendendo: sulle macerie di una squadra da ricostruire completamente, il presidente Ranchini chiama a raccolta i fidi Cristina ed Albertini, e con loro suona la carica della riscossa già nel dicembre 2003, prima ancora del giro di boa natalizio del campionato, quando però già stava scritto il destino dell’annata.

Contatti venivano presi, pranzi nascosti con esponenti calcistici rappresentativi venivano consumati, finché Massimo Zacchera non uscì allo scoperto e si indirono riunioni conviviali nei suoi alberghi – ormai il campionato aveva emesso il suo verdetto – alla ricerca di quella ristrutturazione che tutti volevano, in questa specie di Anno Zero della Unione Sportiva Bavenese.

In effetti, già nella stagione appena conclusa, avvisaglie di rinascita, a partire dal Settore Giovanile, si erano viste. La famiglia Zacchera, già da qualche anno vicina alla Società, non ha solo voluto consolidare l’aiuto mettendo a disposizione gratuitamente le proprie strutture per il torneo intitolato al compianto papà Carlo, ma ha fortemente voluto un intervento radicale al Campo Sportivo ed alle strutture adiacenti, creando un manto erboso su un terreno reso vellutato e restaurando la gradinata con un intervento adeguato, completandola con i necessari seggiolini.

Boom!

Steso un velo pietoso sul 2003-2004 e sulle dieci sconfitte consecutive, a Baveno non si cercarono né colpevoli né scusanti, ma si prese atto che il nome della Società era riprecipitato in Seconda mentre tanti degli attori, come sempre accade, avrebbero trovato collocazioni diverse e più onorevoli.

E, quindi, si voltò decisamente pagina: un nuovo allenatore, il giovane bavenese Pier Pissardo (incaricato con  largo anticipo, già il 19 aprile 2004), si prepara ad allestire una squadra assolutamente competitiva, ricca di nomi eccellenti che sono un vero lusso per la categoria, contattati e convinti, anche da quel profondo conoscitore del calcio dilettantistico che è Alberto Poletta, a tentare un’esperienza, forse a giocarsi una scommessa in una Società piena di voglia di riemergere. Ma per far questo ci vuole anche uno zoccolo duro, sempre presente ad allenamenti e partite, lontano dai fasti e dalle cronache, ma vicino ed indispensabile alla squadra, Walter Marchiori, Lino De Rudi, Libero Zamperini e Sandro Bernareggi: quest’ultimo è l’uomo nuovo di questo staff, ma rappresenta il futuro della Società.

Ma la volontà non basta: ci son voluti sacrifici economici e grande disponibilità di volontariato che hanno permesso, prima, di acquisire lustro incontrando il 28 luglio 2004 il glorioso F.C. Torino in una sgargiante cornice di pubblico (1 a 10 il risultato finale, con gol di Primatesta), e poi di rimettere a nuovo, grazie alla fattiva e determinante collaborazione del proprietario e del suo staff, il Salone delle Fonti e di organizzarvi la prima grande Festa Biancoblù da ricordare negli annali, con una partecipazione da altri tempi, in quel luogo, stranezze della vita, dove l’Inox Neo Baveno ed il povero Camillo Cardani celebrarono i loro fasti venticinque anni prima.

E con Cardani, in questa stagione che diventerà vincente, la mente corre a quelli che avrebbero goduto immensamente nel vedere la squadra di Baveno percorrere una strada vincente, nel vederla entrare in campo temuta, dopo tanti anni di mediocrità, corretta, leale, ma sempre mediocrità: si pensa ad Enzo Monferini, che, per ultimo, è andato a raggiungere, lassù, dove l’erba è azzurra e le porte tra le nuvole, Giovanni Ranchini, Franco Galli, Costante Galli, Giuseppe Griggi, Luigi Zocchia, Giuseppe Miglio, Peppino Griggi, Sandro Barbero e tanti altri che sono stati protagonisti delle stagioni biancoblù in questi cento anni.

Si parlava della prima Festa alle Fonti. Furono dieci giorni faticosi, ma di grande sinergia, dove la Unione Sportiva Bavenese dimostrò la capacità di rinascere dalle ceneri di un’annata disastrosa, solo perché costituita da un solido gruppo di amici il cui punto di riferimento organizzativo rimane Piero Cristina, uomo dal sapiente braccino corto e di una generosità impagabile. Vicino a lui, Massimo Zacchera, il cui entusiasmo ha coinvolto anche quelli che, come Ranchini, si sono visti i capelli imbiancare dai lunghi anni (ormai oltre trenta) di militanza in questa società. Ed attorno a questi trascinatori, uno stuolo di incantevoli collaboratori, spesso con mogli e figli, a completare uno staff organizzativo di una Festa che è stato impeccabile e che non ha voluto farsi mancare niente, neppure la fatica aggiuntiva dei tre giorni della Festa di Roncaro, quelli di Ferragosto, ormai una tradizione della gioiosa frazioncina.

Massimiliano Cestari, Cristian Crivelli, Matteo Primatesta, Fabio Oddina e Daniele Ferrari sono la quota lusso del nuovo Baveno e saranno i protagonisti di una stagione indimenticabile, la prima di una serie formidabile,  che porterà “la Bavenese dei record” in quattro anni dalla Seconda Categoria al secondo posto nel campionato di Promozione ed ai conseguenti Play Off.

Ormai la “storia del Baveno” sta lasciando il passo alla “cronaca di una marcia trionfale”: stravittoria in Seconda Categoria, col nuovo record di vittorie consecutive (14, una in più di quelle dell’annata 1965/66), poi, quinto posto in classifica nel successivo campionato di Prima Categoria, ma contestuale vittoria nella Coppa Piemonte e conseguente invidiato ripescaggio in Promozione, dove il Baveno, prima, si salva con qualche patema, ma poi, nel 2007/08 disputa un campionato da protagonista, arrivando alla 13° giornata a conquistare il secondo posto e mantenendolo fino all’ultima giornata.

Torniamo però alla stagione 2004/2005: Cestari sarà uno stupendo direttore d’orchestra, carismatico e serio professionista, accompagnerà la squadra per un biennio, per poi tentare altrove una simile esperienza, che invece, rimarrà irripetibile.

Crivelli, la saracinesca, vanterà anche un’imbattibilità di 800 minuti, subendo solo 26 gol (ma 8 nelle ultime tre partite a campionato matematicamente vinto). Il portierone rimarrà a Baveno anche lui due anni.

Teo Primatesta, invece, vi rimarrà tre anni, ed in questi tre anni costruirà il suo futuro. Arrivato da Ornavasso con le credenziali da bomber, vincerà per due anni consecutivi la classifica cannonieri (di Seconda e di Prima) ed in Promozione, il terzo anno, si difenderà e la sua doppietta dell’ultima giornata significherà la meritata salvezza. Sessantotto marcature in tre anni ed in tre categorie faranno di Primatesta il secondo marcatore di sempre del Baveno, alle spalle di Picchiarelli, ma Teo sarà colui che segnerà più gol in un’unica stagione: trentatré.

I due fantasisti Oddina e Ferrari arrivano dall’aver vinto il campionato di Prima Categoria col Mergozzo ed accettano di rimettersi in discussione in Seconda. Vestiranno biancoblù per due stagioni: il primo non riuscirà a superare un guaio al ginocchio e lascerà Baveno nell’inverno 2006, il secondo tornerà, sempre nel 2006, a difendere i colori del Mergozzo, ancora in Promozione.

Vicino ai confermati bavenesi Marco Moz, Andrea Marchiori e Marco Zamperini si alterneranno, in quest’annata favolosa, altri giocatori che supereranno i mille minuti di presenza: Marco Massimo, arcigno difensore di Mergozzo, Stefano Paris, stopper vecchia maniera, uno dei pochi sopravvissuti al tracollo della precedente stagionaccia, il giovane Matteo Rasi, veloce centrocampista di fascia, utilizzato con discreta frequenza da Pissardo, anche in di Promozione, il vergantino Luca Bona, attaccante, che parteciperà anche al successivo campionato di Prima, ma non seguirà il Baveno in Promozione (avrà all’attivo cinque marcature) e il tosto Gabriele Forti, uomo di volume a centrocampo, tornato a Baveno per la seconda volta dopo ben nove anni.

In quest’annata tanto clamorosa (si sprecheranno gli articoli sui giornali e le interviste televisive) il Baveno verrà anche invitato, il 9 gennaio 2005, alla Domenica Sportiva di Rai Due, con tutta la squadra. E’ doveroso citare tutti i protagonisti di quest’annata indimenticabile: il piccolo terzino Gabriele Sottoriva, che, arrivato a gennaio, giocherà titolare nel girone di ritorno, Massimiliano Ponzio, Davide Butti e Marco Gria, riserve sempre pronte a dare il loro apporto.

Gianluca Zaretti, Miki Miroballi e Oscar Perozzo se ne andranno prima della fine dell’andata: il primo, classico difensore ossolano, chiuderà dopo cinque stagioni a Baveno, il secondo, buon attaccante che nella stagione della retrocessione aveva segnato nove gol, si sentirà chiuso da Primatesta e cercherà gloria altrove, mentre Perozzo lascerà i biancoblù dopo oltre sessanta partite e dieci gol.

Pissardo pescherà anche nel settore giovanile: il portiere Rampazzo, l’attaccante Berardi e i più giovani Riccardo Mollica, Davide Libanori, Davide Lilla e Mirko Bugatti. Di questi, Bugatti sarà quello che in questi quattro anni avrà maggiori opportunità, grazie al suo costante ed efficace impegno tra Allievi e Juniores: il suo esordio in Prima Squadra avviene a soli sedici anni il Primo Maggio 2005 a Piedimulera, nella domenica che vede la prima sconfitta dell’annata, ma a campionato già vinto.

Vincendo infatti a Crevoladossola l’ennesima partita della stagione, il 20 marzo 2005, il Baveno raggiungerà i 22 punti di vantaggio sulla seconda, a sette giornate dal termine, e celebrerà con uno stratosferico anticipo un trionfale ritorno in Prima Categoria, con tutto il tempo necessario per aggiustare l’organico e prepararne uno adeguato per la nuova stagione.

“Ricordati che non è mai facile, in nessuna categoria, vincere quattordici volte di fila in partite ufficiali, dirà il tecnico della Roma Spalletti a capitan Marco Moz, in un intervallo di quella Domenica Sportiva, dillo ai tuoi compagni ed accetta i miei complimenti!”

Vero: finora, nel Verbano Cusio Ossola, non sembra sia riuscito nessuno.

La grande Festa di Promozione si svolgerà il 14 maggio 2005 al Grand Hotel Dino e il Presidente  regalerà, questa volta un telefono cordless a tutti i ragazzi, come personale ricordo dell’annata appena terminata.

E per meglio celebrarla, esattamente un mese dopo, il 14 giugno 2005, nel corso dell’Assemblea di apertura della stagione 2005/2006, tenutasi all’Hotel Simplon, proporrà un nome nuovo per la Società, “Associazione Sportiva Dilettantistica Città di Baveno 1908”. Tutti i presenti (Raffaele Ranchini, Piero Cristina, Sandro Bernareggi, Renato Re, Marino Bugatti, Massimo Zacchera, Luciano Albertini, Franco D’Acquino, Walter Marchiori, Roseo Ridolfi e Pietro Amodei) voteranno all’unanimità il cambio di denominazione, che la Federazione ratificherà il 9 agosto.

E, così, tutti ricorderanno che venne cambiato nome dopo quel famoso anno dei record……….

L’estate 2005 ripeterà quella dell’anno precedente, ma con un animo ben diverso: le grandi speranze di rinascita dell’anno precedente sono superate dalla sicurezza di un nuovo, grande campionato, stavolta in Prima Categoria. E questo è lo spirito con cui la squadra, ampiamente rinnovata, affronterà il Torino nell’ultima sua partita prima del fallimento (28 luglio 2005, Baveno Torino 1 a 7, gol di Cestari), mentre la Società dal 29 luglio al 7 agosto 2005 si tuffa nella grande Festa alle Fonti, ormai linfa vitale della vita sociale.

Decisa l’iscrizione alla Juniores Sperimentale, con cui il Baveno si riavvicinerà alle competizioni extra provinciali, ci si muove sul mercato anche per rimpolpare il gruppo dei nati nel 1988, essenziali per partecipare a questo campionato, che porterà l’allenatore Fiorenzo Ridolfi ed il responsabile De Rudi a farsi una utilissima esperienza tra torinese ed alessandrino, arrivando peraltro, col quarto posto, a staccare il biglietto per la fase regionale, che non supereranno, ma che concluderanno senza sconfitte. E’ giusto ricordare l’organico di questa squadra, protagonista di un bell’exploit: accanto ai nuovi acquisti (Matteo Grattaroli, Stefano Papetti, Stefano Moriggia,  Alessandro Palmieri,  Maurizio Pellegrini, Fabrizio Gentile e Andrea Gattico), la vecchia guardia bavenese comprendeva: Mirko Bugatti,  Andrea Caracciolo, Paolo Cortellazzi, Danilo D'Agostino, Stefano Ferraris, Gabriele Gamero, Umberto Garboli, Alberto Martinelli, Riccardo Mollica, Giulio Morlacchi, Ivan Paltani, Alessio Piralla, Mirko Polato, Leandro Porcino,  Filippo Radaelli, Giorgio Villani.

Nel campionato Juniores Provinciale, allenati da Aurelio Libanori e coordinati da Piero Cristina, si avvicendarono: Gabriel Alvarez, Luigi Buonafina, Emanuele Calvagno, Mattia Cristina, Rocco D'Agostino, Ruggero Frisardi, Jonathan Gonzales, Antoine Griggi, Luigi La Galla, Ivan Levrone, Davide Lilla, Luca Luzzi, Giulio Paternò, Federico Pellegrino, Mattia Tartaglione ed Emanuele Vitale.

Lo staff tecnico del Settore Giovanile in questa stagione 2005/06 comprenderà Raffaele Griggi (allenatore dei Giovanissimi), Nicola De Luca e Silvio Galli (Esordienti), Pierguido Pissardo e Giovanni Minesso (Pulcini e Primi Calci).

Ma la stagione 2005/2006, iniziata in sordina, arricchirà la bacheca della Società di un titolo prestigioso, contribuendo ad arricchirne la fama, dopo i record della stagione passata.

Quinta nella classifica finale del campionato di Prima Categoria e perso di un soffio l’accesso ai Play Off per la salita in Promozione, l’ASD Città di Baveno dribbla tutti ed in Promozione ci sale lo stesso, grazie alla stupenda vittoria nella Coppa Piemonte di categoria, ottenuta aggiudicandosi, nel doppio confronto con il San Giorgio Andezeno, il titolo regionale: al pareggio in trasferta nella notturna del 12 aprile (uno a uno, gol di Catuogno), infatti farà seguito la vittoria in casa, il 25 aprile, grazie alla rete di Luca Mantegazza.

Non può non contenere, questa storia del Centenario, la rosa della prima squadra 2005/06, che ripete un simile titolo regionale (però di Seconda Categoria) conquistato esattamente quarant’anni prima, una generazione, cioè, quando non solo i giocatori, ma anche l’allenatore Pissardo non era ancora nato.

Senza distinguere, volutamente tra nuovi arrivi (tanti) e vecchie presenze (poche), elenchiamo questo splendido gruppo in ordine di minuti di presenza in questa stagione, tanto per stabilire un criterio: Dennis Ceretti (presente dal primo all’ultimo minuto delle 38 partite disputate e autore anche di 15 reti, un vero stantuffo del centrocampo, mai sopra le righe, arrivato dal Cannobio, seguirà il Baveno nel successivo campionato di Promozione); Christian Crivelli (il bravo portiere titolare, alla sua seconda stagione a Baveno, lascerà tre volte i pali alla riserva Giorgio Villani; l’anno successivo, per far spazio al giovane Mattia Tassini, dovrà emigrare ad Omegna, dove continuerà la sua eccellente carriera); Matteo Primatesta (il capocannoniere, con altre 24 reti, confermatissimo anche in Promozione); Mirko Pili, Fabrizio Grossi, Carlo Stefano Vicari e Alessandro Catuogno (quattro pilastri della squadra, grandi professionisti che daranno un contributo determinante alla conquista della Coppa, il primo, anche con le sue reti, 13, il secondo con le decine di chilometri percorsi a portar palla, gli altri due, difensori dalle caratteristiche differenti: fiorettista il primo, sciabolatore il secondo: sarà per tutti loro l’unica stagione a Baveno); Massimiliano Cestari (re leone, difficilmente sarà dimenticato per i due anni passati a Baveno e la padronanza del centrocampo ed il suo carisma ne faranno uno dei più grandi centrocampisti del centenario); due difensori di alta qualità ed esperienza (capitan Marco Moz, duecento partite, al quattordicesimo ed ultimo anno biancoblù, ed Andrea Bettini, trentenne alla sua prima ed ultima stagione a Baveno) completeranno la rosa di quanti hanno superato le trenta partite tra campionato e coppa. I più giovani Andrea Marchiori (sesta stagione biancoblù) e Marco Massimo giocheranno qualche partita in meno dell’anno precedente, ma risponderanno sempre con disciplina alle chiamate del mister, così come l’attaccante Luca Bona, che vanterà lo score di cinque gol in un anno e mezzo.

Nene Ferrari e Luca Mantegazza rileveranno, non solo idealmente, Andrea Giustino e Fabio Oddina: un serio infortunio fermerà quest’ultimo a Dormelletto alla prima di ritorno, mentre Giustino, un grande attaccante, ma dal fragile carattere, approfitterà del mercato invernale per dirigersi al Virtus Villa nel girone di ritorno; Ferrari, rientrerà da un infortunio a Quarona, il 13 novembre 2005 (curiosamente ultima partita di Andrea Giustino). Luca Mantegazza approderà a Baveno dalla Promozione Lombarda ed esordirà ad Orta nell’ultima partita di andata, vinta contro la Cusiana. Il venticinquenne milanese segnerà sei gol nell’anno e mezzo a Baveno, il più importante dei quali sarà certo quello della vittoria in Coppa Piemonte.

Il giovane terzino Gabriele Sottoriva ed il rapido Matteo Rasi alla fine dell’andata verranno trasferiti a Cannobio e Vallestrona rispettivamente, mentre Stefano Berini, utilizzato saltuariamente, si fermerà nel corso della stagione, rilevato da Simone Vischi, che avrà all’attivo cinque sole presenze.

I giovanissimi Stefano Papetti, Matteo Grattaroli, Andrea Moriggia e Mirko Bugatti metteranno il loro sigillo in questa eccezionale stagione, utilizzati nel finale di campionato.

Due giorni al mare a Tirrenia offerti dal presidente saranno il gradito premio che questo gruppo riceverà, mentre partirà l’estate della spasmodica attesa di un ripescaggio che doveva arrivare, che era sicuro, che tutti auspicavano e che verrà finalmente annunciato il 19 luglio 2006 (primi nella graduatoria con 154 punti) e ufficializzato sul Comunicato del 2 agosto 2006.

Estate di lavoro, come tutte le estati dei dirigenti bavenesi da cento anni (manca poco, ormai), per la sopravvivenza della squadra; e quest’anno sarà anche la Federazione (allora ancora Settore Giovanile Scolastico) a scoprire la loro grande disponibilità, incaricandoli, tramite Silvio Benati,  dell’organizzazione di due manifestazioni regionali giovanili (il Fair Play Esordienti del 2 giugno 2006 e la semifinale degli Allievi regionali di due giorni dopo), che avranno un successo strepitoso e che porranno le basi per una collaborazione che proseguirà negli anni; a seguire, tre serate per i Mondiali e i dieci intensi giorni della Festa alle Terme, con presenze da record nei fine settimana e nella notte bianca del 5 agosto 2006.

Alla fine di giugno, Franco Soncin, approda a Baveno come nuovo direttore sportivo, a sostituire quell’Alberto Poletta, tra i protagonisti della doppia promozione, ed avrà l’arduo compito di aggiustare l’organico della stagione 2006/07, così da mantenere quella posizione con tanta fatica conquistata da chi lo ha preceduto. Lavorerà bene, Franco Soncin, anche se forse troppo in solitudine, ed il Baveno – e qui la storia si fa cronaca – percorrerà due eccellenti stagioni in Promozione, fino a quella del Centenario.

Lo staff tecnico si arricchirà di un valido preparatore atletico, il dottor Luca Medaglia, mentre Marco Mazzini avvicenderà Fabio Boni come allenatore dei portieri.

Della vecchia guardia, in rosa rimane poco, ma di una invidiabile qualità: il bomber Primatesta, i fantasisti Ceretti, Oddina e Mantegazza, il bavenese Marchiori, tutti giocatori trattenuti come zoccolo duro della nuova squadra di Promozione, dove sono arrivati il fior fiore della Categoria (leggi il terzino dello Stresa Stefano Minocci, l’esperto difensore ossolano Luca Falcioni, l’esterno sinistro Luca Zanni, reduce dalla stagione in Eccellenza con il Verbania, le due rocce del centrocampo Ilmer Martinelli dalla Pombiese e Massimo Trentani dal Valdossola ed addirittura Yari Giobbi, fortissima punta col vizio del gol, abitante a Baveno, ma abituato a categorie ben diverse: succederà però qualcosa, ad inizio stagione, ed il bomber a novembre si sposterà nella vicina Verbania) ed un manipolo di giovani di altissima qualità: dal Borgomanero,  il ventenne portiere Mattia Tassini (giovanili nell’Inter e nel Legnano) e l’atletico difensore diciottenne Stefano Arceri (che a fine stagione vincerà da titolare il titolo italiano con la squadra Juniores del Comitato Piemontese, allenato da Luciano Lo Parco, battendo in finale a Roma, il Lazio); dal Cannobio, Silvio Tarallo. Quest’ultimo, Ciri, per i compagni, classe 1987, arrivato in sordina per completare i giovani necessari nella rosa, sarà la vera sorpresa tra i new entries e giocherà titolare tutto l’anno, e anche l’anno dopo, collezionando 61 presenze e 3 gol.

La defezione di Giobbi e la non perfetta forma di qualcuno, aggiunta al salto di categoria non indifferente (Primatesta, Oddina e Marchiori facevano già parte della rosa della “Bavenese dei Record” in Seconda Categoria) costringono Soncin e Pissardo a tornare sul mercato, ma incontrano notevoli difficoltà con qualche nuovo tesserato (il fresco arrivato dal Gela, Sicilia, Alfredo Pappalardo fatica ad ambientarsi, il milanese Mauro Della Rocca sembra quello giusto, ma, a Pombia, un’entrata killer lo manderà all’ospedale dopo sole otto partite disputate, il 5 novembre 2006, e non recupererà più).

Chiusa l’andata a 15 punti, in reale pericoloso odore di Play Out, saranno i due acquisti che porterà la Befana (l’attaccante Marco Cracas ed il faro del centrocampo Alessandro Iori) e lo stellone del 13 maggio 2007, ultima partita di campionato (la rocambolesca vittoria per 4 a 3 contro la Dufour) a garantire ai biancoblù la salvezza senza spareggi nella prima storica stagione in Promozione.

Soddisfazioni anche dal Settore Giovanile, al termine di questa stagione: i Pulcini 1996/97, allenati dallo stesso Pier Pissardo, con Massimo Zacchera dirigente responsabile, risulteranno vincitori in tutte e due le fasi del loro campionato.

Passata la paura, non si perde tempo: nella riunione del 24 maggio 2007 vengono confermati l’allenatore Pier Pissardo e il direttore sportivo Franco Soncin dando così l’avvio alla stagione 2007/2008, quando il Città di Baveno 1908 festeggerà il suo centenario in grande spolvero, in un girone “reale”, ancora a lottare per la supremazia provinciale assieme al Verbania, al Gravellona, al Valdossola, allo Stresa e al Mergozzo, senza dimenticare che anche con l’Arona non potrà non respirarsi l’aria del derby.

La Federazione torinese confermerà la sua fiducia e Silvio Benati porterà a Baveno il 3 giugno le sedici squadre per la Festa Regionale della categoria “Piccoli Amici”, mettendo ancora una volta alla prova le capacità organizzative di Massimo Zacchera e Piero Cristina che si ripeteranno per la Festa alle Terme dal 29 luglio al 5 agosto 2007 e per la settima edizione dell’ormai tradizionale Trofeo Carlo, domenica 14 ottobre 2007, aperto ad Esordienti, Pulcini e Piccoli Amici.

L’allestimento della squadra per il centenario verrà fatta attraverso passi successivi che terranno anche conto delle necessità e delle regole sui giovani del secondo campionato di Promozione che il Città di Baveno si appresta ad iniziare.

Soncin sceglie subito i due giovani da inserire in rosa prelevandoli dal Borgomanero: il portiere Alessandro Amodei, diciannove anni, bavenese che aveva iniziato nove anni prima proprio nel Baveno, per poi emigrare a Verbania, Borgomanero ed Arona, e l’esterno sinistro ossolano Luca Appetito, di un anno più giovane. Saranno due acquisti indovinatissimi: il “Nanu” Amodei sarà un portiere paratutto e più società lo invidieranno; il giovanissimo Appetito sarà una sorpresa piacevolissima, segnerà 8 gol e imiterà il suo compagno Arceri, diventando anche lui campione italiano con la Rappresentativa Regionale Juniores, che vincerà il titolo nazionale per la seconda volta consecutiva, battendo in finale il Veneto in casa loro.

Marco Cracas, confermato dopo i sette gol del girone di ritorno dell’annata precedente, verrà affiancato dalla boa Davide Oliva, attaccante del Vaprio, che, non solo sarà eccellente spalla, ma avrà anche la soddisfazione di realizzare undici reti di grande qualità.

Dal Mergozzo, prima squadra del VCO nella stagione precedente, si staccheranno in tre col biglietto per Baveno, ma non sarà un biglietto di sola andata: Fabio Lana, il carismatico esperto trentenne, da anni inseguito, si infortunerà subito e verrà svincolato a dicembre, senza aver potuto dare il proprio apporto alle grandi fortune della squadra; Luca Tamini tornerà da dove è venuto per tentare di contribuire ad una difficile salvezza; Mimmo Fritah non legherà e, trentaquattrenne, perderà la stagione.

Zanni, Tarallo, Trentani, Minocci, Marchiori e Arceri vengono confermati e, poco prima del raduno, anche il giovane ventenne Diego Pavesi approda a Baveno, dopo un’annata a Borgosesia ed una, difficile, ad Omegna.

Ma sarà Maurizio Natoli, classe 1981, già capitano del Borgomanero in serie D, reduce da un infortunio che l’ha tenuto un anno lontano dagli stadi, il colpo grosso di Franco Soncin e Pier Pissardo. Sarà Natoli il classico uomo che farà la differenza: implacabile baluardo davanti al portiere, arriverà anche a tredici marcature, nelle sue frequenti escursioni nelle aree avversarie: grande personalità, verrà riconosciuto come il migliore del campionato nel suo ruolo ed il capocannoniere del girone..

La partenza del Baveno non sarà eccellente: due punti nelle prime quattro partite convinceranno Zacchera e Ranchini a qualche ritocco e quali ritocchi arriveranno!

Fabio Franzetti, il bomber che tutti volevano, ma che era rimasto a Gravellona, rileverà Marco Cracas a Baveno (ancora sette volte il giovane lombardo era comunque andato a segno, e ancora con le sue micidiali punizioni) e, malgrado una stagione costellata da infortuni, stamperà nove reti in diciassette partite.

Stefano Cerini, mezza punta dal Suno (22 presenze, un gol, quello della vittoria a Vespolate contro lo Sparta), piedi superbi e purtroppo poca personalità, ma spessore tecnico a centrocampo;

Manolo Giampaolo, esterno destro, dal Valdossola (19 presenze, un gol), portato dal direttore sportivo Soncin, che inizierà in sordina, ma chiuderà in crescendo la stagione; il giovane diciottenne Federico Rocca, punta, dalla Cusiana (sei sole parziali presenze, ma un gol pesantissimo, in casa con l’Arona).

Saranno stati i nuovi arrivi, sarà stato l’assestamento della squadra, sarà stata l’azione psicologica del nuovo arrivo Pierluigi Rauch, quarant’anni prima giocatore biancoblù, vent’anni prima allenatore biancoblù, oggi saggio accompagnatore della squadra con compiti da “consigliore” verso l’allenatore Pissardo, ma il Baveno inanellerà una serie impressionante di vittorie (cinque anche consecutive) che alla quattordicesima giornata lo faranno raggiungere il secondo posto, alle spalle del Borgopal. Il Baveno non si farà prendere dall’emozione per l’altitudine e rimarrà al secondo posto fino alla fine, sempre alle spalle del vincitore Borgopal, raggiungendo l’inatteso e invidiatissimo storico traguardo dei Play Off verso l’Eccellenza, curiosamente, proprio nell’anno del Centenario. Questa lotteria partirà male, con l’immeritata sconfitta casalinga con il Fulgor Valdengo, cui farà seguito l’illusione della rotonda vittoria a Savigliano e la doccia fredda di Momo, dove il Crescentino la spunterà 3 a 1 ed accederà all’agognata Eccellenza, lasciando al Baveno lo spareggio per il 5° posto; la doppia sfida col Bene Narzole sarà appannaggio dei torinesi,  vincitori a Baveno e fermati sul 4 a 4 sul proprio campo il 15 giugno.

Tra i grandi numeri di questa stagione spiccano lo score delle sei vittorie consecutive in trasferta (Sparta, Momo, Gravellona, Mergozzo, Varallo Sesia e Vaprio) e le dodici giornate di imbattibilità, comprese tra la sciagurata sconfitta interna con lo Stresa e la meritata battuta di arresto di Romentino.

E non basta: dopo un lungo inseguimento durato 99 anni, il Baveno risulterà anche la prima tra le squadre del VCO, un vero exploit che ripete quello riuscito al Mergozzo l’anno precedente. Infatti, prima di allora, il titolo di regina della provincia se lo erano sempre conteso Verbania (35 volte dal 1946), l’Omegna (20 volte) e la Juventus Domo (6 volte), non lasciando nulla alle altre squadre della provincia.

Ma non sarà il solo successo dell’annata: la Juniores, allenata da Lele Griggi, arriverà sesta in campionato, ma raggiungerà i quarti di finale nella Coppa Regionale del Comitato, mentre, nel Settore Giovanile, i Giovanissimi di Fiorenzo Ridolfi vinceranno il loro campionato, ma non riusciranno ad approdare alle finali regionali, classificandosi al secondo posto dietro lo Stresa nei play off. Gli Allievi, con Maggetto e Minazzoli chiuderanno alle spalle delle prime, preparando la nuova stagione della Juniores, che sarà purtroppo impedita al giovane allenatore Massimo Minazzoli, non abilitato alla sua conduzione tecnica. Buono pure il campionato degli Esordienti di Pissardo e quelli dei Pulcini. Questi ultimi segneranno il record di ben tre squadre iscritte, con uno staff tecnico dove il nuovo Rino Molle, generoso ed entusiasta allenatore, affiancherà il già collaudato Soressi e l’umilissimo Gino Griffini, uno di quegli uomini che fanno la differenza nel Settore Giovanile, grazie alla sua preparazione.

Sabato 24 maggio il Presidente Ranchini era stato invitato all’Hilton di Roma a ritirare la Benemerenza, l’ennesima, ma stavolta la più gloriosa, quella dei Cento Anni di vita della Società, due giorni, solo due giorni prima che sua figlia Paola lo renda nonno per la prima volta del piccolo Tommaso Raffaele.

E qui, davvero, la storia del Centenario finisce, lasciando spazio ad una splendida realtà: quella di una squadra che ha addirittura superato la Società, costretta ad una piacevolissima rincorsa che la porterà ad una riorganizzazione degli organici per la stagione 2008/2009, con l’Eccellenza, sfiorata quest’anno, ma programmata come obiettivo reale per i successivi tre anni.

Prima squadra del VCO

Archiviato il campionato, l’ASD Città di Baveno si appresta alla nuova stagione fregiandosi dell’onore di rappresentare la prima squadra del VCO, con Valdossola e Verbania a farle da damigelle. Instancabili, subito si parte il 1° giugno 2008 con l’organizzazione della nuova Festa Regionale, il Sei Bravo a …, seguita dalle quattro serate con il maxischermo per gli Europei (dal 9 al 22 giugno) e dalle tradizionali dieci giornate della Festa alle Fonti (1 a 10 agosto).

In parallelo, su iniziativa del vulcanico Massimo Zacchera, partono i lavori per i campetti in sintetico, uno piccolo piccolo davanti agli spogliatoi, ed uno di grande sfogo per il settore giovanile, costruito sopra, illuminato, così da permettere anche allenamenti della Prima Squadra. Il campetto sarà inaugurato, come Campetto della Madonnina, nella mattinata del 28 settembre, alla presenza di Sindaco, Parroci e dirigenza bavenese.

L’ottava edizione dell’ormai tradizionale Trofeo Carlo si terrà domenica 12 ottobre 2008, aperto ad Esordienti, Pulcini e Piccoli Amici, mentre quindici giorni dopo, sabato 25 ottobre, in un pomeriggio indimenticabile seguito da una serata pirotecnica, sotto la regia di un Massimo Zacchera particolarmente in forma, saranno celebrati i festeggiamenti ufficiali per il Centenario, cui sono stati invitati tutti i giocatori che hanno vestito la casacca del Baveno, premiati con una maglietta ricordo, tutti i Presidenti, gli Allenatori ed i Massaggiatori, che hanno ricevuto una targa ricordo.

La cornice di pubblico sarà quella delle grandi occasioni e la presenza del Presidente della Provincia Ravaioli, del Presidente del Consiglio Provinciale Giancarlo Zoppi, del Vice Presidente del Comitato Regionale della FIGC Bacchetta e del Sindaco Massimo Zoppi le daranno la necessaria ufficialità.

Il 31 ottobre, al Grand Hotel Dino, viene organizzata la Cena del Centenario, ideale conclusione delle Manifestazioni dedicate al Grande Avvenimento.

Dopo un secondo posto nella scorsa stagione, la 2008/09 annovera i biancoblù nel ristretto gruppo delle favorite, grazie anche al grande impegno del nuovo Direttore Piero Polli, che ha portato in riva al lago uomini del calibro di Marco Moretto e Alberto Castiglioni, di Roberto Fradelizio e di Roberto Fantone, di Marco Saltalamacchia e del bomber Victor Ganci. Faccia nuova anche quella di Federico Guglielminetti, portiere, e del gruppo di giovani 89 e 90 che comprende Matteo Jacomelli, Mattia Job, Simone Volpe, Fabio Mammucci e Stefano Stanglini, in aggiunta ai confermati Frisardi e Appetito. Ed è proprio quest’ultimo, Luca Appetito, che, come Arceri l’anno prima, ha fatto parte della rappresentativa Juniores Regionale che ha vinto il titolo italiano, dando così lustro per la seconda volta consecutiva alla Società.

Fabio Mammucci continuerà la tradizione, e sarà lui il bavenese convocato per la rappresentativa in questa stagione 2009/10, ma le finali in Abruzzo saranno annullate dal terribile terremoto del 6 aprile 2009.

Per il quinto anno, Pier Pissardo è confermato allenatore della Prima Squadra, ma il panorama bavenese si arricchisce di nuove figure, necessarie a colmare le lacune di un organizzazione sempre più complicata: grazie all’opera di convincimento di Ranchini e Cristina, a Piero Polli viene affidata la Direzione Generale della Società, con precisi compiti di coordinamento, oltre che di gestione della campagna acquisti e a Osvaldo Bozzetti viene assegnato il compito di Responsabile del Settore Giovanile, le cui dimensioni stanno raggiungendo livelli ragguardevoli con ormai alla portata la soglia dei duecento tesserati, gestiti dalla Segreteria, dove si muovono la nuova Emanuela Pollini e l’esperto Emilio Cattaneo. Il 13 dicembre 2008, al Grand’Hotel Dino, viene organizzata, per il Settore Giovanile, la prima Panettonata, con un grandissimo afflusso di pubblico, genitori ed atleti. Il 23 dicembre, al Ristorante Nazionale, dirigenti e giocatori della Prima festeggiano il Natale, appunto nel Ristorante dove tutte le domeniche Mina, la proprietaria, offre da anni generosamente il pranzo pre-partita alla Squadra.

Lo staff tecnico ritrova personaggi usuali dalla professionalità indiscussa (dal preparatore atletico dott. Luca Medaglia al massaggiatore Sebastiano La Vecchia, al magazziniere Libero Zamperini) e accoglie volentieri nuove figure che non potranno che ben aggregarsi al gruppo esistente. Due sono gli allenatori dei portieri: il settantenne Gigi Balzarini, di cui ogni presentazione sarebbe inutile, data la grande esperienza, cui è affidata la preparazione dei portieri della prima squadra, ed il giovane Cristian Crivelli, gradito ritorno, che, chiusa l’attività, intraprende quest’anno la cura dei portieri del Settore Giovanile, in un ruolo specifico che finora Baveno non aveva.

Pierluigi Rauch e Franco Soncin lasciano il Baveno, ritenendo di non trovare più spazio nella Società, a causa dell’arrivo di Piero Polli: Ranchini aveva loro preannunciato l’arrivo il 20 aprile, con congruo anticipo, ma le assicurazioni del Presidente non hanno convinto i due dirigenti.

Assegnata alla new entry Matteo Sena, fresco di corso, la Juniores Regionale, Raffaele Griggi si sposta sulla squadra degli Esordienti. Fiorenzo Ridolfi segue il suo gruppo che quest’anno si iscriverà alla Fascia B (solo nati 1993) del Campionato Allievi, mentre dal Cambiasca arriva Douglas Moro, nuovo allenatore dei Giovanissimi 94/95.

Per la prima volta nella storia, verranno iscritte ben quattro squadre al campionato Pulcini ed una ai Primi Calci: Rino Molle, con Soressi, Simeoni e Fioretti sono i quattro tecnici di queste squadre, che giocheranno il sabato pomeriggio.

Questo massiccio organico, costituito ovviamente anche da atleti non solo bavenesi, ha richiesto anche il sacrificio dell’acquisto di un pullmino a nove posti, affidato alla guida di un autista dedicato, ed ad un attento studio del relativo percorso.

Il campionato partirà in sordina, addirittura sconfitti ad Oleggio la prima giornata, per poi, dalla sesta, infilare un filotto di sette vittorie consecutive in Campionato, dieci se si comprendono le partite di Coppa, interrotto dal rocambolesco pareggio a Galliate, quando, in vantaggio per 3 a 0 a venti minuti dal termine la squadra veniva raggiunta allo scadere. L’imbattibilità, però, durerà dalla seconda giornata (Baveno – Verbania del 21 settembre) alla terza di ritorno, quando il Real Cureggio disputa la partita della vita ed espugna Baveno.

E, comunque, la serie A dei Dilettanti, il Campionato di Eccellenza, dove è la sola rappresentante del VCO, arriva nel tripudio, al termine di una favolosa e faticosissima (47 partite disputate) cavalcata che ha portato al Grande Slam, con la vittoria, ex-aequo con la Dufour, in Campionato e con quella, storica, a Biella il 17 giugno 2009, nella Coppa Italia Piemontese a spese del Sommariva Perno, battuto per due a uno.

Cavalcata favolosa, si diceva. Il Baveno avrebbe raggiunto il primo posto in classifica vincendo a Omegna alla 9° di andata e, da quel 9 novembre, non l’avrebbe più lasciato, anche se spesso a pari merito con la Dufour; e con i valsesiani è arrivato appaiato fino alla fine, per uno spareggio ormai annunciato da qualche settimana: il 3 giugno le due regine si sarebbero incontrate a Gozzano in una  splendida serata quasi estiva che i neroverdi avrebbero interpretato perfettamente, asfaltando i biancoblù con un indiscutibile 3 a 0, che spalancava le porte dell’Eccellenza alla Dufour e mandava il Baveno, in quel momento già finalista di Coppa Italia, agli esami di riparazione.

I play off venivano affrontati con la testa alla Coppa Italia e portavano a tre sconfitte, una casalinga con il Pro Dronero, la seconda in trasferta ad Ovada e la terza a Villata con la Strambinese, tra il 7 ed il 14 giugno: tre giorni dopo, però, l’apoteosi di Biella, con la conquista dell’agognata Coppa e della conseguente ormai sicura promozione, ultima fatica di un cammino fatto di otto vittorie e due pareggi: un pareggio ed una vittoria con lo Stresa al primo turno, poi solo vittorie con Omegna, Verbania e Real Cureggio. In semifinale, lo Strambino veniva battuto nella notturna di Gravellona il 7 maggio, impattando 0 a 0 nel ritorno a Bollengo.

Il bomber Davide Oliva chiudeva la stagione con 22 marcature, Fabio Franzetti lo seguiva con 18, Natoli con 11 e Appetito con 9. Le marcature totali saranno 63 contro solo 20 segnature al passivo: miglior attacco e miglior difesa del girone.

E a proposito di vittorie, in questa “lunare” stagione 2008/09, il Settore Giovanile non si è proprio fatto mancar niente. I Giovanissimi allenati da Douglas Moro sono arrivati alla Terza Fase dei Regionali, mancando l’accesso agli otto come primi esclusi. Gli Esordienti di Raffaele Griggi, vinta la prima fase, sono arrivati al posto d’onore nella seconda. I Pulcini 1998 di Giorgio Fioretti hanno vinto il loro girone, oltre ad un cospicuo numero di Tornei, tra cui quello di Rivalta, dove hanno battuto in finale addirittura il Torino Calcio.

Preludio della nuova stagione, la 2009/10, il 14 giugno un torneo di settore giovanile, anteprima del week end alle Terme dal 26 al 28 giugno che culminerà con la Premiazione della Società nella Piazza del Municipio da parte dell’Amministrazione Comunale, il 27, alle ore 18.30.

Saltata la Festa Regionale del Settore Giovanile, per un normale turn over con altre Società Piemontesi, non salta, ovviamente, la Festa alle Fonti dal 31 luglio al 9 agosto 2009: la lunga notte sarà il 1° agosto, mentre la serata di sabato 8 verrà dedicata alla presentazione della nuova squadra che poche ore prima aveva iniziato la preparazione agli ordini del sempiterno Pierguido Pissardo, alla sua sesta stagione.

Lo staff delle Fonti verrà ufficialmente ringraziato con una cena (definita “cena vaselina” da qualcuno) allo Splendid il 23 marzo 2010, propedeutica anche all’ancora lontana estate di Feste.

Lo staff tecnico rimane pressoché invariato, con  Beppe Cane allenatore in Seconda, Gigi Balzarini allenatore dei portieri della Prima Squadra, Sebastiano La Vecchia massaggiatore ed il dottor Luca Vismara nuovo preparatore atletico.

Nel pomeriggio del 18 giugno 2009, Ranchini, Cristina e Zacchera completano la stesura del bilancio preventivo, per preparare la riunione serale alla quale partecipano per la prima volta due nuovi dirigenti, in arrivo dal retrocesso Borgomanero: Fausto Sgro, presidente uscente della gloriosa società cusiana, e Roberto Caretti, responsabile del Settore Giovanile nella stessa società. I due, portati a Baveno da Ranchini e Polli, accetteranno rispettivamente la carica di Direttore Generale, vacante, e di Responsabile del Settore Giovanile, andando a sostituire Osvaldo Bozzetti, che rientrerà a Gravellona.

Fausto Sgro, già Assessore ai Lavori Pubblici della Provincia del VCO, organizzerà per la Società un incontro (17 luglio 2009) per avvicinare al Baveno il nuovo Centro Commerciale, il “Lago Maggiore Center”: verrà concordata una forma di rapporto commerciale-pubblicitario, per il quale l’ASD Città di Baveno organizzerà alcuni eventi del presso il Centro; il 9 ottobre sarà ivi effettuata la presentazione ufficiale del Settore Giovanile.

Il neo Direttore Generale fisserà anche un incontro il 21 luglio 2009 con il nuovo assessore a Sport e Turismo della Provincia, Guidina Del Sasso: Ranchini e Zacchera la incontreranno presso la Provincia, all’interno del Tecnoparco, ma otterranno il solo Patrocinio, e non lo sperato congruo sostegno economico che desse un senso al ruolo di prima società calcistica della Provincia del VCO ed unica rappresentante il VCO in Eccellenza.

Grande il lavoro dell’Amministrazione Comunale per l’installazione della nuova recinzione, a norma, del campo sportivo Galli, che sempre più prende la forma di uno stadio; ora mancherebbe davvero solo una tribuna coperta, degna di una squadra di Eccellenza.

Nel frattempo, durante la campagna acquisti, cominciano a sorgere piccoli dissapori nello staff tecnico: la calma serafica di Polli nel concludere le operazioni, si scontra con la preoccupazione di Pissardo, al suo sesto anno da allenatore, ansioso di chiudere i contratti al più presto per affrontare con serenità il nuovo impegnativo Campionato di Eccellenza. A Sgro lo specifico compito, peraltro assolto, di risolvere amichevolmente la piccola frattura tra i due.

Pissardo e Zacchera chiudono velocemente con l’attaccante lombardo Mattia Colombo (32 anni, dalla Sestese in serie D) e con l’esperto centrocampista Patrick Agazzone (31 anni, dal Gavirate in Eccellenza), mentre Polli porta in biancoblù il portiere Alessio Bozzetti, 25 anni, dodicesimo a Gozzano, arrivato per dare respiro al bavenese titolare della Promozione Alessandro “Nanu” Amodei; e poi, con l’aiuto di Sgro, Polli chiude con i giovani difensori classe 91 Cristian Carrera, dal Novara, Mattia Piffero e Davide Caretti dal Borgomanero.

Mattia Piffero farà parte della selezione piemontese e parteciperà, senza fortuna, alla fase finale.

Dalla squadra cusiana neo-retrocessa arrivano anche due altri diciottenni, gli attaccanti Luca Metaldi e Stefano Gemelli, che contribuiranno all’eccellente stagione della Juniores Regionale di Matteo Sena, che li aveva fortissimamente voluti.

Arrivano anche l’ex verbanese Gabriele Ceccon e l’ex sunese Fabio Valsesia, quest’ultimo tesserato a stagione iniziata l’11 ottobre, in occasione della trasferta a Villeneuve in Val d’Aosta.

Dopo nove stagioni a Baveno, Andrea Marchiori riscatta il cartellino, ed a 25 anni inizia una nuova avventura a Gravellona, società decaduta alla ricerca di una nuova identità, sempre nel cuore di Piero Polli, direttore sportivo bavenese. Grazie alle sue 136 partite in biancoblù, Marchiori ha conquistato un posto nei primi venti calciatori più presenti nella storia del Baveno.

Stefano Arceri viene trasferito in prestito allo Stresa, dove mantiene la categoria, dopo tre eccellenti stagioni a Baveno e 64 partite, mentre una sola stagione è durata l’esperienza di Baveno per il giovane Simone Volpe e per l’esperto Marco Moretto.

Confermata a Matteo Sena la Juniores Regionale, il risultato sarà eccellente: una lotta fino all’ultima giornata permetterà al Verbania di superare il Baveno proprio sul filo di lana, ma la fase regionale, che premierà tutte e due, vedrà il Baveno perdere l’accesso alla finale regionale per una sconfitta casalinga a Vogogna col Fossano, che vincerà il titolo: il Baveno, secondo, appunto dietro al Fossano nel suo girone di qualificazione, potrà fregiarsi del platonico terzo posto piemontese.

Nel Settore Giovanile il “nuovo” Giorgio Zaninetta affiancherà Cristian Crivelli come preparatore dei portieri più giovani; Maurizio Zanella, anche lui nuovo allenatore, e Marco Gria condurranno le due squadre Allievi: il primo vincerà la Fase Provinciale ed arriverà quarto coi 93 nella fase regionale, mentre il secondo, cui sfuggirà per un soffio la fase regionale, vincerà, coi 94, la fase interprovinciale primaverile.

Un’altra novità sarà l’allenatore dei Giovanissimi 96/97: Cesare Rampi otterrà anche lui l’accesso al secondo turno, con una squadra di promettenti quattordicenni.

Le due squadre Esordienti (allenate da Griggi e Fioretti) vinceranno i rispettivi campionati (classifiche non ufficiali).

Giorgio Fioretti e Rino Molle hanno addirittura partecipato, con le proprie due squadre dei 1999 e dei 2000, a Tornei internazionali durante il periodo pasquale, raccogliendo soddisfazioni anche in Spagna (Blanes) e in Francia (Marsiglia).

I Pulcini, coordinati dallo stesso Rino Molle, avranno Salvatore Basile come allenatore dei 99, lo stesso Molle dei 2000 e Vincenzo Soressi dei 2001.

Cesare Rabaioli, già amministratore da oltre un anno del nuovo sito web ufficiale della Società, inizierà la sua collaborazione con il generoso Rino nell’ambito dei Primi Calci, dove continua la collaborazione di Gino Griffini.

Il Settore Giovanile, per le crescenti dimensioni, dovrà servirsi anche delle strutture di Feriolo e di Gravellona (campi Lucchini e Scuole), ma non sarà un’esperienza molto positiva, né per gli allenamenti né per le partite di campionato, a causa del fondo dei terreni e, talvolta, dell’ospitalità.

Il fiore all’occhiello del Settore Giovanile sarà, per la nona volta, il Trofeo Carlo, organizzato domenica 4 ottobre da Massimo Zacchera, che confermerà, per il quinto anno, gli “Alberghi Zacchera” a  Sponsor del Settore Giovanile.

La prima squadra sarà invece sponsorizzata da “Domus Market Italiana SpA”, di Vedano al Lambro, che produce, vende e posa tessuti, stoffe, moquettes, per alberghi, uffici, casino’ e grossi complessi residenziali ed il cui logo comparirà sulle maglie biancoblù.

L’inizio della nuova stagione porta a Baveno la storica Novese per la prima della Coppa di Eccellenza, ma il 30 agosto sarà sfortunato e saranno gli ospiti a passare al secondo turno.

Il campionato, invece, è stato pari alle attese, con un’altalena di risultati che hanno mantenuto la squadra per tutta la stagione al di sopra della zona critica, anche se, per una decisione inconsueta del Comitato Regionale (da questa stagione retto dall’ossolano Ermelindo Bacchetta), il Girone A, con le 17 squadre ammesse, avrebbe comportato ben 4 retrocessioni, che sarebbero scaturite dalle 5 squadre coinvolte nei Play Out.

Nella Società, invece, una piccola rivoluzione ha portato, contemporaneamente il 30/09/09, alle dimissioni di Piero Polli (l’attento e competente Direttore Sportivo della Promozione lascia, per la seconda volta a stagione iniziata, l’Eccellenza appena conquistata: la prima volta fu con il Valdossola di Minoggio nell’autunno 2003) e di Fausto Sgro (appena arrivato come Direttore Generale). Peccato: a loro modo, con un po’ di spirito di adattamento, ognuno di loro poteva essere utile alla causa della Società. Polli tornerà all’amato Gravellona, di cui dopo qualche mese diventerà Presidente; Sgro accompagnerà il figlio calciatore a Mergozzo, per poi approdare, a fine stagione, al Fomarco, di cui diverrà anche lui Presidente nella stagione 2010-11.

Roberto Caretti e l’allenatore Pissardo si distribuiranno i compiti che avrebbero dovuto essere svolti dai due dirigenti dimissionari.

La finestra di dicembre porterà polemiche e rivoluzioni nell’organico della rosa: comincerà Cristian Carrera che, subito all’apertura delle liste, chiederà lo svincolo, arrabbiatissimo per non essere stato impiegato nemmeno un minuto, lui diciottenne dalle grandi aspettative, vittima anche di qualche piccolo infortunio e di qualche incomprensione con l’allenatore.

Era arrivato con un palmares indiscutibile, il “lombardo” Mattia Colombo, bomber di esperienza e qualità, ma non è mai entrato nel cuore della piazza bavenese: solo quattro marcature e qualche atteggiamento sopra le righe hanno portato ad una separazione consensuale verso l’astro nascente Maranese, campionato di Promozione, ma la 2009-10 sarà una stagionaccia per il trentunenne optometrista. Serve un altro bomber, da affiancare ad un Oliva un poco acciaccato: Omar Papa, solo 25enne, ma con già un passato e tanti gol alle spalle, esordirà segnando e vincendo il 5 dicembre contro il Fulgor Valdengo di Granai. Tornerà ad esultare nella trasferta vincente di Oleggio domenica 20 dicembre, ma la sosta natalizia gli sarà fatale: appesantito, si innervosirà domenica dopo domenica per essere poco impiegato e, come un gatto che si mangia la coda, non riuscirà più a segnare neppure una rete, toccando il fondo con la sceneggiata della notturna di Gravellona contro la Dufour, sua ex squadra. Il Baveno vince la partita, molto sentita per la particolare rivalità che divide le due squadre, spessissimo avversarie in Prima, in Promozione e in Eccellenza, in Coppa e in Campionato, in queste ultime stagioni, e Papa non viene schierato, facendogli scattare il “cinque minuti” all’uscita dello spogliatoio, dove incontra il Presidente Ranchini, raggiante per la vittoria ottenuta, col quale ha un antipatico scontro verbale.

Il Consiglio sospenderà per due domeniche l’impulsivo giocatore, che chiuderà, così, male la stagione biancoblù, convinto di non aver ricevuto il trattamento tecnico promesso, adducendo lo scarso impiego come giustificazione alle due misere segnature nelle dodici volte in cui è stato impegnato. Papa si rifarà – rimesso a nuovo fisicamente – nella stagione successiva, a Briga, in Promozione, superando le venti marcature, suo score abituale.

Appetito, Castiglioni e Fradelizio sono stati per vari motivi (infortuni, scelte tecniche, impegfni lavorativi) scarsamente utilizzati nel girone di andata: Omegna e Gravellona li accoglieranno tra le loro braccia, confermandoli anche per la stagione successiva.

Problema portiere: Alessandro Amodei, il portiere della Promozione, lamenta la mancata alternanza con Alessio Bozzetti e nasce una polemica che porta alle dimissioni dal Consiglio del padre Pietro, che accusa il mister Pissardo di comportamento scorretto verso Alessandro e di promesse non mantenute. Il preparatore dei portieri Balzarini, dopo la trasferta di Cirié, suggerisce l’utilizzo di Amodei, che gioca tre partite intere; stavolta è Bozzetti ad infuriarsi e pretende di lasciare i biancoblù per raggiungere il padre Osvaldo a Gravellona.

Pissardo coglie la palla al balzo e riesce finalmente ad ottenere quello che gli era mancato nel girone di andata: il portiere “giovane”. Ed arriva Stefano Sem, classe 89, che, suo malgrado, ricaccia in panchina l’incolpevole Amodei, che nel ritorno, verrà utilizzato, scontento, solo tre volte. Per inciso, ad Amodei, a dicembre, era stato proposto di essere collocato altrove, ma il giovane bavenese aveva preferito rimanere, convinto di potersi giocare il posto di numero uno.

Col portiere Sem, esordisce ad Oleggio anche il ventiquattrenne siciliano Rosario Ceraulo, mediano già del Marsala, che inaugura un nuovo corso, che troverà grande linfa nella stagione successiva: una stanza messa a disposizione dallo Zacchera ed i pasti offerti dalla solita generosa Mina del Ristorante Nazionale; il gioco è fatto e il Baveno può iniziare ad ospitare questi ragazzi che vengono da lontano alla ricerca di gloria nell’Eccellenza Piemontese. Non farà la differenza, l’atletico Rosario, ed a maggio lascerà Baveno senza rimpianti. Avrà giocato 1111 minuti ed avrà segnato una rete.

Davide Oliva si confermerà bomber di razza; 13 segnature in 30 partite lo portano, scavalcato Roberto Donghi, all’inseguimento di Matteo Primatesta nella classifica dei marcatori di sempre. Damigella d’onore, Natoli, sotto di un’incollatura, mentre Franzetti chiuderà la stagione con otto reti all’attivo.

E’ nell’aria il “dopo Pissardo”: è proprio il tecnico bavenese ad invitare un collega a seguire il Baveno già da inizio 2010. Roberto Manzo, quarantottenne di Santhià, esonerato a Natale dai biellesi del Ce.Ver.Sa.Ma. (stesso girone del Baveno) visiona costantemente la squadra nel girone di ritorno e, dopo vari approcci ufficiosi ed un primo incontro ufficiale con la Società il 9 aprile, accetta la proposta di Ranchini, presentata nella riunione al Simplon del 19 aprile 2010, cui partecipano, oltre al prsidente, i consiglieri Zacchera, Cristina, Albertini, Ridolfi, Arrivabene, Bernareggi, Marchiori, Caretti e Pissardo. Il nuovo allenatore della stagione 2010/11 chiede di portare con sé Sergio Gabasio, come allenatore in seconda e preparatore atletico; la società pensava a Beppe Cane, per questo ruolo, ma l’ex braccio destro di Pissardo rimarrà come supporto per il recupero degli infortunati, finché non verrà incaricato, a novembre, di rilevare l Juniores Regionale, orfana di Matteo Sena.

Il nuovo campionato (terminato il vecchio il 2 maggio) si aprirà con un’amichevole (15 maggio 2010) con il Varese (0-3) che si appresta ai play off per la serie B, società con la quale Zacchera instaurerà buoni rapporti personali e lavorativi (torneranno in amichevole, stavolta 0 a 7, il 18 luglio, durante la prima fase della loro preparazione alla B, ancora ospiti degli alberghi Zacchera). La montagna, però, non partorirà nessun topolino e Pissardo, neo Direttore Generale, dovrà rivolgersi altrove per i giovani, che Varese aveva promesso.

Ranchini e Zacchera imposteranno in due mattinate, il 23 ed il 27 aprile, il Bilancio Preventivo per poter guardare alla nuova stagione con i piedi ben saldi a terra.

Mentre Pissardo e Manzo, coadiuvati da Roberto Caretti (il verbanese rimarrà responsabile del settore giovanile, accettando anche un ruolo di supporto organizzativo nella prima squadra), lavorano per l’impostazione della squadra per l’Eccellenza, si svolge la solita estate di lavoro alle Fonti, con Massimo Zacchera sempre attento organizzatore con Piero Cristina infaticabile braccio destro.

Il 28 maggio 2010, cena del Fogazzaro Day per i ragazzi delle scuole medie ed il giorno successivo quella per i ragazzi del settore giovanile. Il 2 giugno ritorna una Manifestazione Regionale su richiesta di Silvio Benati, quella dei Piccoli Amici. Sono ammesse: per la Delegazione di Alessandria, il Don Bosco, per Aosta il Quart, per Asti il Voluntas Nizza Monferrato, per Biella la Libertas Biella Cossato, per Cuneo il Saluzzo e il Fossano, per Ivrea il Banchette, per Novara il Marano, per Pinerolo il Villastellone-Carignano, per Torino il Mirafiori, il Lucento, il Trofarello e il Gassino San Raffaele, per il VCO la Varzese e il Baveno ed infine per Vercelli il CVR 2005.

La Festa alle Fonti si svolge dal 28 luglio al 8 agosto 2009: la Lunga Notte sarà sabato 7 agosto, mentre durante il pranzo al Simplon dello stesso sabato Ranchini saluterà la nuova squadra che poche ore prima aveva iniziato la preparazione. Il giorno successivo avverrà, alle Fonti, la presentazione ufficiale, alla presenza anche di tele VCO.

Lo staff tecnico subisce una piccola rivoluzione, con la conferma del solo Sebastiano La Vecchia (massaggiatore), mentra il già citato Gabasio sarà allenatore in seconda e preparatore atletico e Matteo Castellani allenatore dei portieri della Prima Squadra.

Tra Campo Sportivo, Fonti e magazzini si è materializzata una nuova interessante figura, quella di Angelo Toresani, che in poco tempo ha saputo inserirsi, eccome, nel gruppo, con la sua simpatia e la sua grande disponibilità. Ufficialmente è il nuovo magazziniere, che subentra al decano Libero Zamperini, appiedato per motivi di salute, ed al quale la Società esprime la sua riconoscenza per i lunghi anni trascorsi a Baveno. In realtà, Angelo diventerà una specie di factotum, che Zacchera aveva scoperto e che Zacchera saprà ben gestire.

La sera del 23 giugno 2010, Ranchini aveva chiesto a Caretti di convocare alle Fonti il nuovo staff del settore giovanile, per una reciproca conoscenza ed una specifica illustrazione dei compiti. Si presentano quasi tutti, dando così vita all’inizio ufficiale della nuova stagiona 2010/11 del Settore Giovanile. Sono presenti, oltre a Pissardo, Zacchera, Arrivabene, Cristina ed agli accompagnatori, gli allenatori: Matteo Sena (Juniores Regionale), Marco Gria (Allievi 94/95), Cesare Rampi (Giovanissimi Misti 96/97), Raffaele Griggi (Allenatore Giovanissimi Fascia B 97/98), Giorgio Fioretti (Esordienti a undici 98), Maurizio Zanella (Esordienti a nove 99), Rino Molle (Responsabile Settore e Allenatore Pulcini 2000), Vincenzo Soressi (Pulcini 2001), Damiano Antonini (Pulcini 2002), Gino Griffini (supporto tecnico SG) e Giorgio Zaninetta (allenatore dei portieri Esordienti e Giovanissimi).

Per il 20 luglio, il presidente Ranchini chiede al Sindaco di poter incontrare i responsabili di Feriolo Calcio e CSI, per illustrare le problematiche relative all’utilizzo del campo, che deve essere in gran parte riservato al Baveno, visto l’alto livello di campionato che si trova a dover affrontare e la qualità dei nuovi avversari, ai quali è opportuno presentare una struttura in eccellenti condizioni, di fondo e di pulizia. Stefano Garoni e Marzio Morandi per il CSI e William Tamburini per la Feriolo, prendono atto delle richieste ed accetteranno successivamente un verbale della riunione che Ranchini preparerà ed invierà loro. Viene riconosciuto al Baveno il merito di una grande serie di interventi sulla struttura che andrà salvaguardata al meglio dalle altre realtà calcistiche che operano a Baveno, con un utilizzo limitato che porterà ad una maggiore insistenza del CSI sulla struttura di Feriolo.

La prima squadra sarà, quest’anno, ancora grazie alle opere di Massimo Zacchera, sponsorizzata da “Jensen Italia”, di Novedrate, che produce ed installa macchinari per lavanderie industriali. Sulle maglie del Settore Giovanile rimarrà, per il sesto anno, il logo degli “Alberghi Zacchera”.

Si parlava della campagna acquisti di Pissardo, Manzo e Caretti: senz’altro, anche se col senno di poi, andava posta maggiore attenzione ai desideri di un allenatore, Roberto Manzo, che voleva – ed ha ottenuto – un intervento massiccio di sostituzione di tanti protagonisti della scorsa stagione che ha stravolto l’ossatura di una squadra che bene aveva fatto al suo esordio in Eccellenza.

E quindi si devono cercare i sostituti di Maurizio Natoli, forse il principale artefice del miracolo Baveno coi suoi 36 gol in 100 partite, di Fabio Franzetti, eccellente esterno di velocità e qualità anche se non a tempo pieno,  autore di 35 reti in 70 partite e due anni e mezzo passati in biancoblù, del giovane difensore emergente 1991 Mattia Job, finito inutilmente in una categoria inferiore ad Omegna, coinvolto nella lotta per non retrocedere, così come il possente centrale Gabriele Ceccon. Altra grave partenza quella di Roberto Fantone, infaticabile corridore di centrocampo, tra l’altro insostituito nelle prime partite di campionato, fino all’arrivo, insperato, di Roberto Piazzani. Fantone, tra l’altro, era, tra i giocatori partiti, quello che sarebbe rimasto a Baveno senza porre alcuna condizione. E meno male che Pierguido Pissardo ha cercato di chiudere – pur in ritardo – la porta della stalla, trattenendo Fabio Mammucci, Davide Oliva e Patrick Agazzone, che ha anche convinto, con la complicità di Massimo Zacchera, il più giovane fratello Simon Luca, che aveva vinto col Casale la serie D, ad accasarsi in maglia biancoblù.

A merito dell’allenatore Manzo va riconosciuto l’ingaggio di Gianluca Lucia, il ventisettenne bomber di Biella, capocannoniere di Eccellenza nella scorsa stagione e di Promozione nella precedente, sempre con la Dufour Varallo, che però sarà autore del più incolore campionato della sua carriera, non raggiungendo neppure i 10 gol, risultando protagonista, in negativo, soprattutto di un girone di ritorno da dimenticare. A niente sono serviti gli stimoli della Società, dello staff tecnico e dello stesso Presidente, con cui ha scambiato una chiaccherata la sera del 15 marzo 2011: Lucia segnava il suo ottavo gol stagionale con una doppietta alla Pombiese il 7 novembre 2010; la nona ed ultima marcatura stagionale sarà, in mischia, contro il Borgomanero, quattro mesi dopo, il 20 marzo 2011. Incredile ed impensabile per un giocatore della sua caratura e del suo passato.

Anche Mirko Di Benedetto, centrale difensivo del 1985, verrà a Baveno dietro Manzo, proveniente d Ceversama e Dufour Varallo e la sua stagione, pur costellata di qualche squalifica (salterà sei partite grazie al Giudice Sportivo e finirà in diffida per la decima ammonizione il suo campionato), non potrà non essere considerata sufficiente.

Marsico e Panciulo sono due giocatori, segnalati dai procuratori, provenienti l’uno, portiere ventenne, dall’Alessandria, l’altro, difensore trentenne, dalla Campania; la loro stagione a Baveno finirà però già durante la preparazione, considerati non all’altezza dalle prime amichevoli: i due ragazzi se ne torneranno a casa portandosi un cattivo ricordo della società bavenese. Al posto del portiere Mrasico – e stavolta Pissardo e Manzo non sbagliano – arriva il formidabile Emiliano Campana, 33enne cuneese, l’ultimo anno alla Nicese in Eccellenza, forse il miglior portiere che Baveno ha mai avuto, senz’altro il più bravo del girone, che si fermerà a Baveno tutta la settimana, come Mirko Di Benedetto, col quale condividerà una delle stanze messe a disposizione della squadra da Massimo Zacchera. Chi sostituirà invece l’esperto Panciulo, sarà il giovane ventunenne Matteo Accomazzo, difensore già della Fulgor Valdengo, ed anche lui sarà un acquisto azzeccato, titolare per tutta la stagione.

Sbagliato risulterà purtroppo, in questa anonima stagione alle porte, anche l’approccio ai giovani del 1992: arriveranno Simone Cottone e Riccardo Moschetta, ospitati anch’essi nei locali di Zacchera, in quanto provenienti – grazie a procuratori – rispettivamente dall’Aquanera alessandrina e dalla Paganese campana. I due ragazzi, così come l’altro giovane 1990 Luca Franguelli, verranno lasciati liberi dal Baveno col mercato invernale senza rimpianti.

Indovinato tecnicamente, la diciottenne mezza punta feriolese Lorenzo Rossi, che Massimo Zacchera in prima persona ha prelevato in forma definitiva dal Novara, grazie alle trattative del padre di Lorenzo, suo amico personale, e di Pissardo. Infortuni e malattie perseguiteranno però il giovane calciatore, tanto che riuscirà a disputare, intere, solo le ultime tre partite di campionato, collezionando in totale solo 774 minuti di presenza nella stagione.

Il 19 settembre, terza di campionato ad Oleggio, un grave infortunio allontanerà Patrick Agazzone e Luca Zanni rispettivamente sette e cinque partite dai campi: Roberto Piazzani, che già si allenava con Manzo essendo senza squadra, viene convinto da Pissardo e tesserarsi e, alla fine, conterà comunque 1258 minuti di presenza biancoblù e la quasi riconferma per la stagione successiva; una piacevole sorpresa, il trentatreene verbanese, l’ultima stagione al Valdossola in Promozione.

Come difensore, viene ingaggiato Alex Ardissone, anche lui non di primo pelo, trentaduenne proveniente dal Crescentino: in realtà era stata una scelta già fatta dal tecnico Manzo, che proprio ad Oleggio lo aveva fatto esordire, ma nel prosieguo del campionato troverà sempre meno spazio, a vantaggio di un Mammucci riscoperto dopo la svolta tecnica seguita alla sconfitta di Marano.

In effetti, quella di Marano, persa due a zero, ma il risultato poteva essere ben peggiore, appare come un segnale per la chiusura del rapporto con l’allenatore, cui veniva da settimane comunque imputata la colpa della campagna acquisti insufficiente e quindi di una classifica che non decollava, viste le aspettative di inizio stagione che dovevano vedere il Baveno migliorare lo score della passata stagione, portandosi a ridosso della zona play off.

Pissardo e Zacchera non avevano potuto essere presenti a quella partita del 17 ottobre, ognuno dei due per motivi differenti, ma Ranchini, a fine partita, chiama il tecnico al telefono preparandolo al fatto che mercoledì 20 il Consiglio si riunirà per esaminare la situazione. Presenti al Simplon alle 18 Ranchini, Zacchera, Cristina, Albertini, Ridolfi, Arrivabene, Bernareggi, Marchiori, Pissardo, Caretti, “la Società decide l’esonero dell'allenatore Roberto Manzo, sostituito da Pierguido Pissardo, già allenatore nelle scorse stagioni della Prima Squadra ed attualmente Direttore Generale della Società, con Matteo Sena, già allenatore della Juniores Regionale. Questo, al fine di garantire continuità nella gestione della squadra da parte di chi l'ha allenata per svariate stagioni, e di avviare un progetto nuovo con un allenatore che ha dimostrato capacità nei tre anni passati a Baveno nelle categorie inferiori.”

Il virgolettato corrisponde al contenuto del Comunicato Stampa emesso dalla Società.

Alle 17,30 del giorno successivo, 21 marzo 2011, Raffaele Ranchini e Massimo Zacchera incontrano Manzo al Simplon: non c’è, da parte dell’allenatore ormai uscente, nessuna condivisione sulla scelta fatta dalla Società, ma il dado è tratto e Manzo conclude la sua breve avventura a Baveno con undici punti in nove partite (bilancio accettabile), ma con uan squadra da correggere a dicembre. A causa della promozione di Sena, con novembre passa a Beppe Cane la Juniores Regionale.

In realtà, poi, a dicembre non accadrà nulla se non il taglio già descritto di qualche giocatore: Pissardo gestirà l’uscita di Cottone, Moschetta e del giovane La Prova, da poco arrivato; a Ranchini il compito di indorare la pillola al dubbioso Franguelli, cui verrà trovata una collocazione al CeVerSaMa., sempre in Eccellenza.

Riccardo Celeste, 1993, sarà la piacevole sorpresa giovane della stagione: 3 gol in Eccellenza per il grosso attaccante, schierato per quasi 1000 minuti, con l’esordio a Borgomanero, nei primi 45 minuti di quella partita che l’arbitro, con una decisione inaspettata, avrebbe poi sospeso senza riprendere dopo l’intervallo, il 31 ottobre 2010.

Altri sono i calciatori che Matteo Sena avrebbe fatto esordire in questo campionato: il 94 Riccardo Ruga Riva il 21 novembre 2010 in trasferta a Borgovercelli, che collezionerà 500 minuti di Eccellenza; e poi Stefano Scarinzi, 1993, a Valdengo l’8 dicembre, Felipe Acucella, 1994, a Pombia il 27 marzo, Marco De Luca, 1993, e Alessio Manoni, 1995, rispettivamente alla penultima ed all’ultima giornata di campionato.

Il giovane Daniele Piffero, 1993, era invece stato fatto esordire da Manzo in casa col Verbania fin dal 10 ottobre; ma il ragazzo, fratello dell’altro Piffero, Mattia, prelevato dal Golinpar, a fine stagione avrà al suo attivo solo 320 minuti, complice anche un infortunio rimediato a fine inverno.

La stagione sarà altalenante: l’andata si chiuderà con la vittoria tra le mura amiche contro la Pro Settimo ed il conseguente raggiungimento dell’ottavo posto (22 punti) immediatamente a ridosso dei play off; il girone di ritorno non sarà alla medesima altezza e si chiuderà con soli 14 punti all’attivo, senza mai correre effettivi rischi, anche se il Consiglio il 10 marzo deciderà di sospendere i rimborsi fino al conseguimento della salvezza; questo provvedimento sarà comunicato alla squadra prima dell’allenamento del 15 da Zacchera, e sarà annullato dal Presidente appena al termine della vittoriosa partita a Pombia.

In effetti, la stagione 2010/11 si chiude praticamente proprio a Pombia, l’ultima domenica di marzo: la squadra scende in campo decimata dalle squalifiche (ben 5 giocatori al palo, quasi un record), ma è autrice, pur infarcita di giovani, di una prestazione encomiabile con cui espugna il campo novarese e, approfittando della contemporanea sconfitta dell’Oleggio in Val d’Aosta, porta ad otto i punti di vantaggio a tre giornate dal termine, con la conseguente, almeno teorica, salvezza, che si concretizzerà a Baveno la domenica successiva.

Anche il Settore Giovanile archivierà la sua stagione ufficiale con un solo Campionato Regionale conquistato per il secondo anno consecutivo dai Giovanissimi 96, vincitori della fase provinciale, allenati da Cesare Rampi: il risultato finale sarà migliore di quello della scorsa stagione, un terzo posto nella seconda fase, con qualche rammarico per i punti persi nel Girone d’Andata, coi quali, magari, poteva essere fatto un pensierino alla terza fase ….

Tra i vari tornei estivi disputati, con risultati anche eccellenti, spicca il risultato sorprendente, inatteso e di grande spessore, ottenuto nel XII Torneo Citta' di Cesena, che si è svolto tra il 2 ed il 6 giugno, a Cesenatico. E’ un Torneo Internazionale, arricchito dalla partecipazione di 133 squadre provenienti dalla Repubblica Ceca, dalla Repubblica Slovacca, da Ucraina, Polonia, Germania e di squadre italiane provenienti da tutta Italia (Brindisi, Napoli, Roma, Cosenza, Torino, Milano, Verbania, Como, Ravenna, Liguria, ecc.). Le tre squadre del Città di Baveno partecipanti (Giovanissimi 1996, Esordienti 1998 e Pulcini 2000), dopo aver vinto i rispettivi gironi eliminatori, hanno superato i quarti e le semifinali, andando poi a vincere due finali su tre. Infatti, nella finale i  Giovanissimi 1996, allenati da Cesare Rampi, hanno battuto il Bacigalupo (TO) per due a zero, con doppietta di Lorenzo Zanoni. Nell'altra finale, gli Esordienti 1998, allenati da Giorgio Fioretti, hanno battuto il P.G.S.Smile Formigine (MO), sempre per due a zero, con reti di Fabio Cabrini  e Thomas Albertini. I Pulcini 2000, allenati da Rino Molle, hanno invece perso la loro finale tre a due contro i napoletani della A.S.D.G. Landriani, arrivando quindi secondi nel Torneo.

Poche settimane prima, il 15 maggio, gli Esordienti 98 hanno raccolto un lusinghiero secondo posto al Trofeo Quirino di Pontestura, battuti in finale dai pari età della professionista lombarda Pergocrema.

Sabato 11 e domenica 12 giugno, alle Terme viene organizzata la Festa del Settore Giovanile, ultimo atto di una stagione tranquillamente definibile positiva. In quest’occasione, l’uscente allenatore degli Esordienti 98, Giorgio Fioretti, ha ricevuto una targa ricordo dalla Società; è un ringraziamento per i 3 anni di  successi ottenuti con la sua promettente squadra che si è rivelata quasi imbattibile nel campionati locali cui ha partecipato.

La stagione 2011-12 si apre con le riunioni per l’approvazione dei bilanci, consuntivo e preventivo, onere come sempre a carico del Presidente Ranchini, che, illustrate le varie voci, comunicherà allo staff tecnico il budget a disposizione per la campagna acquisti ed i rimborsi ai giocatori. Alle riunioni conclusive, tenutesi al Simplon alle 21 dei giorni 27 maggio e 7 giugno, erano presenti Luciano Albertini, Enzo Arrivabene, Sandro Bernareggi, Roberto Caretti (confermato Responsabile del Settore Giovanile e Coordinatore delle Squadre), Piero Cristina, Pierguido Pissardo (che il 15 aprile era stato nominato nuovamente allenatore della Prima Squadra per la stagione 2010-11), Raffaele Ranchini, Roseo Ridolfi, Franco Soncin (che nella stessa riunione del 15 aprile era stato nominato nuovamente Direttore Sportivo per la stagione 2010-11), Massimo Zacchera.

Il Primo Giugno partono i primi scavi al Campo Sportivo, inizio dei lavori per la trasformazione, evento epocale, del campo Galli da erba naturale a materiale sintetico di ultima generazione.

Terminata la fase preparatoria, affidata alla Ditta Bellani snc di Baveno, verrà posato il nuovo manto “Soccer Pro” da parte della ditta Limonta Sport SpA di Cologno al Serio, leader nel settore, mentre il nuovo impianto di illuminazione sarà a carico della I.E.C. srl di Borgomanero.

Il rilascio del prodotto finito è previsto per il 31 luglio 2011 e l’Amministrazione Comunale fornirà la fidejussione per il mutuo ventennale di 350.000 euro, che la ASD Città di Baveno aprirà con ICS, l’Istituto per il Credito Sportivo.

La stessa Amministrazione Comunale, riunita in Consiglio Comunale il 27 aprile, ha approvato, a seguito della delibera di Giunta del 14 aprile, uno stanziamento straordinario di 10.000 euro annui per tutta la durata del mutuo, così da coprire i costi preventivati oltre l’importo del mutuo acceso. Questo stanziamento va ad integrare il contributo ordinario che il Comune di Baveno eroga al Baveno ormai da anni, secondo quanto stabilito nella Convenzione stipulata con le tre Società Calcistiche comunali e cioè, Feriolo Calcio, C.S.I. e Baveno stessa.

Il raduno per la nuova stagione avviene il 1° agosto ore 10 al campo, alla presenza dello staff tecnico e del segretario Ridolfi. Alle 11,30 il presidente Ranchini dà il benvenuto ai giocatori convocati, 27 tra Prima ed Juniores aggregati. La preparazione inizierà nel pomeriggio ad Agrano, per proseguire a Feriolo, in attesa dell’ultimazione del campo, prevista per l’amichevole di sabato 13 agosto con la Berretti della Pro Vercelli.

Durante la Festa delle Terme, oltre alla premiazione dei migliori cannonieri della stagione precedente, viene consegnata una targa a Giorgio Fioretti, premiato per il gruppo dei 1998 portato a Baveno e condotto per tre anni con una serie invidiabile di successi nei campionati e nei tornei.

Quattro riconoscimenti cono stati anche consegnati dal Presidente e quattro ex Consiglieri, che hanno ricevuto una targa a ricordo della loro lunga militanza nella Società: Gianpiero Malaterra, Franco Vesco, Libero Zamperini e Mauro Veglia. Tutti costoro hanno contribuito, ognuno per le proprie possibilità e capacità, a costruire un pezzo di storia del Baveno.

ASD CITTA' DI BAVENO 1908

I GENITORI sono importanti per gli stimoli che possono fornire ai figli che praticano sport: incoraggiamenti ed utili consigli fanno crescere lo sportivo con sani principi morali ed etici, con il rispetto delle regole del FAIR – PLAY. L’importante è che i genitori non siano troppo oppressivi e che non intervengano insistentemente nella vita della squadra e nella vita della società.Il genitore non deve fare troppe pressioni psicologiche sul rendimento sportivo; è importante anche che i genitori non riversino sui figli le proprie aspettative mai realizzate.

LE “REGOLE” PER IL GENITORE DEL GIOVANE CALCIATORE

- Stimolare ed incoraggiare la pratica sportiva, lasciando che la scelta dell’attività sia fatta dal bambino.
- Instaurare un giusto rapporto con l’allenatore per fare in modo che al bambino arrivino dei segnali coerenti dagli adulti di riferimento.

- Lasciare che il bambino sia libero di esprimersi in allenamento ed in gara, educandolo così all’autonomia.
- Non esprimere giudizi sui compagni o fare paragoni: è una delle situazioni più antipatiche che si possano verificare tra i grandi ed i piccoli.
- Evitare i rimproveri a fine gara. Dimostrarsi invece interessati a sapere come vive i vari momenti della gara ed evidenziare eventualmente i miglioramenti. Aiutarlo a porsi obiettivi realistici ed aspettative adeguate alle sue capacità.

- Bisogna saper essere presenti senza dare soluzioni pronte, senza chiedergli troppo o troppo poco, o fargli credere di essere piu forte di quello che è;
- Offrire più opportunità per una educazione sportiva globale: rispetto degli impegni e delle priorità (scuola), dei propri indumenti, degli orari, dei compagni, delle autorità, dell’igiene personale. Il genitore deve cooperare nel suo riolo di genitore con l’allenatore per far raggiungere al ragazzo questi obiettivi;
- Essere presenti non solo fisicamente nei momenti di difficoltà: incoraggiare, sdrammatizzare, far capire gli aspetti positivi, salvaguardare il benessere psicologico del bambino.

- saper creare le condizioni perche i propri figli provino GUSTO e INTE-RESSE per lo sport.

- Avere un atteggiamento positivo ed equilibrato in rapporto al risultato. Saper perdere è molto più difficile ed importante di saper vincere. Nello sport e nella vita non ci sono solo vittorie e dopo una caduta è importante sapersi rialzare.

ATTEGGIAMENTI DA EVITARE

1. Come Genitore NON PUOI e NON DEVI SOSTITUIRTI al TECNICO, se lo fai rischi di dare suggerimenti contrari alle sue indicazioni, riducendone l’autorevolezza, e creando confusione nell’Atleta con conseguenze sul rendimento in campo. Non cadere nell’errore di pretendere che giochi come vuoi tu, senza tener conto delle sue capacità, dei suoi desideri e delle indicazioni dell’allenatore.

2. Una volta accompagnato tuo figlio al campo, per l’allenamento o per la partita, il tuo compito si esaurisce qui! EVITA di PORTARE la BORSA, NON ENTRARE nello SPOGLIATOIO o in CAMPO che trall’altro sarebbe vietato, invaderesti il suo spazio violandone il suo significato. RAGGIUNGI la zona riservata al pubblico e fai sentire il tuo incoraggiamento.

3. Ricordati che tuo figlio ti osserva e magari senza dirtelo ti giudica, certe esternazioni volgari o violente possono mortificarlo nei confronti dei compagni di squadra o della Società, quindi evita di denigrare i giocatori e le società sportiva avversarie e tantomeno le scelte tattiche del mister, tutti vorrebbero veder giocare il proprio figlio, ma esistono anche i figli degli altri. Dai l’esempio, fai sempre il tifo a favore della squadra di tuo figlio e mai contro gli avversari, ricordati che sono bambini o ragazzi come il tuo e tutti siamo qui per educare e divertirci.

4. Non muovere critiche ed evita di inveire contro il tecnico, molto spesso le sue scelte sono dettate da motivazioni di cui non sei a conoscenza, ricordati che è lui a contatto con loro sotto l’aspetto sportivo in allenamento e non tu, se ritieni che qualcosa non stia andando per il verso giusto hai a disposizione l’ascolto della dirigenza e del resp. attivita di base, parlane con loro e fa sempre in modo che l’eventuale critica sia costruttiva per il bene di tuo figlio e dei suoi compagni.

5. Evita di esaltare tuo figlio, magari criticando i suoi compagni. L’amore verso di lui può farti dire, anche inconsciemente, cose illogiche ed innoportune.

ATTEGIAMENTI DA ASSUMERE

1. Rispetta le decisioni o scelte tecniche del mister anche se non le condividi, sarà la Società attraverso i suoi responsabili di settore ad intervenire se ne ravvede la necessità.

2. Infondi sempre a tuo figlio serenità e obbiettività di giudizio, sia per quanto riguarda il suo rendimento che quello degli altri.

3. Sii indulgente sull’operato degli arbitri e della Federazione, per obbiettività e coerenza dovresti assumere lo stesso atteggiamento che usi verso tuo figlio quando sbaglia.

4. Aiuta la Societa a crescere. C’è sempre bisogno di suggerimenti costruttivi.

INDICAZIONI PER I FAMIGLIARI

- è cosa gradita alla società astenersi dal dare indicazioni ai figli durante gli allenamenti e le partite, è gradito incitare la propria squadra,non assumere un atteggiamento offensivo verso arbitro, giocatori avversari, dirigenti e genitori dei ragazzi dell’altra squadra.

- è gradito alla società la non interferenza con i tecnici su: il ruolo, la convocazione, la fascia di capitano,la posizione in campo, l’inserimento in un gruppo squadra, su tutto ciò che ha una valenza tecnica o di relazione tra l’istruttore e ed allievo.

- la società mette a disposizione dei familiari un responsabile per ogni squadra che sarà possibile interpellare per tutti i chiarimenti necessari.

- si consiglia di instaurare un giusto rapporto con l’istruttore per fare in modo che al bambino arrivino segnali coerenti dagli adulti di riferimento

- incoraggiate e stimolate il vostro figlio alla pratica sportiva

- evitate di esprimere giudizi sui suoi compagni o di fare paragoni con essi.

- evitate rimproveri a fine gara, sosteneteli sempre, aiutateli ad assumere obiettivi realistici ed aspettative adeguate alle loro possibilità.

- fate sentire la presenza nei momenti di difficoltà; incoraggiate, sdrammatizzate e in ogni caso salvaguardate il benessere psicologico del bambino.

- avere un atteggiamento equilibrato nei confronti del risultato nello sport come nella vita, non ci sono solo vittorie e dopo una caduta occorre sapersi rialzare.

ASD CITTA' DI BAVENO 1908

 

Mansionario del DIRIGENTE ACCOMPAGNATORE

NEL SETTORE GIOVANILE

Dirigenti Responsabili di Squadra

A tali figure di riferimento, rigorosamente individuate dal Responsabile del Settore Giovanile secondo requisiti, i canoni e la Filosofia richiesta dalla Società ASD CITTA’ DI BAVENO, sono attribuiti incarichi di grande delicatezza. In primo luogo accompagnano le squadre loro affidate agli incontri agonistici previsti dalla federazione in campionato ed eventualmente a confronti amichevoli e tornei e rispondono direttamente del buon comportamento dei giocatori del rispetto degli impianti e del materiale in dotazione, nonché dell’immagine della società ASD CITTA’ DI BAVENO di appartenenza. Inoltre, essendo sul campo i soli rappresentanti della Società, sono gli unici a poter decidere sulla applicazione di norme federali necessarie al momento per il giusto svolgimento della gara, nei casi limite e nel dubbio contattare preventivamente il responsabile del Settore Giovanile. Una delle mansioni più delicate affidategli è quella di garantire un clima di collaborazione e di rispetto nei confronti dei Direttori di Gara, in modo che tutti i giocatori accettino con equilibrio le decisioni arbitrali e diano prova in ogni occasione di lealtà sportiva, oltre che a dirigenti avversari e pubblico. In sintesi, ognuno di loro sarà un vero ponte di scambio vitale tra la squadra ed il direttivo.

b) I dirigenti accompagnatori

Tale figura di riferimento a differenza dei dirigenti responsabili, non hanno una responsabilità diretta sulla organizzazione della squadra cui sono assegnati(eccetto in assenza del Resp. Di Squadra), ma forniscono un valido supporto organizzativo al responsabile di squadra nell’espletamento delle mansioni sopra citate. Hanno il compito di agevolare il lavoro del responsabile, sia nel trasporto della squadra durante le trasferte, sia in occasione delle gare interne con un aiuto al migliore svolgimento delle stesse e possono essere incaricati di svolgere la mansione di assistente arbitrale o di guardalinee nel caso sia previsto.

P.S. E’ fatto divieto a tutti i dirigenti responsabili di squadra e accompagnatori di prendere iniziative di carattere tecnico, economiche, organizzative se non di concerto con il Responsabili del Settore Giovanile e Scolastico.

La collaborazione del dirigente responsabile di squadra e accompagnatore comunque si limita all’aspetto sommario organizzativo di concerto con il Responsabile del Settore Giovanile e in generale del comportamento del gruppo.

Non può in nessun caso, previo autorizzazione del Responsabile del Settore Giovanile, sostituirsi a l’aspetto tecnico, anche seppur con semplici consigli tecnici dati al mister incaricato, resta sempre da tenere in considerazione il buon rapporto Dirigente/Mister instaurato, resta comunque vivamente sconsigliato dare suggerimenti che vanno contro le indicazioni impartite dall’Allenatore, riducendo l’autorevolezza di questi e rischiando inevitabilmente di limitare il rendimento della squadra.

E’ assolutamente vietato che il dirigente accompagnatore della Società ASD CITTA’ DI BAVENO sia coinvolto o sia addirittura l’artefice di situazioni spiacevoli per la società stessa, quali linguaggio scurrile o offensivo verso altri, discussioni o contestazioni evitabili e presenza non decorosa è fatto obbligo indossare la divisa di rappresentanza, l’inosservanza delle disposizioni Societarie e il non rispetto della filosofia Societaria comporterà un richiamo da parte della Società o nei casi previsti L’ESONERO immediato dall’incarico e l’obbligo di restituzione del vestiario societario.

Al dirigente accompagnatore e richiesto un controllo capillare e scrupoloso sul gruppo, i ragazzi sono tenuti a rispettare le regole della Società, gli orari degli allenamenti e delle convocazioni, nonché ad un comportamento di gruppo decoroso e nel rispetto del buon senso civico della società, assicurarsi che gli atleti lavorino con il massimo impegno nel rispetto dei loro compagni, degli avversari, del loro allenatore e dei loro responsabili, controllare che custodiscano con cura il materiale della Società loro assegnato compreso il vestiario e che abbiano sempre un aspetto dignitoso e in linea con la filosofia della Società. La supervisione del dirigente accompagnatore, deve raggiungere il suo apice, nell’assicurare che gli atleti, il mister e i suoi collaboratori, nonché il gruppo genitori, usino un linguaggio e un comportamento consono alle aspettative della Società. Gli accompagnatori ufficiali delle squadre saranno tesserati dalla società e di conseguenza saranno parte integrante di essa, pertanto assieme agli allenatori saranno gli unici responsabili del comportamento della squadra a loro assegnata e dovranno relazionarsi per qualsiasi problematica con il Responsabile del Settore Giovanile.

Ragazzi, genitori, dirigenti e mister che avranno un comportamento difforme dalle seguenti indicazioni, portando la società a ripercussioni negative, penali e sanzionabili verranno in primis richiamati e successivamente, se ritenuto opportuno, allontanati.

Al dirigente Responsabile e Accompagnatore viene richiesta una chiara conoscenza del ruolo ricoperto, dei compiti, dei propri confini, delle aspettative proprie e della Società, degli obiettivi perseguiti, al fine di potergli permettere il raggiungimento di 5 capisaldi richiesti dalla Politica della Società ASD CITTA’ DI BAVENO, come:

A. Lo specchio della politica/filosofia della Società Asd Città di Baveno

B. Il contenimento di eventuali conflitti (fra dirigenti, famiglie , giocatori)

C. Il buon funzionamento della Società sportiva

D. La valorizzazione di tutti i ruoli

E. La non insorgenza di frustrazioni, delusioni d incomprensioni

F. Un clima relazionale positivo, incoraggiante, accogliente sia per i giovani calciatori sia per gli operatori

Sportivi

COMPITI ORGANIZZATIVI:

- Rapporti con la segreteria di concerto con il responsabile del Settore Giovanile; - Contatti frequenti con il Responsabile del Settore Giovanile; - Conoscenza del comunicato ufficiale n. 1 della F.I.G.C. – S.G.S. (sanzioni, anticipi/posticipi gare, ecc.) - la gestione e il controllo della durata delle partite , delle sostituzioni, dei principi di Fair-play, in caso di disputa in casa e di controllo se fuori casa, comunicando tempestivamente al responsabile di settore eventuali incongruenze di natura organizzativa, comportamentale, ecc.; - Lettura comunicati ufficiali settimanali (variazione orari, calendari, comunicazioni carie, specifiche…) - Comunicazione e divulgazione delle informazioni per genitori e genitori di concerto con il responsabile dell’attività di base eventualmente comunicategli; - Conoscenza e comunicazione calendario dei campionati (partite, orario, indirizzo del campo); - Numeri telefonici utili (giocatori, Società avversarie, dirigenti, medico, magazziniere, etc.), da consegnarne copia anche al mister; - Previo comunicazione al Responsabile del Settore Giovanile e approvazione dello stesso, è concessa la facoltà di organizzare amichevoli provinciali, regionali e nazionali, nel pieno rispetto della politica della Società ASD CITTA’ DI BAVENO e presentarsi sempre come dirigente accompagnatore (nome e cognome) della squadra della categoria di appartenenza e mai a nome e per conto della Società ASD CITTA’ DI BAVENO; - Per verifica disponibilità campi per amichevoli chiedere al Responsabile del Rettore Giovanile o eventuale altro referente organizzativo; - Condividere e informare le famiglie degli eventuali impegni della squadra con Calendari e comunicazioni (mail, sms, ecc.); - Calendari impegni societari (riunione di squadra, foto ufficiale della squadra, feste, etc); - Per richiesta spostamento gare comunicarlo al Responsabile del Settore Giovanile;

COMPITI TECNICI:

 - tenere sotto controllo le date di scadenza dei certificati medici dei componenti della squadra di concerto con il responsabile del Settore e la segreteria; - Ritiro documenti per tesseramento, stato di famiglia e residenza, 2 foto (ove necessario o in caso di primo tesseramento), certificato medico di idoneità all’attività agonistica, certificato di buona salute per calciatori sotto i 12 anni di età di concerto con la segreteria; - di concerto con il Responsabile del Settore Giovanile, controllare il corretto tesseramento dei propri calciatori ed attivarsi per la regolarizzazione di quelli in sospeso (raccolta foto, firme genitori, documenti etc…); - Di concerto con il Responsabile del Settore Giovanile, si occupa, ad inizio stagione, in collaborazione con l’allenatore, di verificare che tutti gli atleti abbiano ricevuto il vestiario ed il materiale programmato e che l’eventuale quota d’iscrizione (se la categoria lo richiede) sia stata interamente versata; - Controllare che tutti i giocatori vestano, durante l’allenamento e le gare ufficiali, indumenti societari (maglia, calzoncini, tuta) e che tutti si presentino in maniera uniforme con il kit di rappresentanza della Società (TUTTI UGUALI). I giocatori sprovvisti saranno invitati a mettersi in regola; - Controllare in occasione delle gare esterne, l’esatta ubicazione del campo della società avversaria e, in accordo con il responsabile dell’attività di base, di tutti i problemi connessi alla trasferta (mezzi di trasporto, ritrovo calciatori, genitori etc…); - Le distinte di gara, debitamente sottoscritte dal Dirigente Responsabile o Accompagnatore, debbono essere scrupolosamente compilate in ogni sua parte e controllate, in seguito consegnate all’arbitro (Campionato Agonistica) o al dirigente della società ospitante (Att. Di Base, campionato non agonistico) oppure ritirarle in caso di partita in casa, prima dell’inizio della partita;

DOTAZIONE DEL DIRIGENTE ACCOMPAGNATORE:

- Valigetta portadocumenti; - Documenti di riconoscenza del giocatori (cartellini) - Distinte ed altra documentazione necessaria a l’attività di campionato; - Distinte e referti gara in caso di disputa casalinga; - Gagliardetto da richiedere solo in caso di eventi straordinari; - Muta di maglie e abbigliamento di scorta di concerto con il responsabile del magazzino; - Casacche per giocatori in panchina; - Fascia capitano; - borracce;

- Materiale di Primo Intervento/Soccorso nella valigetta massaggi. I dirigenti accompagnatori inoltre hanno la funzione di controllare prima di ogni gara che nella valigetta sia presente idoneo materiale sanitari di base ed in caso contrario avvisare i responsabili della Società; è vietato prelevare materiale da una borsa all’altra senza preavviso dei diretti interessati.

RAPPORTO CON OSPITE E L’ARBITRO

- Accoglienza, presentazione, spogliatoio pulito; - Compilazione e presentazione documenti della partita (distinte, referti, ecc.) - Ritiro dei documenti a fine gara (distinte, referti, ecc.); - Saluto d’arrivederci e commiato obbligatorio; - Agenda personale per segnare tutto (atleti, sostituzioni irregolari, lamentele, comportamenti scorretti Genitori/atleti/Mister/dirigenti, ecc.) e di seguito inoltro al responsabile attività di base attraverso mail o sms, wattsapp, ecc. entro due giorni dalla disputa della gara.

COMPITI RELAZIONALI:

1. Rapporto con i genitori : - Comunicazioni varie: partite , allenamenti, trasferte, tornei; - Conoscere i problemi di trasporto dei giocatori al campo d’allenamento e di concerto con il Responsabile del Settore Giovanile, organizzare il trasporto, è vietato prendere contatti personali con aziende di trasporto esterne e non convenzionate con la società; - Conoscere la realtà nella quale vivono i ragazzi (vacanze, visite mediche, gite scolastiche, etc.) - Conoscere i problemi comportamentali (emotivi, affettivi, etc) e portare a conoscenza Mister e Resp. Del Settore Giovanile; 2. Rapporto con i giocatori/mister : - Presenza costante prima, durante e dopo la partita; - Stato di salute; - Comunicazione con i ragazzi (variazioni orari, date, pizzate, ....) e informativa ai genitori attraverso sms, mail, ecc. - Borse e scarpe in ordine e pulite; - Indumenti di ricambio (doccia obbligatoria e evitare l’ingresso negli spogliatoi di personale non addetto) - Coadiuvare il mister nel creare un clima favorevole nel pre-gara, concentrazione, silenzio, calma; - Controllo condizioni del campo; - Controllo palloni, materiale e campo per il riscaldamento;

DURANTE LA PARTITA:

- Etica; Durante la gara i dirigenti dovranno evitare di fare i tifosi ma avere un comportamento sempre sereno nei confronti dell’arbitro, giocatori e dirigenti avversari, nonché con il pubblico; - Sportività: Se l’allenatore o i nostri giocatori sono “agitati”, i Dirigenti dovranno cercare di sedare gli animi e, comunque, zittire anche bruscamente se del caso, i giocatori; - In caso di espulsione di un giocatore dal campo, un dirigente dovrà accompagnare l’espulso fin dentro lo spogliatoio, assicurandosi che il medesimo non abbia più alcun contatto con altre persone. In caso, invece, di espulsione dell’allenatore, uno dei dirigenti, ne assumerà le funzioni, astenendosi, però, nel limite del possibile, dal prendere decisioni tecniche autonome o contrarie a quelle impartite dall’allenatore; -In caso di grave infortunio ad un giocatore, tale da dover ricorrere all’immediato ricovero ospedaliero, comunicarlo subito al Resp. del Settore o al Presidente e uno dei dirigenti, dovrà abbandonare il campo con l’infortunato e provvedere alla sua assistenza. Sarà compito suo avvisare la famiglia e procedere alla raccolta dei dati idonei alla compilazione della denuncia assicurativa di infortunio, dati che consegnerà alla Segreteria entro pochissimi giorni; - I Dirigenti debbono occuparsi della disciplina della squadra e vigilare affinché il comportamento dei calciatori, a prescindere dal risultato conseguito sul campo, sia sempre improntato alla massima educazione e correttezza. Dovranno sempre riferire al responsabile del settore non solo del comportamento disciplinare dei giocatori ma, anche dell’allenatore e del pubblico di parte al seguito della squadra. Si ricorda che le intemperanze del pubblico con grida ed offese all’arbitro, ai giocatori della squadra avversaria e ai propri, sono sanzionate con multe a carico della società di appartenenza; - Durante la partita, in caso di contestazioni verso il direttore di gara, o per qualsiasi altro motivo, è ASSOLUTAMENTE vietato ritirare la squadra dal campo. Se questo dovesse avvenire avvisare immediatamente il responsabile del settore x accordi, al fine di evitare che la Società vada incontro a pesanti penalizzazioni e sanzioni; - Guardalinee e se previsto o incaricato anche arbitro della gara;

DOPO LA GARA:

- Ritiro documenti (referto, distinte, ecc.) in caso di disputa casalinga o consegna al dirigente squadra avversariain caso di trasferta; - Ritiro palloni e materiale per riscaldamento; - Gestione materiale squadra (maglie, pantaloncini, borsa medica, pettorine, giacconi, coperte,...) e portarli in lavanderia; - Verifica abbigliamento dimenticato; - Comportamento post-partita con arbitri e avversari (saluto, ringraziamenti, ecc.); - Salutare tutto il personale addetto al campo - Garantire una pulizia sommaria spogliatoi a fine partita

3. Rapporto con i membri dello staff :

- Responsabile Settore Giovanile;

- Allenatore;

- Addetti ai campi e spogliatoi;

- Magazziniere

RAPPORTO CON I DIRIGENTI DELLA SQUADRA AVVERSARIA

a. PARTITE IN CASA

- Eventuali segnatura campo removibili e preparazione terreno di gioco; - Accoglienza: presentazione, indicazione dello spogliatoio, eventuale locale per compilazione documenti, indicare lo spazio per il riscaldamento, fornitura palloni per riscaldamento, accordi per il colore delle maglie e disponibilità per esigenze particolar. Saluto, arrivederci e commiato.

b. PARTITE FUORI CASA/amichevoli e tornei

- di concerto con le famiglie organizzarsi per la trasferta; la società è esonerata da ogni responsabilità in cui il dirigente decida per il trasporto con il proprio mezzo per accompagnare i ragazzi; - Ruolo di capocomitiva; - Conoscenza dell’indirizzo del campo, numero di telefono di un Dirigente della Società avversaria, recapito delle convocazione, scelta del tragitto migliore

Trattamento dei dati personali

Tutta la gestione tecnica ed organizzativa (trattandosi di minori) richiede molta prudenza e discrezione per cui è fatto assoluto divieto di operare riunioni di gruppo non autorizzate e scelte non condivise dai Dirigenti, pena il richiamo da parte della Società.

E’ fatto divieto assoluto di ingresso in spogliatoi, in campi ed uffici di personale non incaricato ed autorizzato; la documentazione anagrafica, tecnica e medica è soggetta alle normative sul “Diritto della Privacy”, per cui tutti i documenti devono essere raccolti e non esternamente accessibili.

Come dettatto dalle regole Federali, le presenze dei giocatori in partita verranno raccolte e schedate al fine di controllare che il giusto turn-over sia effettivo ed in modo tale da limitare problematiche future.

Riunioni ed Assemblee

Verranno indette riunioni ed assemblee di vario tipo, ed  esattamente:

-         Riunione settimanale (in alternativa comunicazioni via sms, mail, ecc.)fra dirigenti varie categorie e resp. Del Settore, resp. dei vari settori con analisi costante dell’andamento tecnico-organizzativo del settore; in particolare dopo le partite del fine settimana verranno contattati i “portavoce” delle squadre al fine di attingere informazioni sulle partite e su eventuali problematiche emerse.

-         Riunione periodica dei responsabili con volontari e tecnici

-         Assemblea generale di inizio anno con le famiglie di tutto il settore giovanile attività di base, con illustrazione di programmi e quadri tecnici.

-         Riunioni conviviali di fine anno e feste.

Sponsor ed iniziative promozionali

La ricerca di aiuti economici ed iniziative comuni a tal fine (lotterie, fiere, cene sociali, etc...) sono da ritenersi attività necessaria per la buona gestione del Settore Giovanile in quanto qualsiasi fonte economica, anche la più piccola, rappresenta la possibilità di migliorare i servizi offerti ai giovani e di rendere più efficaci le nostre finalità.

Si ritiene doveroso precisare che la gestione contabile della sponsorizzazione nelle sue varie forme compete esclusivamente al ASD CITTA’ DI BAVENO, così anche ogni iniziativa di spesa ai fini promozionali dovrà essere autorizzata come importo e forme dal Responsabile contabile della società ASD CITTA’ DI BAVENO.

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