Ranchini presidente da record: da 40 anni alla guida del Baveno calcio

“La società sogna la serie D, ma c’è un po’ di amarezza perchè la passione della gente è in calo”

La Stampa di martedì 15 giugno 1976 recitava in poche righe «Raffaele Ranchini è il nuovo presidente dal Baveno», riportando un fatto accaduto sette giorni prima. Da allora sono trascorsi 40 anni ma il timone non è cambiato, con Raffaele - per molti più semplicemente Lele - ancora impegnato a proseguire la passione ereditata da papà Mario, dirigente nel club dagli Anni Trenta fino al principio degli Ottanta.  

Dall’iniziale Prima categoria del 1976, anno in cui nacque un’artigianale tribuna e furono messe le luci al campo, sono passate retrocessioni, promozioni e Coppe fino alla tanto sognata Eccellenza nel 2009, serie più in alto in cui il club nato nel 1908, abbia mai militato nella sua storia. In verità nel ‘68’-’69 il club fu iscritto alla Promozione (allora girone unico in Piemonte), ma gli ultimi sette anni in Eccellenza si possono certamente definire il momento d’oro.  

La risalita dal 2003

«Quando abbiamo vinto la Coppa di Promozione, che ci ha consentito di salire di categoria, è stata una grande soddisfazione - ammette Ranchini -. Anche se non dimenticherei il risultato centrato nel 2015: abbiamo disputato, pur venendo eliminati, il primo turno nazionale dei playoff di Eccellenza, affrontando il Villa d’Almé in Lombardia». Se Baveno ha centrato il traguardo della massima categoria regionale, merito è anche della famiglia Zacchera, il cui ingresso in società (a cavallo tra il 2003 e il 2004) ha sancito una sorta di anno zero.  

Con loro è arrivato anche il tecnico di Baveno Pierguido Pissardo. «Il loro avvicinamento tredici anni fa è stato un crocevia nella storia del Baveno - ammette Ranchini - grazie alle 14 vittorie consecutive in Seconda categoria nel 2004-2005 fummo anche invitati alla Domenica Sportiva e peccato che quell’anno ci dimenticammo di iscriverci alla Coppa, altrimenti avremmo probabilmente vinto anche quella. Difficilmente saremmo riusciti ad arrivare a questi livelli senza il supporto della famiglia Zacchera e di Pissardo, anche se l’Eccellenza di oggi è paragonabile a una Prima categoria di qualche anno fa». Il nastro si riavvolge con piacevoli risultati come le vittorie in Seconda categoria con Tiziano Piccinini o ancor prima con le squadre di Marziano Giustetti, ma anche con aneddoti come quello su Pierluigi Rauch (allora giocatore) «che è arrivato in ritardo a una partita perché impegnato a vincere una gara di pesca».  

Il ruolo sociale

Ranchini guarda al passato: «Quel che mi ha segnato di più è stato nei primi anni di presidenza: avevamo un portiere di Baveno cresciuto nelle giovanile e che decidemmo di far esordire in prima squadra: al debutto stavamo vincendo 2-0 con la Pro Roasio in casa e alla fine pareggiammo 2-2 per due papere. Alla riunione successiva tutti volevano cambiare, ebbi la forza di tenerlo: negli anni successivi affrontò una e due categorie superiori e tornò a ringraziarmi anche perché grazie al calcio abbandonò il vizio del vino».  

Oggi Ranchini guarda al passato con un po’ di nostalgia: «Erano altri tempi, c’era più amore e attaccamento alla maglia che adesso si riscontra meno o solo in pochi giocatori. E poi ricordo che alla domenica tanti anni fa i circoli operai di Baveno e Oltrefiume si svuotavano per venire a vedere la partita. Oggi, lo dico con un velo di tristezza, purtroppo il pubblico non ci segue più: il Baveno è diventato scontato, quasi come una vecchia moglie a cui non si dedicano più attenzioni. E’ giusto però sottolineare che abbiamo anche dei tifosi appassionati, gli ultras che ci seguono anche in trasferta».  

«Cresce la stanchezza»

Al futuro il presidente pensa poco, «la serie D è il sogno della società, per me invece passano gli anni e da presidente inizia a subentrare un po’ di stanchezza nonostante segua sempre la squadra ovunque in casa e fuori»..